Quesito

Caro Padre,
le vorrei esporre una riflessione che ho avuto su quello che mi ha scritto circa le opere penitenziali del venerdì.
Lei mi ha elencato una serie di azioni buone, che un cristiano dovrebbe tendere a fare anche fuori dal venerdì. Allora ho pensato che questo potrebbe essere, mi passi il termine, uno “stratagemma” del Signore per aiutarci in tutta la settimana. Ad esempio, se uno ha un certo rancore verso una persona, il venerdì può impegnarsi particolarmente ad essere paziente verso di lei, pensando alla passione del Signore. In conseguenza può riappacificarsi più facilmente e, quando è arrivato a non provare più odio per quella persona, il venerdì può porsi un’altro traguardo, che poi pian piano diventerà una cosa applicabile nel quotidiano… insomma, una specie di “escalation” spirituale. Lei condivide questa mia riflessione?
Inoltre mi piacerebbe leggere qualcosa, se magari è stato scritto, sulla devozione da tenere in questo giorno… conosce qualche titolo, o link, da indicarmi in proposito?
La saluto, ricordando anche lei nella mia preghiera del venerdì
Lorenzo


Risposta del sacerdote

Caro Lorenzo,
quando il venerdì è stato istituito come giorno penitenziale ci si è rifatti alla necessità di “completare nella nostra carne ciò che manca ai patimenti di Cristo a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24).
Se uno è innestato in Cristo come il tralcio alla vite e trae da lui linfa vivificatrice per i suoi pensieri, per i suoi sentimenti e per le sue azioni, non può non trarre da Lui anche il desiderio ardente della salvezza di tutti.
E come Cristo bramava la croce come supremo atto di amore e di espiazione per noi, così anche i cristiani dovrebbero sentirsi animati dagli stessi desideri.
Quanto tu hai pensato è uno stratagemma utilissimo per raggiungere due obiettivi: la nostra conformazione a Cristo (alias: la santità) nel sopportare il carattere di certe persone e nello stesso tempo la nostra partecipazione alla redenzione del mondo.

3. Domani (14 settembre) è la festa dell’esaltazione della croce. E mi piace ricordare che in molti ordini religiosi da questa giornata fino alla veglia pasquale cominciava il periodo dei digiuni, durante il quale si consumava solo un pasto al giorno, e di altre pratiche penitenziali. La pratica del digiuno oggi è caduta.
Ma so che alcuni monasteri e soprattutto alcune persone (tra cui anche giovani) da domani iniziano a impegnarsi maggiormente con alcune pratiche penitenziali quotidiane per cooperare con Cristo alla redenzione del mondo.

4. In Santa Caterina da Siena era molto forte il convincimento che le anime si salvano solo con lo strumento usato da Cristo, e cioè con la croce.
Chi è unito al Signore, dice la Santa, “si gloria negli obrobrii de l’unigenito mio Figliuolo, sì come diceva il glorioso Paulo mio banditore: «Io mi glorio nelle tribolazioni e negli obrobrii di Cristo crocifisso». E in un altro luogo dice: «Io porto le stimate di Cristo crocifisso nel corpo mio» [2 Cor 12,10; Gal 6,17]. Così questi cotali, come innamorati dell’onore mio e affamati del cibo dell’anime, corrono alla mensa della santissima croce, volendo con pena e col molto sostenere fare utilità al prossimo, e conservare e acquistare le virtù, portando le stimate di Cristo nei corpi loro” (Dialogo della Divina Provvidenza, cap. 78).
La medesima Santa sente che l’Eterno Padre le parla di San Domenico e dei suoi frati in questo modo: “In su che mensa fa mangiare i figliuoli suoi col lume della scienzia? Alla mensa della croce, in su la quale croce è posta la mensa del santo desiderio, dove si mangia anime per onore di me.
Egli non vuole che i figliuoli suoi attendino ad altro se non a stare in su questa mensa col lume della scienzia, a cercare solo la gloria e loda del nome mio e la salute dell’anime. E, acciò che non attendino ad altro, lo’ tolle la cura delle cose temporali e vuole che sieno povari” (Dialogo della Divina Provvidenza, cap. 158).

Caro Lorenzo, queste indicazioni valgono per tutti, anche per quelli che non sono domenicani. E io sono ben contento di avertele indicate nella vigilia di questo giorno così grande, quello dell’Esaltazione della croce, perché sarei ben contento se anche per te cominciasse un periodo tanto fruttuoso per la tua vita cristiana e soprattutto per la salvezza di molti altri.

Ti seguo con la preghiera perché il Signore ti dia forza e ti benedico.
Padre Angelo