Carissimo padre Angelo,
spero di trovarla bene.
Vorrei porle una domanda su una questione che spesso mi capita di discutere con amici e vari conoscenti e che delle volte risulta difficile da sbrogliare, o quantomeno, da illustrare in modo chiaro e senza possibili equivoci.
Riguarda la differenza dei miracoli operati da Gesù riguardo a quelli “operati” dal demonio.
L’ultima discussione l’ho avuta con un mio amico a seguito della visione di un filmato che parlava proprio di questo; una sedicente maga praticava esorcismi nel nome di Cristo e miracoli di guarigione. Come suole in queste situazioni molti proseliti partecipavano alle riunioni e testimoniavano di guarigioni e di liberazioni; e difatti non poche guarigioni erano effettivamente reali e concrete. Tra le altre cose questa persona ha organizzato pure un viaggio a Lourdes con molte persone al seguito. Un vero e proprio pellegrinaggio: sosta davanti alla grotta, partecipazione al rosario e alla santa messa. La donna però nell’intervista ha più volte detto che lei opera nel nome di Gesù e non ha niente a che fare con la istituzione della Chiesa Cattolica.
Tralasciando le obiezioni che si possono muovere riguardo questa sua posizione, quando penso a questa storia non posso non pensare all’episodio del Vangelo in cui Gesù scacciava i demoni e i farisei lo accusavano per farlo per mezze dei demoni; a questo mi è venuto in aiuto san Tommaso d’Aquino, di cui ho il compendio della Somma Teologica a casa, parte III, questione 43, articolo 2, risposta alle obiezioni 3:
“Cristo scacciava i demoni in un modo diverso da come li scaccia la virtù diabolica. Infatti per virtù dei demoni superiori questi sono espulsi dai corpi restando padroni dell’anima: poiché il demonio non agisce contro il suo regno. Cristo invece espelleva i demoni non soltanto dal corpo, ma ancor più dall’anima. E così il Signore respinse la bestemmia dei Giudei, i quali affermavano che egli li scacciava per virtù dei demoni:
primo, perché Satana non lotta contro se stesso.
Secondo, in base all’esempio di altri che li scacciavano in virtù dello Spirito di Dio.
Terzo, perché egli non avrebbe potuto scacciarli se non li avesse già vinti con la potenza divina.
Quarto, perché non c’era nulla in comune tra lui e Satana, sia nelle opere che nei loro effetti: poiché Satana cercava di disperdere ciò che Cristo raccoglieva”.
Da questo si evince che il demonio possa, attraverso la sedicente maga taumaturga, operare reali guarigioni nel corpo, però l’anima della persona rimane sotto l’influsso del demonio, anzi magari si lega di più a questa persona invece di essere liberata e libera. Non c’è una conversione e uno sguardo verso Dio.
A me verrebbe da risolvere così la questione; però non risolverei un’altra questione: nella maggior parte di queste situazioni la persona maga è posseduta o certamente avrà un influsso del demonio su di lei di totale controllo. Quindi io non riesco a spiegarmi come faccia a organizzare un viaggio a Lourdes, a stare davanti alla grotta con rosario in mano e partecipare alle funzioni della santa messa. Non dovrebbe avere delle reazioni? Come spesso capita nel Vangelo, quando un indemoniato incontra Gesù ha esternazioni evidenti di rifiuto, si getta a terra, rotola, urla. Ora in questo caso potrebbero essere più contenute, però portando al seguito molte persone a Lourdes, non si getta la zappa sui piedi il nemico? Ossia, qualcuno in quel clima di preghiera potrebbe convertirsi. Questa è la mia domanda.
E poi cosa significa Cristo invece espelleva i demoni non soltanto dal corpo, ma ancor più dall’anima? Padre Amorth, ricordo, diceva che il demonio può soltanto prendere il corpo però l’anima no.
Grazie per la sua risposta padre!
Diego


Caro Diego,
1. ricordo anzitutto la dottrina di San Tommaso:
“Miracoli veri e propri sono i fatti che trascendono l’ordine di tutta la natura creata.
Ma poiché noi non conosciamo tutte le forze della natura, ne segue che un fatto compiutosi fuori dell’ordine della natura da noi conosciuta, per mezzo di una virtù creata, ma occulta, si dica miracolo non in senso assoluto ma relativamente a noi.
Perciò, quando i demoni compiono delle opere con le loro forze naturali, queste opere non sono miracoli in senso assoluto, ma soltanto relativamente a noi.
Tali, dunque, sono i miracoli che i maghi compiono per mezzo dei demoni” (Somma teologica, I, 110, 4, ad 2).

2. “Tuttavia talora vengono denominati miracoli, in senso lato, anche quei fenomeni che trascendono soltanto le forze e le conoscenze dell’uomo.
E in questo senso i demoni possono compiere miracoli, cioè opere tali da fare stupire gli uomini, perché superiori alle loro forze e alle loro conoscenze. Del resto anche chi compie un’impresa superiore alle capacità di un altro, induce costui ad ammirarla, dando l’impressione di compiere un miracolo.
Ora, riguardo alle opere demoniache che a noi sembrano miracoli, è da notare che, sebbene non posseggano la natura del vero miracolo, sono nondimeno fatti reali.
Così, per virtù dei demoni, i maghi del Faraone produssero veri serpenti e vere rane.
E “quando”, come dice S. Agostino “cadde fuoco dal cielo e distrusse i servi di Giobbe insieme con i greggi e gli armenti; e un turbine, abbattendo la casa, uccise i suoi figliuoli: queste opere compiute da Satana furono fatti reali, e non mere apparenze”” (Somma teologica, I, 114, 4, ad 1).

3. Pertanto non vi è a priori nessuna pregiudiziale perché si possa dire che la persona maga abbia compiuto delle cose straordinarie.
La cosiddetta magia bianca lo attesta.
Nostro Signore ci ha avvertiti: “Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti” (Mt 24,24).

4. Due sono le tue perplessità: la prima, come abbia potuto la persona maga condurre gente a Lourdes, e farla “stare davanti alla grotta con rosario in mano e partecipare alle funzioni della santa messa”.
Mi dici: ma il demonio non reagiva alla presenza di Cristo?
Sì, reagiva.
Ma poteva anche stare nascosto nel cuore di determinate persone in luoghi di culto senza reagire.
Quando Gesù entrò in Cafarnao ed entrò nella sinagoga c’era un uomo posseduto da uno spirito impuro. Quella volta alla presenza di Cristo reagì (cf Mc 1,23).
Ma tutte le altre volte, quando di sabato quel tale entrava nella sinagoga, non reagiva. Se ne stava quieto.
Non mi meraviglia che il demonio possa starsene quieto anche nelle celebrazioni che si fanno a Lourdes. Qui può ingannare alla perfezione.
Si darebbe invece la zappa sui piedi se li portasse alla confessione. E leggendo la tua mail, non viene detto che la persona maga portasse quella gente alla confessione.

5. Nella vita di Antonio abate scritta da Sant’Atanasio si legge che il demonio gli compariva quasi nelle fattezze di Dio.
Atanasio riporta un sermone di Antonio ai monaci all’interno del quale parla della sua esperienza contro i demoni:
“1. Volevo tacere e non dir nulla di me pensando che fosse sufficiente quanto ho detto, ma perché non pensiate che io dica queste cose a cuor leggero e crediate invece che vi parlo per esperienza e secondo verità, per questo, anche se vi sembrerò stolto – ma il Signore che ascolta sa che la mia coscienza è pura e che non parlo da me stesso ma per amor vostro e per incoraggiarvi – vi dirò ancora le imprese del demonio che ho potuto vedere.
2. Quante volte mi hanno proclamato beato e io li ho maledetti nel nome del Signore! Quante volte mi hanno predetto la piena del fiume e io dicevo loro: “E a voi che ve ne importa?”.
3. A volte vennero a minacciarmi, mi circondarono come soldati in armi, altre volte mi riempirono la casa di cavalli, belve feroci e serpenti, e io recitavo quel salmo che dice: Questi nei carri e quelli nei cavalli, ma noi nel nome del Signore saremo fatti grandi, e quelli furono messi in fuga dal Signore grazie alle preghiere.
4. Talvolta vennero nelle tenebre assumendo un aspetto luminoso e dicevano: “Siamo venuti a illuminarti, Antonio”, ma io chiudevo gli occhi e mi mettevo a pregare e subito si spegneva la luce degli empi.
5. Pochi mesi dopo vennero; sembravano recitare salmi e ripetere parole delle Scritture, ma io come un sordo non ascoltavo. A volte fecero tremare la mia abitazione, ma io continuavo a pregare irremovibile nei miei pensieri.
6. E poi vennero ancora, battevano colpi, sibilavano, danzavano, ma io pregavo e restavo sdraiato recitando salmi per mio conto, e subito i demoni cominciarono a lamentarsi e a piangere come se avessero perduto ogni forza.
7. Io allora rendevo gloria al Signore che ha umiliato la loro audacia e la loro follia e li ha esposti all’infamia.
Come Antonio vinse i demoni
40.1. Una volta mi apparve un demonio che si mostrava altissimo e osò dirmi: “Io sono la potenza di Dio”, e: “Io sono la Provvidenza. Che cosa vuoi che ti doni?”.
2. Io allora soffiai con più forza contro di lui, invocando il nome del Cristo, e cercai di colpirlo. Mi sembrò di averlo colpito; subito quello disparve nel nome di Cristo con tutti i demoni suoi compagni.
3. Una volta giunse mentre stavo digiunando; l’astuto aveva preso l’aspetto di un monaco e, nella visione, portava con sé del pane e mi consigliava dicendo: “Mangia! Desisti dalle tue molteplici fatiche. Sei un uomo anche tu, perderai le forze!”.
4. Ma io compresi il suo tranello e mi alzai per pregare. Il demonio non poté resistere, si dileguò uscendo attraverso la porta come fumo. Quante volte nel deserto mi mostrò in visione dell’oro, anche solo perché lo toccassi e lo vedessi!
5. Ma io dicevo un salmo contro di lui e quello si dissolveva. Quante volte mi copriva di colpi e io dicevo: Niente mi potrà separare dall’amore di Cristo, e allora i demoni si percuotevano ancor di più a vicenda.
6. Non ero io, però, a farlo desistere e a vincerlo, ma il Signore che dice: Vedevo Satana cadere dal cielo come folgore. Figli miei, memore delle parole dell’Apostolo, ho riferito a me queste cose perché impariate a non scoraggiarvi nell’ascesi e a non temere le apparizioni del diavolo e dei suoi demoni” (Vita di Antonio, 39-40).
Pertanto se il demonio cantava Salmi ad Antonio, non dobbiamo meravigliarci che la persona maga porti i suoi adepti a Lourdes, ma col proposito di staccarli ancor più dalla Chiesa.

6. La seconda perplessità: “Padre Amorth, ricordo, diceva che il demonio può soltanto prendere il corpo però l’anima no”.
Mentre San Tommaso nel testo citato dice che “Cristo invece espelleva i demoni non soltanto dal corpo, ma ancor più dall’anima”.
Tuttavia è proprio san Tommaso che dice che è prerogativa esclusiva di Dio entrare personalmente nell’anima (Contra gentes, IV, 18).
Ma qui nel testo citato, San Tommaso non parla di possessione. Dice semplicemente che Cristo cacciava via il demonio dall’anima, nel senso che l’anima in qualche modo era sotto il suo influsso.
I demoni non possono penetrare nell’anima e possederla ma possono tener l’uomo sotto il suo influsso o potere.
Ecco che cosa dice San Tommaso: “Il demonio è il nemico della salvezza che l’uomo acquista col battesimo, e ha un certo potere sull’uomo per il fatto che questi si trova sotto il peccato originale o anche sotto quello attuale” (Somma teologia, III, 71,2).
In questo senso lo caccia dall’anima perché impedisce che possa stare sotto il suo potere o influsso.

Ecco dunque quanto desideravi.
Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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