I frati predicatori, e cioè i domenicani, emettono tutti e tre i voti (obbedienza, castità e povertà) o solamente il voto di obbedienza che comprende anche gli altri due?

////I frati predicatori, e cioè i domenicani, emettono tutti e tre i voti (obbedienza, castità e povertà) o solamente il voto di obbedienza che comprende anche gli altri due?

I frati predicatori, e cioè i domenicani, emettono tutti e tre i voti (obbedienza, castità e povertà) o solamente il voto di obbedienza che comprende anche gli altri due?

Quesito

Carissimo Padre Angelo,
innanzi tutto sento il dovere di ringraziarla per il servizio che svolge da anni, dissipando le tenebre dell’ignoranza e del peccato e portando accesa la fiaccola della verità dentro il cuore di ogni uomo di buona volontà che ricerca Dio.
Mi ritrovo a scriverle ancora per porgerle una domanda: i frati predicatori, emettono tutti e tre i voti: obbedienza, castità e povertà, o solamente il voto di obbedienza che poi racchiude anche gli altri due?
Grazie per l’attenzione, la ricordo nelle mie preghiere.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. i domenicani quando fanno la professione religiosa menzionano solo il voto di obbedienza.
Ecco la formula: “Io fr. ., faccio professione e prometto obbedienza a Dio, alla b. Maria, al b. Domenico e a te, fr. N.N., maestro dell’Ordine dei frati Predicatori e ai tuoi successori (oppure: a te, fr. N.N., priore provinciale della provincia… che rappresenti fr. N.N., maestro dell’Ordine dei frati Predicatori e i suoi successori), secondo la regola del b. Agostino e le leggi dei frati Predicatori: sarò obbediente a te e ai tuoi successori per tre anni (oppure: fino alla morte)”.

2. Così è sempre stato fatto finn dagli inizi e cioè da più di 800 anni.
Si legge nelle nostre Costituzioni:
“n. 17 § 1. Agli inizi dell’Ordine, san Domenico chiedeva ai suoi frati che gli promettessero vita comune e obbedienza. E lui stesso, con molta umiltà, si sottoponeva alle disposizioni e specialmente alle leggi che il capitolo generale dei frati aveva stabilito dopo matura riflessione. Invece, fuori dell’ambito del capitolo generale, sia pure con modi affabili ma fermamente, esigeva da tutti una obbedienza volontaria in tutto quello che lui, come superiore dell’Ordine, ordinava dopo aver riflettuto a lungo. Difatti la vita comune, per mantenersi fedele al suo spirito e alla sua missione, deve fondarsi sul principio dell’unità che è costituito appunto dall’obbedienza.
§ II. Ed è proprio per questo motivo che nella nostra formula di professione pronunciamo una sola promessa: quella di obbedire al maestro dell’Ordine e ai suoi successori secondo la legislazione dei frati predicatori; così si salva l’unità dell’Ordine e della professione, unità che dipende dall’unità del capo a cui tutti devono obbedire.

3. Ecco la motivazione di San Tommaso: “L’uomo non può dare a Dio niente di più grande che il sottomettersi per lui alla volontà di un altro” (Somma teologica, II-II, 186,8).
E che “il voto di obbedienza è il principale dei tre voti religiosi (…) perché con esso si offre a Dio un bene più grande, cioè la volontà, che è superiore e al proprio corpo, offerto a Dio mediante la castità, e ai beni esterni, offerti a Dio mediante il voto di povertà” (Somma teologica, II-II, 186,8).
Anzi, “il voto di obbedienza abbraccia gli altri due voti, e non viceversa.
Il religioso infatti, pur essendo tenuto a osservare per un voto speciale la continenza e la povertà, queste tuttavia rientrano anche nell’obbedienza; la quale abbraccia con esse molte altre cose” (Ib.).

4. Scrive il padre Vincent Bernadot: “La prima parola che disse Gesù entrando in questo mondo fu una parola di piena obbedienza alla volontà di Dio, suo padre: “Ecco, io vengo, o Dio, per fare la tua volontà” (Eb 10,7).
Simile è la prima parola di chiunque entra nell’Ordine di San Domenico, la parola che fa il Predicatore: “Prometto obbedienza fino alla morte”.
È il voto più essenziale alla sua vita, il solo che sia enunziato nella formula della professione. Egli promette “obbedienza a Dio, alla B. Vergine Maria, al B. Padre Domenico e al Maestro dell’Ordine”.
Son presto dette queste due parole: “Prometto obbedienza”; ma quale pienezza di senso! Esse inquadrano tutta quanta la vita del Predicatore, s’impadroniscono di tutte le sue potenze, determinano la natura e la misura del ministero da esercitare, i mezzi da usare; regolano il minimo dei suoi atti fino alla morte” (cfr. sito Amicidomenicani, Bernadot, L’Ordine dei frati Predicatori).

Con l’augurio che anche tu possa passare – se Dio vuole – dall’ammirazione per l’Ordine di san Domenico alla sequela di Cristo secondo le orme del Santo Padre Domenico, ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo