Quesito

Buonasera. 
Parlando del Sacrificio di Cristo sulla Croce e nella Santa Messa, diciamo che Gesù Cristo è "altare, vittima è sacerdote". Ora, se è facile capire perché Cristo è vittima è sacerdote, non altrettanto facile è comprendere perché è altare.
In che senso diciamo che Gesù Cristo è altare?
Grazie
Luigi

 


 

Risposta del sacerdote

Caro Luigi,
1. l’altare è la mensa sulla quale si depone l’offerta del sacrificio.
L’altare aveva in antico la funzione di santificare la vittima.
Lo ricorda Gesù stesso quando dice: “Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta?” (Mt 23,19).
A questo allude ancora il Signore quando dice: “Per loro io santifico me stesso (la traduzione della Cei scrive: consacro), perché siano anch’essi santificati (traduzione Cei: consacrati) nella verità” (Gv 17,19).

2. L’offerta che Cristo fa di se stesso riceve valore dalla sua persona divina, dal suo cuore, dal suo corpo.
L’offerta che Gesù fa di se steso non ha bisogno di essere santificata da altari materiali, per quanti si voglia consacrati.
Il suo sacrificio è un sacrificio eterno e universale perché è santificato da quell’altare divino che è costituita dalla sua persona, dal suo cuore e dal suo corpo.

3. Anche l’offerta che i cristiani fanno di se stessi nella vita quotidiana viene santificata perché viene poggiata sull’altare che è Cristo.

4. In particolare nell’Eucaristia le preghiere e le offerte che noi presentiamo a Dio vengono santificate e pertanto ricevono valore e sono gradite a Dio perché vengono deposte su Cristo.
Nelle nostre Chiese l’altare è simbolo di Cristo.
Per questo il sacerdote come primo atto, quando sale all’altare per la celebrazione, lo bacia e nel medesimo modo conclude la celebrazione.

5. A questo altare preziosissimo fa riferimento l’Apocalisse là dove si legge: “Poi venne un altro angelo e si fermò presso l’altare, reggendo un incensiere d’oro.
Gli furono dati molti profumi, perché li offrisse, insieme alle preghiere di tutti i santi, sull’altare d’oro, posto davanti al trono” (Ap 8,3).
Proprio perché portate su questo altare celeste le preghiere e le offerte dei fedeli “vengono purificate da ogni scoria col profumo dell’incenso e così sono rese accette a Dio.
La preghiera umana infatti è sempre mescolata con qualche cosa di terreno e di egoistico e ha bisogno di purificazione.
Perciò l’angelo si avvicina all’altare celeste tenendo un turibolo e mette sui suoi carboni incenso in abbondanza per le preghiere dei santi o aggiungendolo ad esse per purificarle e renderle accette e Dio” (A. Wikenhauser, L’Apocalisse di Giovanni, p. 104).

Ti ringrazio per la domanda.
Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo