Quesito: seconda parte

caro Padre Angelo,
Inoltre un’ultima cosa, la Bibbia parla dell’organizzazione della Chiesa come episcopale-sinodale, cioè formata da Vescovi eletti dagli apostoli, che eleggono a sua volta presbiteri e diaconi.
I presbiteri sono in ogni città (Parrocchie) mentre i Vescovi osservano il loro operato all’interno di un territorio (la diocesi) e non sono soggetti a nessun altro se non che al Sinodo o l’Assemblea dei Vescovi di una certa regione (che possiamo identificare con i vari Patriarcati) con un presidente rappresentativo che è il Vescovo della diocesi più importante delle varie regioni (il Patriarca).
Ma non si parla mai di un Vescovo Universale superiore e infallibile a tutti, ma solo come dei Primi tra Pari.
E questo possiamo notarlo nei versi Biblici sempre del Vangelo di Matteo 18,15-17:
Anche i Padri della Chiesa non hanno fatto grandi affermazioni verso i Papi come infallibili, ma solo come Primi tra Pari, a parte Sant’Ambrogio con la famosa frase Ubi Petrus ibi Ecclesia, Ubi Ecclesia ibi Christus, ma in quell’epoca c’erano varie sette scismatiche e eretiche come gli ariani che Ambrogio combatteva, e questi ovviamente non erano in comunione con il Vescovo di Roma, mentre Ambrogio si.
E poi abbiamo avuto anche Papi eretici come Liberio, o Onorio I che poi fu scomunicato da un altro Papa successivo, ed infine fino al Medioevo la stessa Chiesa Cattolica era organizzata in modo Episcopale-Sinodale e solo a cominciare dal 1000 il Papa comincio a pretendere di ordinare tutti i Vescovi.
E infine c’è anche il Vescovo di Alessandria che è discendente di San Pietro, e lui non ha tutti questi poteri che ha quello di Roma.
Mi scuso per la troppa lunghezza, ma io sono cattolico, la mia famiglia è cattolica, amo la Chiesa Cattolica perché è lei che mi ha fatto conoscere Cristo e la Retta Dottrina e vorrei rimanervi, ma ultimamente con tutti questi dubbi sul Papato mi sto avvicinando alla Chiesa Cattolica Ortodossa che infatti mantiene la stessa dottrina dei Padri della Chiesa e dei Concili e può vantare anch’essa 2000 anni di storia.
Io non vorrei fare apostasia e scisma, per cui sono venuto a chiederle chiarimento a lei che è un domenicano e sicuramente molto informato e istruito sulla dottrina della Chiesa, di queste mie idee non ne parlo con nessuno perché non vorrei far venire dubbi sul Cattolicesimo anche ad altri, lei è un’ultima speranza per me per restare cattolico.


Risposta del sacerdote

Caro Luigi,
1. oltre le testimonianze derivante dalla Divina Rivelazione (Sacra Scrittura e Sacra Tradizione), vi sono anche le testimonianze della storia della Chiesa antica.
Anche queste sono preziose perché confermano il medesimo modo di sentire fin dall’inizio.

2. Perfino Harnack, teologo e storico protestante e razionalista, ha riconosciuto che “nessuna comunità nella storia della Chiesa si è imposta in modo più completo che
quella di Roma mediante la prima lettera di Clemente” (Dogmengeschichte, I, p. 485).
Harnack fa notare che “il vescovo di Roma (verso il 200) era in grado di deporre non solo preti e diaconi, ma anche
vescovi… Roma può togliere ad altre comunità il loro vescovo e inviare un vescovo scelto a
Roma” (Ib., p. 491).
Quando il patriarca Dionigi di Alessandria, nonostante il suo prestigio, fu
ripreso da Papa Dionigi “nessuna obiezione fu mossa a questo modo di agire”.
Nella “condanna di Origene, la voce di Roma sembra aver avuto un’importanza particolare” (Ib., p. 491).

3. Non c’è soltanto l’affermazione isolata di sant’AmbrogioUbi Petrus ibi Ecclesia” (dove c’è Pietro lì c’è la Chiesa), ma anche quella di molti altri.
Tra questi c’è quella di san Cipriano, il quale scrive: “Come Dio è uno e uno è
Cristo, così c’è una sola Chiesa e una sola cattedra fondata su Pietro dal Signore” (una
Ecclesia et cathedra una super Petrum Domini voce fondata
, Epistula 43).

4. San Girolamo ripete spesso la frase che
Dio ha fondato la Chiesa su Pietro (Ep. 41,2).

5. S. Agostino scrive che “nella Chiesa romana il primato della
cattedra apostolica è sempre esistito” (in qua semper apostolicae cathedrae viguit
principatus, Ep. 43,7).
Afferma anche che la Chiesa
di Roma possiede la massima autorità (culmen auctoritatis obtinuit) e che rifiutarle il primo
posto sarebbe la più grande empietà o una arroganza che si distrugge da
sè” (De util. cred. 17,35).
È sua l’affermazione: “Roma locuta est, causa finita est” (Roma ha parlato, la discussione è finita).

6. Ma anche i Padri greci (San Gregorio Nisseno, San Giovanni Crisostomo, S.
Gregorio Nazianzeno sono concordi nel ritenere il primato della Chiesa di Roma.
S.
Gregorio Nazianzeno dice che la Chiesa Romana presiede, a motivo del suo potere religioso, a
tutto il mondo (Carm. 2, sect. 11)
Teodoreto di Ciro scrive a un prete romano Renato che quella santissima Sede (di Roma) “possiede il principato sulle Chiese di tutto il mondo” (Ep. 116).

7. Le chiese ortodosse, staccatesi da Roma, si caratterizzano per la loro autocefalia (sono capo a se stesse) o acefalia (non hanno una chiesa che le sia superiore anche nel governo).
I motivi che hanno portato a questa separazione sono prevalentemente politici.

8. Puoi leggere anche la risposta pubblicata il 28 maggio 2011 al quesito “Volevo chiedere se il Papa sia proprio una figura necessaria”.

9. I singoli vescovi potranno venir meno nella fede, ma Pietro no.
Quello che avvenne nell’alto Medio evo va inquadrato nel periodo storico: la lotta tra famiglie patrizie per il potere. Purtroppo la storia della Chiesa è segnata anche da queste ombre: “ubi homines, ibi miseriae” (dove vi sono uomini, lì ci sono miserie).
Ogni epoca ha le sue e la Chiesa, che vive fra gli uomini ed è composta di uomini, ne risente.

Ti ringrazio per i sentimenti di stima per l’Ordine di san Domenico, ti assicuro le preghiere richieste e ti benedico.
Padre Angelo