Quesito
Reverendo padre Angelo,
le pongo un quesito liturgico ma anche teologico. Nel pio esercizio della Via Crucis è previsto l’uso della croce nuda o del crocifisso, ossia della croce con il corpo del Cristo crocifisso?
Ci sono testi liturgici o manuali in cui si esplicita questa cosa e perché?
Grazie.
Daniele
Risposta del sacerdote
Caro Daniele,
1. Nel Manuale delle indulgenze non si legge che sia previsto l’obbligo della croce e, nel caso, della croce con il crocifisso.
La Via crucis può essere fatta individualmente oppure comunitariamente.
Quando viene fatta dal sacerdote accompagnato dai fedeli, soprattutto nei venerdì di Quaresima, in molti luoghi si introduce il crocifisso accompagnato da due accoliti che portano il cero. Di per sé però non è obbligatorio.
Inoltre non è obbligatoria la croce con il crocifisso appeso, come si può notare nella Via crucis fatta dal Papa al Colosseo.
2. Nel Manuale delle indulgenze al n. 63, che è dedicato alla Via crucis, si legge quanto segue:
“Il pio esercizio della Via crucis rinnova il ricordo dei dolori che il divino Redentore ha fatto nel tragitto dal pretorio di Pilato, dove fu condannato a morte, fino al Monte Calvario, dove per la nostra salvezza morì in croce.
Per l’acquisto dell’indulgenza plenaria valgono queste norme:
Il pio esercizio deve essere compiuto dinanzi alle stazioni della Via crucis legittimamente erette.
Per l’erezione della Via crucis occorrono 14 croci, alle quali si sogliono utilmente aggiungere altrettanti quadri o immagini, che rappresentano le stazioni di Gerusalemme.
Secondo la più comune consuetudine il pio esercizio consta di 14 pie letture, alle quali si aggiungono alcune preghiere vocali. Tuttavia per il compimento del pio esercizio si richiede soltanto una meditazione della passione e morte del Signore, senza che occorra fare una particolare considerazione sui singoli ministeri delle stazioni.
Occorre spostarsi da una stazione all’altra.
Se il pio esercizio si compie pubblicamente e il movimento di tutti i presenti non può farsi con ordine, basta che si rechi alle singole stazioni almeno chi dirige il pio esercizio, mentre gli altri rimangono al loro posto.
Gli impediti potranno acquistare la medesima indulgenza dedicando almeno mezz’ora alla pia lettura e meditazione della passione morte di nostro signore Gesù Cristo”.
3. Aldilà di queste norme sembra logico pensare che se all’interno della Chiesa non vi sono le stazioni della Via crucis, nulla proibisce che si possa fare ugualmente, itinerando con 14 tappe, eventualmente sostando davanti alla croce portata dal crociferario, come del resto viene fatto anche al Colosseo quando presiede il Papa.
In molti posti la Via crucis viene fatta lungo le strade, dove non ci sono le immagini.
4. Nel Direttorio sulla pietà popolare e liturgia si legge:
“133. La Via crucis è una via tracciata dallo Spirito Santo, fuoco divino che ardeva nel petto di Cristo (cfr. Lc 12,49-50) e lo sospinge verso il calvario; ed è una via amata dalla Chiesa, che ha conservato memoria viva delle parole e degli avvenimenti degli ultimi giorni del suo Sposo e Signore.
Nel più esercizio della Via crucis confluiscono pure varie espressioni caratteristiche della spiritualità cristiana: la concezione della vita come cammino o pellegrinaggio; come passaggio, attraverso il mistero della croce, dall’esilio terreno dalla patria celeste; desiderio di conformarsi profondamente alla Passione di Cristo; le esigenze della sequela Christi, per cui il discepolo deve camminare dietro il Maestro, portando quotidianamente la propria croce (cfr. Llc 9,23).
Per tutto ciò la via crucis è un esercizio di pietà particolarmente adatto al tempo della Quaresima”.
5. Nel medesimo Direttorio si legge ancora:
“134. Per un fruttuoso svolgimento della via crucis potranno risultare utili le seguenti indicazioni:
– la forma tradizionale, con le sue 14 stazioni deve ritenersi la forma tipica del pio esercizio; tuttavia in alcune occasioni, non è da escludere la sostituzione dell’una o dell’altra stazione con altrettanti riflettenti episodi evangelici del cammino doloroso di Cristo, non considerati nella forma tradizionale;
– in ogni caso esistono forme alternative della Via crucis, approvate dalla Sede Apostolica o pubblicamente usate da Romano Pontefice: sono da ritenersi forme genuine cui far ricorso secondo l’opportunità;
– la Via crucis è pio esercizio relativo alla Passione di Cristo; è opportuno tuttavia che esso si concluda in modo tale che i fedeli si aprano all’attesa, piena di fede e di speranza, della risurrezione; sull’esempio della sosta dell’Anastasis al termine della Via crucis a Gerusalemme, si può concludere il più esercizio con la memoria della risurrezione del Signore”.
6. Infine si legge:
“135. I testi per la Via crucis sono innumerevoli. Essi sono stati composti da pastori mossi da sincera stima per il pio esercizio, convinti della sua efficacia spirituale; talvolta hanno per autore fedeli laici, eminenti per santità di vita o per dottrina o per doti letterarie.
La scelta del testo, tenuto conto dell’eventuale indicazione dei vescovi, dovrà essere fatta tenendo presenti soprattutto la condizione dei partecipanti al pio esercizio e il principio pastorale di contemperare saggiamente continuità e innovazione. In ogni caso saranno da preferire i testi in cui risuoni, correttamente applicata, la parola biblica e che siano scritti in un linguaggio nobile e semplice.
Lo svolgimento sapiente della Via crucis, in cui la parola, silenzio, canto, incedere processionale e sostare riflessivo si alternano in modo equilibrato contribuisce al conseguimento dei frutti spirituali del pio esercizio”.
7. “Nella sua forma attuale, attestata già nella prima metà del secolo 17º, la Via crucis, diffusa soprattutto da San Leonardo da Porto Maurizio (morto nel 1751), approvata dalla Sede Apostolica e arricchita da indulgenze, consta di 14 stazioni” (n. 132).
Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
