Quesito

Caro padre Angelo,
ringrazio lei e il Signore per la sua preziosa rubrica. Ho un quesito da porle che mi dà da pensare.
Come si pone la Chiesa nei confronti di chi decide di farsi cremare dopo la morte? E soprattutto nei vangeli, c’è qualche riferimento su questo argomento da parte di Gesù?
La saluto e la ricordo nella preghiera.
Dario
La cremazione dei cadaveri


Risposta del sacerdote

Caro Dario,
1. i vangeli e i testi sacri non dicono nulla sulla cremazione.
L’atteggiamento della Chiesa sulla cremazione è stato vario nella storia a seconda delle motivazioni che portavano alla cremazione.
Quando a tale prassi era legata la negazione della resurrezione la Chiesa l’ha proibita e negava le esequie a chi chiedeva la cremazione.
Oggi non viene invocata per lo più per motivi contrari alla fede. Spesso, come succede in alcune grandi città, viene fatta per la mancanza di spazio nei cimiteri.

2. Nel 1963 il Sant’Uffizio (oggi si chiama Congregazione per la dottrina della fede) aveva pubblicato un’istruzione sulla cremazione. L’istruzione fu tra i primi atti approvati da Paolo VI (il 5 luglio) eletto papa da circa quindici giorni.
Ecco il testo, dove le indicazioni canoniche si rifanno al Codice di diritto canonico vigente in quel tempo:
“La chiesa si è sempre studiata di inculcare la inumazione dei cadaveri, sia circondando tale
atto con riti destinati a metterne in risalto il significato simbolico e religioso, sia
comminando pene canoniche contro coloro che agissero contro una così salutare prassi; e ciò
specialmente quando l’opposizione nasceva da animo avverso ai costumi cristiani ed alle
tradizioni ecclesiastiche, fomentata dallo spirito settario di chi si proponeva di sostituire
alla inumazione la cremazione in segno di violenta negazione dei dogmi cristiani e
specificatamente della risurrezione dei morti e della immortalità dell’anima
.
Tale proposito era evidentemente un fatto soggettivo, sorto nell’animo dei fautori della
cremazione e non oggettivamente inseparabile dalla cremazione stessa; di fatto
l’abbruciamento del cadavere, come non tocca l’anima, e non impedisce all’onnipotenza divina
di ricostruire il corpo, così non contiene, in sé e per sé, l’oggettiva negazione di quei dogmi.
Non si tratta, quindi, di cosa intrinsecamente cattiva o di per sé contraria alla religione
cristiana. E ciò fu sempre sentito dalla chiesa
, come risulta dal fatto che, in date circostanze,
e cioè quando risultava che la cremazione del cadavere era chiesta con animo onesto e per gravi cause, specialmente di ordine pubblico, essa soleva permettere la cremazione.
Tale migliorato mutamento di animo, congiunto al più frequente ripetersi di circostanze che ostacolano la inumazione, spiega come in questi ultimi tempi siano state dirette alla santa sede insistenti preghiere perché sia mitigata la disciplina ecclesiastica relativa alla cremazione, oggi spesso richiesta, non certo per odio contro la chiesa o contro le usanze cristiane, ne solo per ragioni igieniche, economiche o di altro genere, di ordine pubblico o
privato.
La santa madre chiesa, attenta direttamente al bene spirituale dei fedeli, ma non ignara delle altre necessità, decide di ascoltare benignamente queste richieste, stabilendo quanto segue:
1. Deve essere usata ogni cura perché sia fedelmente mantenuta la consuetudine di seppellire i cadaveri dei fedeli; perciò gli ordinari con opportune istruzioni ed ammonimenti cureranno che il popolo cristiano rifugga dalla cremazione dei cadaveri, e non receda, se non in casi di vera necessità, dall’uso della inumazione, che la chiesa sempre ritenne e adornò di solenni riti.
2. Tuttavia, per non accrescere le difficoltà di ogni sorta e per non moltiplicare i casi di dispensa dalle leggi vigenti, è sembrato conveniente apportare qualche mitigazione alle disposizioni del diritto canonico, così che quanto è stabilito nel can. 1203, § 2 (vietata esecuzione del mandato di cremazione) e nel can. 1240, § 1, n. 5 (diniego di sepoltura ecclesiastica a chi ha chiesto la cremazione) non sia più da osservarsi in tutti i casi ma solo quando consti che la cremazione sia voluta come negazione dei dogmi cristiani, o con animo settario, o per odio contro la religione cattolica e la chiesa.
3. Ne segue che a chi abbia chiesto la cremazione del proprio cadavere non dovranno essere negati, per questo motivo, i sacramenti ed i pubblici suffragi, a meno che consti avere egli fatto tale richiesta per i motivi sopra indicati, ostili alla vita cristiana.
4. Per non indebolire l’attaccamento del popolo cristiano alla tradizione ecclesiastica e per mostrare l’avversione della chiesa alla cremazione, i riti della sepoltura ecclesiastica ed i susseguenti suffragi non si celebreranno mai nel luogo ove avviene la cremazione e neppure vi si accompagnerà il cadavere”.

3. L’attuale Codice di diritto canonico dice:
“- Can. 1116, § 3: "La Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i morti; non proibisce, tuttavia, la cremazione, tranne che venga scelta per motivi contrari alla dottrina cristiana".

– Can. 1184, § 1, 2: "Devono essere privati delle esequie ecclesiastiche, se prima della morte non abbiano dato alcun segno di pentimento:
2° coloro che abbiano scelto la cremazione del proprio corpo per ragioni contrarie alla fede cristiana".

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo