Quesito

Salve padre,
leggo sempre le risposte che dà a chi ne ha bisogno, che Dio la benedica per questo.
Ho frequentato qualche ragazza in vita mia però non sono mai arrivato ad avere una relazione con qualcuno di così speciale, è stata lei a cui ho dato il mio primo bacio. La conosco da un anno e mezzo ma siamo fidanzati da due mesi ormai, lei è più grande di me di un anno e ha appena finito la maturità, io invece dovrò farla l’anno prossimo. Come può ben capire siamo giovani ma questo non significa che il nostro amore non sia destinato a qualcosa di più grande.
Il primo appuntamento con lei è andato bene, più che bene: sembrava un angelo, a vederla è difficile non lodare il Cielo per quanto grande è la sua bellezza. Successivamente ci siamo incontrati altre volte. Nonostante a lei piaccia provocarmi e sedurmi, so che se andassi oltre non me lo perdonerebbe, ma non ho mai pensato di farlo. Vorrei arrivare alla castità matrimoniale insieme a lei, entrambi ci amiamo intensamente, e può capitare che a volte ci possiamo lasciar andare alla passione nel baciarci… Ma non per questo ho intenzione di tollerare qualsiasi pensiero impuro, preferirei la morte piuttosto che ledere la sua dignità e bellezza in tal modo, anche se solo nella mia testa: so bene come il Maligno cerca di distruggere la nostra concezione di Bene e Male, la linea che li divide può essere tanto grande quanto sottile, posso dirlo in quanto ho sperimentato così la mia perdizione e successivamente ho conosciuto Cristo nella mia redenzione. Il punto è che lei non sperimenta la fede per come lo faccio io, ha passato grandi sofferenze ma nel mio amore vedo ben altro, e in questo lei diventa una prova per me.
Padre, nel suo apparente attaccamento alla carne per sentirsi amata e la mia ricerca della temperanza anche nelle situazioni più imbarazzanti, posso prendermi la responsabilità delle sue azioni? Io la amo più della mia stessa vita, e non metto in dubbio la sua fedeltà, cos’è più grande: i suoi peccati o l’Amore che provo per lei? Nella Prima lettera ai Corinzi si accenna qualcosa sulla vita matrimoniale in cui il marito o la moglie possono essere giustificati mediante la fede di uno dei due, potrebbe darmi delucidazioni in merito? 

 


 

Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. intanto mi compiaccio con te per la grande stima dalla purezza e della castità.
Soprattutto perché non si tratta semplicemente di dire no a manifestazioni affettive cariche di sensualità e di amore impuro.
Ma molto più per il bene che vuoi alla tua ragazza: non vuoi ledere la sua dignità e bellezza.

2. Ogni giovane dovrebbe essere desideroso che la sua ragazza rimanga nella purezza dell’amore.
È tutto di guadagnato per lui  e per lei.

3. Mi compiaccio con te perché non vuoi rovinare o profanare la bellezza che il Signore le ha dato.
La vuoi conservare con un fiore profumato per il tuo matrimonio.
Con simili premesse non solo il matrimonio reggerà, ma avrà uno sviluppo di cui ora non potete comprendere la grandezza.
Ne accennerò al termine della mia risposta.

4. Detto questo, passo alla domanda che mi hai fatto.
Hai sentito che San Paolo parla della vita matrimoniale in cui uno dei due coniugi non è credente e che tuttavia viene santificato dal credente.
Il passo è il seguente: “Agli altri dico io, non il Signore: se un fratello ha la moglie non credente e questa acconsente a rimanere con lui, non la ripudi; e una donna che abbia il marito non credente, se questi acconsente a rimanere con lei, non lo ripudi.
Il marito non credente, infatti, viene reso santo dalla moglie credente e la moglie non credente viene resa santa dal marito credente” (1 Cor 7,12-14).

5. Ed ecco la spiegazione che ne dà un biblista domenicano, il padre Marco Sales.
L’italiano è tipico del tempo in cui ha scritto: la prima metà del secolo XX. Ma il commento rimane perfetto.
Ecco dunque che cosa dice: “La parte non credente è santificata per l’unione con la parte credente.
Quello fra i due sposi che aveva abbracciato il cristianesimo poteva credere di restare contaminato dalla convivenza e dalla intimità con un pagano o un Giudeo.
L’Apostolo afferma che non solo la parte fedele non resta contaminata, ma anzi, dalla santità che essa ha in Gesù Cristo, si irradia una specie di santità anche sulla parte non credente, la quale resta perciò santificata.
È chiaro che qui non si parla della santità interiore, ma solo di una preparazione o disposizione alla santità.
La parte non credente, per i buoni esempi che riceve dalla parte credente, è più disposta a convertirsi.
A molti autori sembra però che l’Apostolo voglia ancora dire qualche cosa di più, poiché l’uso del perfetto (già resa santa), indica un effetto compiutosi fin dalla conversione della parte credente, e le espressioni per la moglie credente o per il marito credente indicano un risultato ottenuto in forza della unione con la parte credente.
Ciò posto i detti autori, molto ragionevolmente, spiegano così le parole dell’Apostolo: A quella guisa che ogni cristiano diviene santo per la sua unione con Gesù Cristo, capo del corpo mistico della Chiesa, così, benché in modo molto inferiore, la parte non credente, per la sua unione con la parte credente, con la quale è una sola carne e consente di vivere senza peccato, viene a partecipare in qualche modo alla santità, in quanto comincia ad assoggettarsi al dominio di Gesù Cristo e ad essere a Lui consacrata”.

6. San Paolo va avanti e scrive: “Altrimenti i vostri figli sarebbero impuri, ora invece sono santi” (1 Cor 7,14).
Continua il padre Sales: “Qui non si tratta dei figli nati da questi matrimoni misti, ma in generale dei figli dei cristiani di Corinto. L’Apostolo infatti non usa la terza persona ma invece adopera la seconda plurale, lasciando così capire che parla dei figli di coloro ai quali scrive.
Egli vuol dire: se per l’unione con la parte credente, la parte non credente  non fosse in certo modo santificata, e quindi non fosse lecito al credente vivere insieme con la parte non credente senza contaminarsi, allora si dovrebbe concludere che anche i vostri figli, finché non sono battezzati, vanno considerati come immondi e devono essere rigettati dal vostro consorzio.
Ora questa conseguenza è falsa, perchè i vostri figli, anche prima di essere battezzati, sono già santi di una santità esteriore, per il fatto stesso che, essendo nati da genitori cristiani, sono già destinati a ricevere la fede, e voi non contraete nessuna sozzura abitando con essi; al contrario essi si trovano in una condizione assai più vantaggiosa che non i figli dei pagani.
Così anche il coniuge cristiano non contrae nessuna sozzura convivendo col coniuge non cristiano nelle condizioni sovra esposte, anzi il coniuge non cristiano viene per questo a trovarsi in una condizione molto più vantaggiosa”.

6. Il Signore ti affida dunque un grande compito: per l’esemplarità della tua vita cristiana la tua ragazza ne rimarrà santamente contagiata.
Rispettandoti, sebbene inconsapevolmente, comincia ad assoggettarsi a Cristo, ad essere purificata, illuminata e santificata.

7. È grande questo compito. Sii all’altezza della chiamata del Signore.
Se voi due arriverete santi al matrimonio, preparerete una terra santa per i vostri figli.
Questa sarà la migliore premessa per la loro vita presente e per quella futura.

Vi seguo volentieri con la mia preghiera e vi benedico.
Padre Angelo