Quesito

Cari Amici domenicani,
Reverendi Padri.
sono una credente praticante (quasi anni 70) Io non riesco a immaginare un Dio che condanna i peccatori alle torture nel fuoco eterno dell’inferno.
La tortura è un crimine nel nostro mondo anche verso gli assassini che  assicuriamo solamente per un lungo periodo alle carceri.
Nel nostro mondo  la tortura è punita con la galera.
Dio dalle scritture e dai vangeli  manda in luoghi di  tortura  i  peccatori, dove è pianto e stridor di denti per l’eternità.
Mi sembra che nell’aldilà, Dio abbia preparato per i peccatori che non vuol perdonare, campi di concentramento di tipo nazista.
Non sarebbe più opportuno, eliminare distruggendole le anime imperdonabili, come fanno alcuni Stati dove vige la pena di morte?
Perché tenere un’anima alla tortura eterna?
Dio vuole appagare il suo desiderio di vendetta su quell’individuo che ha sbagliato?
Attendo una risposta illuminata da voi che avete studiato profondamente la dottrina Cristiana.
Siamo tutti peccatori, e mi terrorizza questo Dio dispensatore di punizioni così efferate.
Grazie


Risposta del sacerdote

Cara Signora,

1. mi dispiace per tutto quello che hai scritto.
Capisco la tua angoscia, ma giungere fin quasi al punto di dire: “chi tortura il prossimo in questo mondo va in galera; ma Dio tortura quelli che non vuol perdonare per tutta l’eternità…”. Verrebbe da concludere: “A un Dio così torturatore che cosa non si dovrebbe fare?”.

2. Talvolta capita che ci si lascia andare a ragionamenti che partono da idee sbagliate, e nel nostro caso da un’idea sbagliata di Dio.
Il minimo che per ora posso dire è che dalla lettura della tua email emerge un Dio torturatore e così crudele addirittura inimmaginabile. Perché le torture inflitte dagli uomini, per quanto dure, sono almeno limitate nel tempo. Qui invece sono eterne.
È tutto il contrario della Rivelazione che Dio ha fatto di se stesso: Dio è amore, per essenza è amore, è solo amore.

3. L’errore di fondo della tua riflessione sta dunque in una tua idea di Dio, che non solo non corrisponde a quella che Dio ha voluto dare di sé, ma le è diametralmente contraria.

4. Veniamo al dunque: è proprio vero che Dio condanna i peccatori alle torture del fuoco eterno?
Ti riporto alcune annotazioni di san Tommaso sul testo evangelico che abbiamo sentito domenica scorsa (34° del tempo ordinario, 2011).
San Tommaso fa notare come Dio dica a quelli di destra: Venite, benedetti del Padre mio…”
Mentre rivolgendosi a quelli di sinistra non dice: Maledetti del Padre mio, ma solo “maledetti”.

5. Ed ecco il suo preciso commento: “Dice dunque: via lontano da me, maledetti. Questa affermazione differisce dalla prima, perché nella prima ha detto venite benedetti del Padre mio…; qui invece non dice maledetti del Padre mio… perché autore della benedizione è Dio, autore della maledizione è chi compie il male.
Ugualmente è da notare un’altra differenza, perché agli eletti dice: Prendete possesso del regno preparato per voi fin dall’origine del mondo, qui invece dice andate nel fuoco eterno preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Quale il motivo? Origene dice che le pene non  furono preparate per gli uomini, ma essi stessi se le acquistano con le loro mani” (San Tommaso, Commento a Mt 25, 41).

6. Ma è poi sbagliato ed è tutto contrario alla storia della salvezza affermare che Dio non voglia perdonare e che tortura incredibilmente per l’eternità coloro cui non vuol perdonare.
Proprio domenica scorsa nella prima lettura tratta dal profeta Ezechiele abbiamo sentito queste parole: “Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia” (Ez 34,16).
Dio va in cerca della pecorella smarrita, non abbandona nessuno al suo destino.
Anzi va in cerca senza sosta anche dell’uomo più depravato e più ostinato.
Attraverso la potenza della morte e risurrezione di Cristo irradia continuamente dal cielo e dai nostri altari una potenza che va a toccare incessantemente i cuori di tutti per offrire il suo perdono e la sua amicizia per sempre.
Di fatto però il suo perdono non viene accolto. Talvolta viene addirittura schernito e disprezzato.

7. Inoltre attraverso la vita, l’offerta, il sacrificio, le preghiere e l’esortazione di tanti suoi figli continua a mandare ulteriori messaggi ai cuori più induriti. Non è questa la storia di tanti nostri fratelli, tra cui molti innocenti, che in unione col sacrifico di Gesù offrono la loro vita perché i peccatori si pentano?
Ma alcuni vogliono essere sordi e col loro comportamento continuano a flagellare le loro famiglie e la società.

8. Come puoi vedere, quello che ti sto dicendo è tutto agli antipodi di quello che hai scritto.
Dio non manda nessuno all’inferno. La maledizione è libera scelta da parte dell’uomo.
Dio non tortura nessuno. La tortura ognuno se la infligge da stesso, per mezzo  delle proprie opere, volendo definitivamente e ostinatamente rimanere distaccato dalla sorgente di ogni bene, dalla sorgente dell’amore.

9. Tu osservi: ma non sarebbe meglio che Dio annientasse queste persone piuttosto che lasciarle soffrire?
Ma sono proprio queste persone che hanno scelto e voluto per sempre la condizione di soffrire!
Lo sapevano che le cose stavano così. Ma non se ne sono fatte problema. E adesso sono ancora così, con  la loro volontà perversa e ostinata.
Perché Dio dovrebbe annientarle, se loro stesse non vogliono essere annientate?

10. In Paradiso vedremo tutto l’infinito dolore che Dio ha patito in Cristo per costoro, per dare loro il suo perdono, per espiare i loro peccati, per riammetterli alla sua amicizia, pronto a dimenticare e a cancellare tutto.
Vedremo l’infinita tristezza provata da Cristo che ha pianto per Gerusalemme e per ogni uomo che non l’ha accolto, e per il suo tristissimo destino di essere volontariamente e irrevocabilmente da Lui separato.
Gesù ha pianto e ha patito inverosimilmente per quelli che ha visto all’inferno. E ha fatto di tutto, di tutto, in ogni istante della loro vita per risparmiarli da questa sventura.

Per ora faccio punto qui.
Ti ringrazio di aver stimolato in me le presenti riflessioni, nella speranza di portare molti alla contemplazione del volto di Gesù.
Da Lui, e solo da Lui, dal suo volto sofferente ma pieno di amore, dobbiamo partire per trovare luce a tutti i nostri dubbi.
Del resto è Gesù stesso che ci chiama a questo: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12).

Ti saluto, ti ricordo cordialmente al Signore e ti benedico.
Padre Angelo