Quesito

Caro padre Angelo
sono A.
Le ho scritto due email ma non fidandomi delle mie capacità di uso del pc le riscrivo perchè ho davvero bisogno del suo parere.
Sono lontano dalla chiesa sin da ragazzo, anche se ho passato 4 anni in seminario.
Dico anche che mai ho tralasciato la preghiera mai, ma ho sempre sentito ritornarmi le preghiere indietro.
Tutti mi dicono che la fede va coltivata, ebbene ho tentato di frequentare la chiesa ma per onestà verso me stesso e ancora di più verso Dio ho rinunciato, non potevo offrirgli una fede che non sentivo.
Ho sempre avuta una sana invidia verso che dice di aver avuta la chiamata di Dio nel cuore…..ecco è proprio nel cuore che non sento Dio.
Io per natura tutte le emozioni ho bisogno di condividerle e allora come posso continuare un dialogo dove nessuno mi risponde?
Se c’è una cosa che non mi manca è l’onestà verso me stesso e allora devo aggiungere che forse chiedo troppo oppure cerco un Dio su misura….perchè?
Ecco c’è che sono da sempre omosessuale. Omosessualità vissuta abbastanza con dignità ho sempre anteposto il bene della famiglia al mio al punto che per oltre quindici anni ho assistito mia mamma inabile del tutto e cieca. A volte per stanchezza per solitudine ho cercato un abbraccio che poi diventava altro.
Ora mia mamma non c’è più da pochissimo e sono ad un bivio vivere secondo Dio o riprendermi dalla vita tutte quelle occasioni mancate.
È giusto che io sia condannato ad una castità che ad altri è richiesta solo fino al matrimonio, poi moglie e FIGLI riempiono la vita di tanti e a me cosa resta?
Ma sarei disposto anche a vivere secondo Dio glielo sto chiedendo con le parole e con le preghiere che mi scaldasse il cuore e mi parlasse dentro.
Sa padre i sacerdoti possono esortare ma quando si rimane soli tornano i dubbi cioè quello di sprecare la vita impelagandosi in mille torture mentali
Ho anche ripreso a recitare anche se a fatica il rosario a Maria mia ultima speranza.
Ho anche chiesto a DIO che mi mandi un buon confessore o padre spirituale, ma quando ho parlato dei miei problemi sopratutto della mia omosessualità hanno detto che sono troppo rigido con me stesso e che se tutti fossero come me le chiese sarebbero vuote di fedeli e anche di preti, ma io non cercavo un prete accondiscendente ed eccomi a chiedergli un suo parere.
Perchè DIO non mi fa sentire cosa vuole da me ?
La ringrazio se vorrà rispondere e le chiedo una preghiera per la mia mamma che mi ha lasciato un vuoto immenso ma forse la voglia di ritentare ancora una volta a credere in DIO


Risposta del sacerdote

Carissimo,
eccomi finalmente a te. Hai atteso molto, forse hai disperato di ricevere risposta. Ma solo oggi sono giunto alle mail dei primi di settembre.
Tocco alcuni dei punti della tua mail.

1. La prima cosa di cui hai necessità è di vivere in grazia di Dio.
Solo vivendo in grazia di Dio puoi sentire la comunione con il Signore da cuore a cuore e percepire la sua presenza dentro di te.
“Dio non entra in un’anima inquinata dal peccato” (Sap 1,4).
La prima cosa che devi fare consiste pertanto nell’umile confessione dei tuoi peccati per ottenere la riconciliazione con Dio e con la Chiesa.

2. I peccati di omosessualità non sono una cosa da poco.
Tutti i peccati devastano interiormente.
Ma poiché la sessualità tocca l’intimo nucleo della persona, i peccati in quest’ambito hanno conseguenze deleterie per la vita spirituale.
Non mi meraviglio affatto che una persona che vive senza confessarsi e che cadenza la sua vita con peccati gravi non senta più niente interiormente.
Mi stupirei del contrario. Vorrebbe dire che il peccato mortale è tale solo per iperbole.
Il peccato invece si dice mortale perché spezza la comunione con Dio e fa morire alla vita di grazia, di intimità con Dio.
Non fa perdere la fede, a meno che non sia un peccato contro la fede. Pur continuando a credere, chi si trova nel peccato mortale sente che c’è un baratro tra lui e Dio e che questo baratro può essere coperto solo dalla misericordia di Dio e dalla sua grazia che si riceve nella confessione.

3. Nei primi secoli della Chiesa la confessione veniva chiamata il secondo battesimo.
Come sai, il battesimo è il sacramento della rinascita cristiana.
Anche la confessione, dunque, fa rinascere.
Tu hai bisogno anzitutto di questo.
Mi auguro che per Natale provvederai ad incontrarti con Cristo, che è ansioso di attenderti, di abbracciarti, di purificarti e di santificarti.

4. Mi dici che essendo omosessuale ti spaventa la vita di castità.
Ma la castità non consiste semplicemente nel non commettere atti impuri.
Certo, c’è anche questo risvolto ed è come una condizione indispensabile per vivere in maniera casta.
La castità però consiste essenzialmente nella capacità di amare in maniera vera, di donarsi.
E c’è vero dono, vero amore, quando si dona e basta.

5. I peccati di lussuria, compresi quelli omosessualità, sono invece finalizzati a possedere l’altro in vista del proprio piacere.
I gay, che reclamano il diritto di essere gay, chiedono questo.
Sono liberi di farlo e nessuno glielo impedisce.
Ma questo modo di comportarsi è incompatibile con la carità cristiana.

6. La carità cristiana, che è il modo proprio di amare di Dio e che viene accordato agli uomini con la grazia santificante, ha un movimento  che è del tutto contrario a quello dei peccati di lussuria, compresi quelli di omosessualità.
I peccati carnali chiudono nell’egocentrismo.
La carità invece è essenzialmente oblativa, immolativa.
Ed è desiderosa di comunicare soprattutto il bene più grande, che è Dio, la vita di grazia e di intimità con Lui.

7. Comincia ad amare il tuo prossimo con il cuore di Dio pregando a lungo per lui.
Questa è la prima carità.
Poi vai a Messa, anche tutti i giorni se ne hai la possibilità. E così quotidianamente con il sacerdote offri a Dio il Sangue di Cristo in riparazione dei peccati degli uomini e come intercessione per le loro necessità.
Questa carità è a tua portata di mano. Non è impossibile.
Tornando a casa dalla Messa avrai il convincimento di aver dato molto a tutti gli uomini, vivi e defunti.

8. Se fai così, ti sentirai chiamato come un novello Mosè a stare sulla montagna per intercedere per il tuo popolo.
Ricorderai bene che quando Mosè pregava il popolo vinceva. Viceversa, quando desisteva dalla preghiera, prevalevano i nemici.
Il tuo prossimo ha bisogno di te, delle tue preghiere, della tua donazione, anzi della tua immolazione.
Ti accorgerai allora che anche l’inclinazione omosessuale – che in quanto tale non è un peccato ma un disordine non colpevole – può essere messa a servizio di un grandissimo bene e può farti diventare quello che il Signore si attende da te: di essere santo.

Ti auguro un sereno e Santo Natale.
Ti ricordo al Signore, e insieme con te ricorderò anche la tua carissima mamma perché dall’alto vegli su di te e, quando Dio vorrà, ti conduca dove è lei, nel seno del Padre.
Ti benedico.
Padre Angelo