Salve,
sto leggendo gli esercizi spirituali noti come “pratica della umiltà” di L. Beaudenom.
Arrivata alla terza settimana di esercizi, viene fatta una riflessione sull’umiltà di Gesù e in pratica c’è un punto del testo intitolato “umiltà conservata ed alimentata in Gesù dalla visione beatifica”. Le riporto lo scritto in questione (sottolineando la frase che mi ha mandato in confusione)  :
Sappiamo d’essere un niente, e non siamo umili! Perché? Perché non viviamo continuamente in questo penetrante pensiero che solo impone la convinzione ed impressiona il sentimento. L’orgoglio incomincia con essere dimenticanza, addiviene illusione; mai è il vero. Se un Santo tornasse in mezzo a noi dal cielo conservando il godimento della visione beatifica, potrebbe per un miracolo meritare e soffrire; non potrebbe essere orgoglioso, perché la visione di Dio e la vista del suo proprio niente non lo abbandonerebbero mai.
– Consideriamo il nostro divin Salvatore il quale qui in terra gode di questa visiono beatifica e che dalla luce di essa attinge la sua profonda umiltà.
Quale spettacolo è questo del Verbo che trovasi faccia a faccia con la natura alla quale si è unito! L’anima spinge i suoi sguardi meravigliati e rapiti negli abissi di quest’oceano, in profondità inaccessibili… che nemmeno essa può scandagliare. Dappertutto il suo sguardo si arresta, e sente che qui trovasi nell’infinito.. Giammai nemmeno in tutti i secoli eterni quest’anima unita col Verbo comprenderà pienamente il Verbo! Le moltitudini gli gridino pure Hosanna, Gesù non alzerà la sua testa. – I carnefici gli sputino pure in faccia, il suo cuore non si risentirà!… Gesù ha ideali ben alti!…
Ecco, mi chiedo: Gesù è Dio! in pratica è il Verbo che si è incarnato e quindi si è reso visibile! Allora come è possibile che l’anima di Gesù unita col Verbo nemmeno in tutti i secoli eterni comprenderà pienamente il Verbo?
Cioè il Gesù uomo-Dio,dovendo conoscere le cose “con i mezzi umani”(cervello e facoltà dell’anima) non comprende pienamente il se stesso Divino ? a me sembra un’assurdità il fatto che Gesù non conosce bene se stesso! infatti c’è un solo Gesù non si può fare distinzione tra il Gesù umano e quello divino secondo me.o forse non capisco cosa si intende.
la ringrazio e attendo il suo pensiero.
Martina


Cara Martina,
1. con la sua incarnazione Cristo ha assunto una natura umana, costituita di anima e di corpo.
Ora l’anima umana di Cristo è un’anima creata ed è dotata, come tutte le altre anime umane, di due facoltà: dell’intelletto e della volontà.

2. Quest’intelletto di Gesù è un intelletto creato, distinto da quello increato che s’identifica con la sua persona divina.
Pertanto in Gesù vi sono due intelligenze, una creata  e l’altra incerata.

3. È chiaro che l’intelligenza increata di Gesù conosce perfettamente tutte le profondità di Dio, essendo Dio stesso.
Ma l’intelligenza creata di Gesù, pur godendo della visione beatifica, rimane sempre un’intelligenza creata.
Solo un soggetto divino può comprendere pienamente Dio perché è grande quanto è grande Dio.
L’intelligenza dell’anima umana di Gesù, pur potenziata al massimo grado della visione beatifica, rimane sempre un’intelligenza creata.

4. Questo è il pensiero di san Tommaso il quale scrive: “Le due nature si sono unite nella persona di Cristo lasciando distinte le proprietà di ciascuna, cosicché a detta del Damasceno “l’increato rimase increato e il creato si tenne dentro i limiti della creatura”.
Ma è impossibile che una creatura abbia la comprensione totale dell’essenza divina, come abbiamo spiegato nella Prima Parte, perché l’infinito non può essere contenuto dal finito.
Dunque l’anima di Cristo in nessun modo ha la comprensione totale dell’essenza divina” (Somma teologica, III, 10, 1).
E: “L’anima di Cristo vede tutta l’essenza di Dio, ma non la comprende nella sua totalità perché non la vede così perfettamente come è visibile” (Ib., ad 2).
Anche Cristo pertanto con la sua mente umana vede l’essenza divina totam sed non totaliter (tutta, ma non nella sua interezza).

5. Così anche il Catechismo della Chiesa Cattolica sull’anima e sulla  conoscenza umana di Cristo scrive:
“Apollinare di Laodicea sosteneva che in Cristo il Verbo aveva preso il posto dell’anima o dello spirito.
Contro questo errore la Chiesa ha confessato che il Figlio eterno ha assunto anche un’anima razionale umana” (CCC 471).

6. E: “L’anima umana che il Figlio di Dio ha assunto è dotata di una vera conoscenza umana.
In quanto tale, essa non poteva di per sé essere illimitata: era esercitata nelle condizioni storiche della sua esistenza nello spazio e nel tempo.
Per questo il Figlio di Dio, facendosi uomo, ha potuto voler «crescere in sapienza, età e grazia» (Lc 2,52) e anche doversi informare intorno a ciò che nella condizione umana non si può apprendere che attraverso l’esperienza.
Questo era del tutto consono alla realtà del suo volontario umiliarsi nella «condizione di servo» (Fil 2,7)” (CCC 472).

Ti ringrazio per il quesito, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo