Il film Nativity, il parto indolore di Maria e Ap 12,2

Il film Nativity, il parto indolore di Maria e Ap 12,2

Quesito

Ciao,
a proposito del film Nativity e del parto indolore di Maria…Il passo dell’Apocalisse di Gv 12,2  "era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto" non si riferisce a Maria?

Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. Il passo di Ap 12 riguarda anzitutto Israele, che partorisce il Messia, e anche la Chiesa che genera Cristo al mondo.
I dolori del parto, che sono intensi ma brevi e lasciano sempre il posto ad una grande gioia), ricordano ai credenti che gli uomini vengono generati alla fede attraverso la croce.
Gesù in Gv16,21-23 aveva detto: “La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia. In quel giorno non mi domanderete più nulla”.
Pertanto la Chiesa non deve aver paura delle prove perché esse preannunciano sempre la nascita di nuovi figli. Tertulliano aveva detto che “il sangue dei martiri è la semente dei cristiani”.

2. La Donna di Ap 12 è anche come figura di Maria.
Ma l’immagine (figura) va presa come immagine perché successivamente si dice che questa donna ha anche altri figli, contro i quali va a scagliarsi la furia del drago (cfr. vs. 17).
Il grande biblista Ignace De la Potterie si domanda: “Ma chi è allora il figlio maschio messo al mondo dalla Donna (12,5)? Con la maggior parte dei commentatori bisogna ammettere senza dubbio che designa il Messia, Gesù, come prova, nella proposizione seguente, la citazione del Salmo 2 che descrive il dramma messianico: «É lui che deve governare tutte le nazioni con una verga di ferro» (Sal 2,9, LXX).
Ma di quale nascita si tratta? Questa nascita messianica non è quella che raccontano i vangeli dell’infanzia, ma quella del mattino di Pasqua.
Nel Nuovo Testamento, in effetti, la resurrezione è più volte descritta come una nuova nascita. Diamone un esempio – forse il più chiaro – preso dagli Atti degli Apostoli. Ad Antiochia di Pisidia Paolo dichiara: «E noi vi annunciamo la buona novella: la promessa fatta ai nostri padri, Dio l’ha realizzata per noi, loro discendenti. Egli ha resuscitato Gesù. Così è scritto nel Salmo 2: “Tu sei mio Figlio, io stesso oggi ti ho generato”» (At 13,32). Il versetto 7 del Salmo 2 qui citato, «Tu sei mio figlio, io stesso oggi ti ho generato », è applicato ancora altrove nel Nuovo Testamento e negli scritti apostolici, alla resurrezione di Gesù (Eb 1,5).
Osserviamo che da questo stesso salmo messianico è tratta la descrizione del figlio maschio nell’altro versetto di Apocalisse 12,5 (precisamente Sal 2,9). La resurrezione è dunque il momento in cui Gesù viene risvegliato a una nuova vita. E momento della «nascita» del Cristo glorificato, l’inizio della sua vita nella gloria.
Si comprende allora che il rapimento del figlio «presso Dio e il suo trono» (Ap 12,5c) descrive la glorificazione celeste di Cristo e l’ascensione. Tenuto conto di questi dati, è chiaro che la generazione di un figlio maschio da parte della Donna di Apocalisse 12 deve riferirsi essenzialmente alla resurrezione di Gesù e alla sua vittoria definitiva sulle forze del male” (Ignace de la Potterie, Maria nel mistero della salvezza, pp. 267-268).

3. Ignace De la Potterie scrive anche: “É dunque evidente, come ha mostrato molto bene A. Feuillet, che il dolore del parto della Donna in Apocalisse 12 non deve essere messo in rapporto con la nascita corporale e verginale di Gesù in Betlemme, ma con la generazione dolorosa del nuovo popolo di Dio, attraverso la croce e la risurrezione” (p.267).
E con questo tutto è chiarito.

Ti ringrazio del quesito, la cui risposta può essere utile per molti, ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo