Quesito
Buongiorno Padre Angelo.
Mi chiamo Livio e le ho scritto anche recentemente. Mi piace occuparmi di dottrina cristiana e di Sacra Teologia, ma è un mondo tutto da scoprire.
Sono alle prese con un testo di Teologia Dogmatica di Bernardo Bartmann (non l’ultima edizione ma quella del ’49 – VII edizione).
Alle pagg. 62 e 63 il testo riporta il concetto di Tradizione. Il Concilio di Trento insegna che la Rivelazione è contenuta tanto nella Scrittura quanto nelle tradizioni non scritte. Con “Tradizioni” al plurale, intendendo gli insegnamenti e le istituzioni.
A metà testo di pag. 63 il testo così si esprime: “Nonostante si fossero fatte varie proposte, Il Concilio non volle precisare maggiormente la tradizione dogmatica per distinguerla dalle molte altre tradizioni che esistono nella Chiesa. I teologi distinguono la “traditio divina” dalla “traditio ecclesiastica”. Evidentemente la sola tradizione divina è fonte dogmatica, mentre tutte quelle che hanno origine umana, sia che risalgano agli stessi apostoli in quanto organizzatori della Chiesa (trad. mere apostolica), sia che risalgano ai capi posteriori della medesima (trad. ecclesiastica) non servono allo scopo, per quanto sia grande l’importanza di esse per la disciplina, il culto, etc.
Fin qui il testo del Bartmann.
Mi chiedo: ma la Traditizione Apostolica non è unica e fonte della Divina Rivelazione?
Grazie per una sua gentile risposta e buon apostolato!
Risposta del sacerdote
Caro Livio,
mi compiaccio del tuo interessamento per la teologia e cioè per la dottrina sacra che ci comunica le verità più preziose e più profonde della nostra vita.
1. Venendo alla domanda che mi hai posto: sì, la Tradizione apostolica è fonte della divina rivelazione.
Tuttavia si distingue tra Tradizione divina e Tradizione apostolica.
La Tradizione divina è l’insieme di tutto ciò che Dio ha consegnato alla Chiesa per la salvezza degli uomini. In questa tradizione vi è inclusa anche la Sacra Scrittura, tenendo presente tuttavia che la Sacra Scrittura non contiene tutto ciò che Dio ha trasmesso.
La Tradizione apostolica consiste in tutto ciò che Cristo dopo la sua risurrezione per 40 giorni ha comunicato agli apostoli parlando loro del regno di Dio e pertanto della costituzione della Chiesa.
In questa Tradizione apostolica rientrano anche le successive rivelazioni ricevute dagli apostoli, come ad esempio quella cui fa riferimento San Pietro negli Atti degli Apostoli 10,9ss quando gli viene fatto sapere che il va annunciato a tutti, e non soltanto agli ebrei.
2. Per la precisione: anche la Tradizione apostolica è divina, ma è comunicata per mezzo degli apostoli.
Sicché sia la Tradizione divina sia la Tradizione apostolica costituiscono insieme con la Sacra Scrittura il deposito della Divina Rivelazione.
3. A proposito della Rivelazione apostolica giova ricordare ciò che insegna il Concilio Vaticano II nella costituzione dogmatica Dei Verbum: “Ciò che fu trasmesso dagli apostoli, poi, comprende tutto quanto contribuisce alla condotta santa del popolo di Dio e all’incremento della fede; così la Chiesa nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa è, tutto ciò che essa crede.
Questa Tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con l’assistenza dello Spirito Santo: cresce infatti la comprensione, tanto delle cose quanto delle parole trasmesse, sia con la contemplazione e lo studio dei credenti che le meditano in cuor loro (cfr. Lc 2,19 e 51), sia con la intelligenza data da una più profonda esperienza delle cose spirituali, sia per la predicazione di coloro i quali con la successione episcopale hanno ricevuto un carisma sicuro di verità. Così la Chiesa nel corso dei secoli tende incessantemente alla pienezza della verità divina, finché in essa vengano a compimento le parole di Dio” (DV 8).
4. Come emerge da questo testo, lo Spirito Santo incessantemente attraverso la contemplazione e lo studio di coloro che meditano le Sacre Scritture fa progredire l’intelligenza della fede portandola “alla pienezza della verità divina, finché in essa vengano a compimento le parole di Dio” (DV 8).
5. Inoltre il Concilio Vaticano II dichiara: “È questa Tradizione che fa conoscere alla Chiesa l’intero canone dei libri sacri e nella Chiesa fa più profondamente comprendere e rende ininterrottamente operanti le stesse sacre Scritture. Così Dio, il quale ha parlato in passato non cessa di parlare con la sposa del suo Figlio diletto, e lo Spirito Santo, per mezzo del quale la viva voce dell’Evangelo risuona nella Chiesa e per mezzo di questa nel mondo, introduce i credenti alla verità intera e in essi fa risiedere la parola di Cristo in tutta la sua ricchezza” (DV 8).
6. A questa Rivelazione Gesù Cristo si è riferito quando ha detto “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28,19-20).
In quel “tutto ciò che vi ho comandato” è racchiusa “la Rivelazione propriamente detta, soprattutto quella del Padre, i comandamenti del Signore, compresi quelli che riguardano i sacramenti e la preghiera (“andate, battezzate”, “fate questo in memoria di me”, “quando pregate, di te…”) e il significato delle Scritture relative al fatto di Cristo” (Y. Congar, La Tradizione e le tradizioni, p. 26).
7. Radicate su questa divina rivelazione, esistono nella chiesa molte altre tradizioni: liturgiche, teologiche, disciplinari…
Anche di queste tradizioni lo Spirito Santo si è servito per far progredire l’intelligenza della fede.
Queste tradizioni, con la t minuscola, sono state utili nel corso della storia, e lo saranno fino alla fine del mondo, sia per precisare la dottrina cristiana e sia anche – qualora sia necessario – per il giungere alla definizione di un dogma.
Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
