Questo articolo è disponibile anche in: Italiano

Quesito

Carissimo Padre Angelo,
con tutto il rispetto per le conclusioni degli scienziati, io faccio veramente fatica a credere che l’uomo sia una evoluzione della scimmia.
Nel libro della Genesi si avverte nella creazione di Dio una distinzione profonda da quando ha creato gli animali e quando poi ha creato l’uomo. 
E poi “facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza”, dandogli poi il dominio su tutti gli altri animali. 
Andiamo, si percepisce benissimo. Un conto sono gli animali, altra cosa è l’uomo.
Per me è chiaro. L’Uomo è stato creato dal Signore, dire che è l’evoluzione di una scimmia dal mio punto di vista è una bestemmia nei confronti del Creatore.
Ci rifletto da tempo su questo argomento e sono decisamente fermo su questo punto, anche se mi becco i peggiori insulti del mondo, tante volte, non crederò mai ad una assurdità del genere.
Prego che il Signore illumini qualche scienziato che riesca a smentirla categoricamente.
Cordiali saluti, una preghiera per lei.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. giova anzitutto ricordare che cosa si intende per creazione.
La definizione che comunemente viene accolta è la seguente: si tratta di trarre le cose dal nulla.
La creazione rivela in modo particolare l’onnipotenza esclusiva di Dio.
Gli uomini possono fare tante cose, ma le elaborano tutte da materia preesistente.
Solo Dio hai il potere di trarre dal nulla tanto le realtà spirituali quanto quelle materiali.

2. La Sacra Scrittura a proposito dell’origine dell’uomo parla di creazione: “Nel giorno in cui Dio creò l’uomo, lo fece a somiglianza di Dio; maschio e femmina li creò” (Gn 5,1-2).
Nell’atto della comparsa dell’uomo indubbiamente il testo sacro tette in evidenza che ci si trova dinanzi ad una realtà del tutto nuova.

3. Sulla modalità della creazione la Sacra Scrittura con linguaggio metaforico o simbolico dice che “Dio plasmò l’uomo con la polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita, e l’uomo divenne un essere vivente” (Gn 2,7).
Vi fu dunque un intervento diretto di Dio, indicato simbolicamente dal soffio.
Ma si fa riferimento anche alla polvere del suolo, a materia preesistente a sua volta creata da Dio.

4. Poiché l’uomo è costituito di anima e di corpo, vale la pena ricordare che cosa si intende per anima.
L’anima è ciò che dà la vita. È animato ciò che è vivente.
E poiché la vita dell’uomo non è soltanto materiale ma anche spirituale perché è fatta di pensieri, di progettazione, di trascendenza sulle cose, giustamente si dice che l’anima umana è razionale e pertanto spirituale.
L’uomo non potrebbe neanche elaborare il concetto di spirituale se in se stesso fosse soltanto materiale. Gli mancherebbe la capacità di trascendere la materia.

5. Per giungere a questa conclusione non è necessaria la fede. È sufficiente la ragione. Tanti ottimi filosofi pagani l’hanno compreso.

6. Fin qui la ragione concorda con quanto emerge dalla Sacra Scrittura secondo la quale per anima si intende tutto ciò che nell’uomo vi è di più tipico, di più intimo e di maggior valore.
A ciò che vi è di più intimo fanno riferimento le parole di Gesù quando nell’orto degli olivi dice: “La mia anima è triste fino alla morte” (Mt 26,38). E anche le altre parole  pronunciate dopo il suo ingresso trionfale in Gerusalemme: “Adesso l’anima mia è turbata” (Gv 12,27).
A ciò che abbiamo di maggior valore alludono le altre parole evangeliche: “E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo” (Mt 10,28).


7. Poiché è spirituale, l’anima viene creata direttamente da Dio.
Questo è avvenuto sempre. Anche all’inizio, con Adamo ed Eva.
E avverrà sempre.
Giovanni XXIII nell’enciclica Mater et Magistra dice che “la vita umana è sacra” perché “fin dal suo affiorare la vita umana impegna direttamente l’azione creatrice di Dio” (MM, 181).

8. Ci si può invece domandare se per formare il corpo dell’uomo Dio abbia usato materia preesistente oppure l’abbia creato dal nulla.
Su questo punto la Sacra Scrittura non dice nulla di preciso perché il riferimento alla polvere della terra (come del resto anche il riferimento al  soffio) è simbolico e sta ad indicare che il nostro corpo è una realtà materiale.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica, mentre in maniera tassativa dichiara che l’anima viene creata direttamente da Dio (CCC 346), non tocca il problema dell’origine del corpo.
Con questo lascia che ognuno sostenga il proprio pensiero, che per essere plausibile dovrebbe essere suffragato da dati convincenti.

9. Da alcuni è stato detto che l’uomo deriverebbe dalla scimmia. Anzi, che è l’evoluzione della scimmia.
Ebbene, anche nel caso che Dio abbia usato il corpo della scimmia per trarre il corpo umano, da quel momento l’animale preesistente ha cessato di esistere per far posto ad un uomo vivente, il cui principio vitale non è assolutamente quello della scimmia, ma quello dell’anima razionale e spirituale, creata direttamente da Dio.
Corpo e anima nell’uomo costituiscono una natura nuova, quella della persona umana. Non sono due nature congiunte, ma una sola.


10. Sotto il profilo teologico, sebbene l’uomo sia immagine di Dio principalmente a motivo della sua anima spirituale, tuttavia anche il corpo che è vitalizzato direttamente dall’anima spirituale, partecipa di tale dignità.
Non è solo l’anima ad essere ad immagine di Dio. La Sacra Scrittura non usa questo linguaggio. Dice invece che l’uomo, nella sua unità di anima e di corpo, è ad immagine di Dio.
Per cui il minimo che si possa dire è che l’uomo non è assolutamente una scimmia più evoluta.
Le somiglianze organiche, che indubbiamente vi sono, non devono trarre in inganno.
Pertanto rimane esatto dire che l’uomo è stato creato da Dio.
Anche qualora Dio avesse tratto la materia preesistente da altro vivente, a motivo dell’infusione dell’anima questa materia sarebbe stata trasformata. Avrebbe cessato di essere tale per lasciare il posto ad una specie nuova.

Mentre mi compiaccio del tuo stupore di fronte all’assoluta grandezza dell’uomo che come tale trascende immensamente tutta la creazione visibile, ti ringrazio per la preghiera promessa, ti assicuro la mia, ti auguro ogni bene e ti benedico. 
Padre Angelo