Quesito

Salve padre,
mi chiamo … e ho 19 anni, le scrivo per ricevere da lei un aiuto riguardo a questo mio peccato impuro contro il mio corpo.
All’età di 11 anni spinto dai discorsi con i miei amici iniziai a peccare contro il mio corpo e vedendo questa cosa come del tutto normale la praticai senza indugi quasi ogni giorno.
A questo si aggiunse la vista di materiale immorale che mi portò pian piano a diventare sempre più perverso. Alle scuole medie conobbi un compagno di scuola e vista la nostra affinità nel parlare, nel fare compiti assieme, diventammo migliori amici. Andavo a casa sua  e lo stesso lui alla mia, ma un bel pomeriggio a casa sua quando i suoi genitori non erano in casa spinti dal materiale impuro che vedevamo a volte anche assieme iniziammo a toccarci le parte intime tra di noi. Questo si ripeté altre volte ma visto che eravamo a disagio non lo facemmo più. Crescendo cambiai amicizie ma il peccato solitario continuai ancora a praticarlo.
All’età di 15-16 anni conobbi una ragazza che è tuttora la mia ragazza (anche se per un pò di tempo ci lasciammo per poi ritornare insieme), con la quale intrapresi una storia seria. Intanto ero iscritto a ….. e molti compagni delle medie li ritrovai con me alle superiori; i discorsi sulle ragazze rispetto alle scuole medie diventavano sempre più perversi, spudorati, difatti ogni giorno, tra noi amici discutevamo delle nostre conquiste a letto, parlavamo di cose perverse un pò comuni ai giovani di oggi, facevamo apprezzamenti alle ragazze delle nostre classi che vestivano con inverecondia ecc ecc… Con questa ragazza  ebbi il mio primo rapporto sessuale dopo qualche mese (essendo non istruiti a riguardo anche se avevamo comunque fatto Catechismo ai tempi della Comunione e della Cresima che però o per il fatto di essere piccoli o perchè il parroco non voleva affrontare determinate tematiche, non ci presentava una solida conoscenza del bene e del male e pertanto commettevamo simili gesti come del tutto normali e come del tutto sani per la coppia, anche perchè la società contemporanea spinge oggi i giovani a farlo) e molte volte siamo sfociati nel fare cose contro la morale (il più delle volte se non tutte le volte, fui io a spingere lei a fare determinate cose e molte volte contro la sua volontà). Nonostante avessimo rapporti io continuai col peccato impuro solitario, che associavo alla vista di materiale immorale. Finito la scuola, dopo la maturità (a luglio 2014) volli conoscere un pò di più Dio; iniziai a leggere il Vangelo, i libri di don Gabriele Amorth, alcuni scritti di don Giuseppe Tomaselli, mi interessai dei messaggi della Madonna di Medjugorie, di Fatima, Garabandal, Anguera ecc ecc… che cambiarono la mia vita. Iniziai a pregare il Rosario, a praticare a volte il digiuno a pane e acqua, a confessarmi più spesso andare a messa quasi ogni sera e cambiai pertanto radicalmente la mia vita.
Esortai come prova d’amore la mia ragazza a fare altrettanto e senza esitazioni accettò, dandomi la certezza che il nostro amore nonostante ciò che facevamo in passato non ne risentì anzi aumentò ancor di più.
Non le nascondo che a volte cadiamo ma comunque smettemmo di avere rapporti, di baciarci e pertanto ci sforzammo di vivere castamente per arrivare a un futuro Matrimonio tra noi. La spinsi inoltre a non vestire come le mode di oggi ci insegnano, quindi né leggins né grandi scollature, né vestiti troppo stretti, e dopo alcuni parapiglia e dopo averla fatto capire che il Signore ci chiama alla purezza del corpo capì e accettò di comportarsi di conseguenza.
Io però, nonostante tutto non sono riuscito a debellare dalla mia anima tale peccato solitario. Ora come ora mi sento a disagio mi sono discostato dal sacramento della Confessione in quanto mi sento un ipocrita a ritornare dopo un paio di settimane dal parroco e confessare lo stesso peccato mortale difatti sono 2 mesi che non mi confesso in quanto so già che poi ritornerò a commetterlo anche se ce la metto tutta a non cadere (mi sono detto tra me e me: se riesco a resistere 3-4 settimane senza cadere, ritorno a confessarmi, ma ciò non è mai accaduto in quanto al massimo resisto un paio di settimane).
Concludo nel dire che fin da piccolo non venivo accettato dagli altri un pò per il mio aspetto fisico e un pò per il fatto di essere un tipo che va controcorrente, pertanto non avendo autostima in me stesso, cadevo in questo piacere effimero per escludermi dal mondo. Oggi le posso dire che ho più autostima di me stesso ma non abbastanza, mi sento sempre inadeguato se qualcuno mi chiede di fare qualcosa per lui (inteso come aiuto nel lavoro). Padre spero di essere stato abbastanza esaustivo nel spiegarle la mia difficile situazione  e perciò le chiedo di pregare molto per me perché ne ho molto bisogno.
Grazie anticipate Padre Angelo e preghi per me.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. sono contento che il Signore ti abbia tirato via dal pantano in cui eri caduto.
La tua è un’esperienza di resurrezione e di vita.
Sei risorto alla vita cristiana, puoi volare in alto e stare unito al Signore.
Adesso puoi osservare in quale stato di egoismo e di capriccio ti eri ridotto.
La masturbazione, come è stato scritto, è egoismo allo stato puro.
E ugualmente di egoismo allo stato puro era il tuo rapporto con le ragazze, le quali sotto questo aspetto non erano meglio di te.
Ora che voli più in alto, ti rendi conto in quale stato di povertà e di miseria morale ti trovavi, del quale a quei tempi non ne avevi consapevolezza. Anzi, ti sembrava vero tutto il contrario.

2. Sei risorto anche nella tua vita affettiva perché è solo nella purezza che i rapporti affettivi si mantengono e crescono.
Sono contento che la tua ragazza abbia capito e collabori con te nella buona riuscita della vita cristiana.
Mi dici che, coltivato nella purezza,  il vostro amore è cresciuto.
Non può essere diversamente perché la legge del Signore è una legge tutta a favore dell’uomo e delle sue esigenze più genuine.
Il Signore non è geloso del nostro amore.
Soltanto il nostro avversario è geloso del nostro amore e fa di tutto per distruggerlo. Lo distrugge ingannando le persone, facendo credere che la trasgressione della legge di Dio sia il toccasana per rendere più forte l’unione.
La Sacra Scrittura invece mostra che dopo la violazione della legge di Dio si è infranta anche l’unione tra Adamo ed Eva, che hanno cominciato a litigare.

3. Mi dici che nonostante molti progressi nella vita cristiana vi sono ancora delle cadute nelle impurità personali.
Hai buona volontà e cerchi di combattere.
Tuttavia devo dirti che nel combattimento stai facendo un duplice errore: ti astieni dalla confessione e dalla Comunione.

4. Ora la confessione è troppo importante per poterla tralasciare facilmente, soprattutto col pretesto che in breve ne avrai bisogno di nuovo.
Senza la grazia di Dio, e cioè con le tue sole forze che sono diventate fragili in seguito alle numerose cadute, non puoi farcela.
“Senza di me non potete far nulla” dice il Signore (Gv 15,5)
Il consiglio che ti do è quello della confessione frequente.
Prendi come norma la confessione fatta almeno ogni quindici giorni.
Meglio se ogni settimana.

5. Andrai a confessarti anche se non avrai peccati mortali.
E così cominci a prendere consapevolezza dei peccati veniali e a dare combattimento anche ad essi. Sono peccati commessi in pensieri, in parole, in moti del cuore, in mancata corrispondenza alle buone ispirazioni.
Sono molto numerosi nella nostra vita.
Con la confessione frequente ti impegni in tutti gli ambiti della tua vita per superare le imperfezioni e le tiepidezze.

6. Inoltre la confessione anche dei soli peccati veniali dà sempre un aumento di grazia.
Non si deve dimenticare che la confessione è stata istituita da Cristo principalmente la sera del giorno della sua risurrezione quando incontrandosi con gli apostoli ha detto: “A chi rimetterete i peccati saranno rimessi, e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi” (Gv 20,23).
Quel preciso momento non è senza significato perché sta a dire che con questo sacramento il Signore ci investe della forza della sua risurrezione e ci dà la forza di poter cambiare e di risorgere.
Senza la confessione frequente ti viene a mancare la forza per poter combattere adeguatamente e vincere.
Senza la grazia non puoi evitare tutti i peccati gravi.

7. Era questa la risorsa che don Bosco, di cui domani celebriamo la festa,  proponeva ai giovani.
Egli stesso per la sua vita personale scrive: “La mia più fortunata avventura fu la scelta di un confessore stabile” (Memorie dell’Oratorio, 83) dal quale venne incoraggiato ad accostarsi più frequentemente alla confessione e alla comunione.
Don Bosco era convinto che nell’accostarsi assiduamente a questi due sacramenti si trova la forza per prevenire le cadute.
Egli stesso scrive: “È comprovato dall’esperienza che i più validi sostegni della gioventù sono il sacramento della confessione e della comunione.
Datemi un giovanetto che frequenti questi sacramenti, voi lo vedrete crescere nella giovanile, giungere alla virile età e arrivare, se così piace a Dio, fino alla più tarda vecchiaia con una condotta che è l’esempio di tutti quelli che lo conoscono” (Vite dei giovani, p. 71).
E ancora: “Vi raccomando tre cose: accostatevi spesso al sacramento della confessione, frequentate la santa comunione, sceglietevi un confessore cui osiate aprire il vostro cuore, ma non cangiatelo senza necessità” (Ib.).

8. Fai anche tu così.
Dopo aver pregato, risolviti a scegliere un confessore (può essere anche il tuo parroco, che già ti conosce) e tienilo fisso in modo che diventi come il padre della tua anima.
Gli dirai che hai capito il valore della confessione frequente e che intendi confessarti spesso, anche se non vi sono peccati gravi.
Gli chiederai pertanto di poterti confessare spesso, anche ogni settimana.
Nella confessione sii breve. Così il sacerdote avrà sempre l’opportunità di ascoltarti e assolverti.

9. Intanto continua a fare quello che hai iniziato: a pregare con il Rosario tutti i giorni, a fare penitenza, ad andare a messa quasi ogni sera facendo la Santa Comunione (previa confessione qualora ce ne fosse bisogno).

10. Abbi la consapevolezza che dopo la Santa Comunione Cristo ti porta addirittura davanti al Padre Eterno che, circondato dai suoi Angeli, regge il mondo e ti dà la facoltà di domandargli tutto quello che di cui hai bisogno per la tua vita cristiana.
Lo chiederai presentandogli i meriti che Gesù ha acquisito per te con la sua incarnazione e soprattutto con la sua passione e morte.
Sarà un momento di grande potenza ed efficacia.
Confido che se farai così, in breve sarà infranta anche l’ultima catena.

Ti assicuro volentieri la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo