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Quesito

Caro Padre Angelo,
grazie della sua rubrica.
Volevo chiederle se, come cattolici, siamo tenuti a credere nella storicità e realtà dell’Arca di Noè, l’episodio biblico del diluvio universale.
Se per esempio si dice a un amico c’è il diluvio “poteva essere metaforico del peccato…” oppure ” è solo metaforico” cosa si rischia?
Grazie 


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. l’evento del diluvio è stato molto esaminato dagli studiosi sotto diversi punti di vista.
Dal punto di vista biblico il diluvio universale travolge tutta l’umanità (Gn 6,7), tutti gli esseri viventi (Gn 6,13), tutto quello che c’è sulla terra (Gn 6,17), ogni essere (Gn 7,4), tutto ciò che respira alito vitale (Gn 7,22), e le acque coprirono tutti i monti alti che sono sotto tutto il cielo (Gn 7,19).
Tuttavia proprio proposito di questa universalità va notato che nel linguaggio biblico molto spesso si parla di tutto per indicare una zona, una regione o anche un impero.
Ad esempio in Deuteronomio 2,25: “Da quest’oggi comincerò a incutere paura e terrore di te nei popoli che sono sotto tutti i cieli, così che, all’udire la tua fama, tremeranno e saranno presi da spavento dinanzi a te”». Qui per sotto tutti i cieli si intendono tutte le regioni della Palestina.
Ugualmente al tempo di Giuseppe ci fu una grande carestia in tutta la terra e da tutti i paesi venivano comperare grano (Gn 41,57).
Qui l’orizzonte è più vasto del precedente ma certo non fa ferimento alle popolazioni del sud Africa o dell’America.
Di Sennacherib re di Assiria si legge: “Non sapete che cosa abbiamo fatto io e i miei padri a tutti i popoli del mondo?” (2 Cr 32,13).
Questi brevi riferimenti fanno comprendere che si tratta dell’universalità di una zona e di una regione più che di tutta la terra.

2. Sotto il profilo della storia e della preistoria alcuni studiosi hanno notato che la scomparsa di razze e l’emergere di altre sarebbe collegato con il susseguirsi di cataclismi, specialmente di inondazioni. Questo rimanderebbe a tempi remotissimi dell’umanità.
Altri studiosi notano che anche racconti extra biblici parlano del diluvio, come ad esempio la tradizione babilonese raccolta nel Gilgamesh.

3. Ed è proprio in relazione alle relazioni extra bibliche che si comprende il significato del diluvio e la sua portata salvifica.
Secondo il Gilgamesh il diluvio sarebbe frutto di un capriccio divino. Vi si legge: se Dio voleva punire l’umanità non sarebbe stato sufficiente mandare dei leoni a decimare degenti?
Invece secondo la Sacra Scrittura il diluvio è avvenuto in seguito ad una depravazione morale rivelatasi insanabile soprattutto da parte di quella porzione dell’umanità guidata da una speciale provvidenza perché doveva custodire le promesse.
I figli di Dio di cui si parla nel racconto sarebbero i giusti, anzi quelli che avrebbero dovuto mantenersi giusti, dalla cui stirpe doveva germogliare il Redentore annunciato dopo il peccato originale.

4. La Bibbia di Gerusalemme a proposito del diluvio scrive: “Possediamo parecchie narrazioni babilonesi sul diluvio, che presentano rassomiglianze considerevoli con il racconto biblico. Questo non dipende, ma attinge alla medesima eredità: il ricordo di una o più inondazioni disastrose della valle del Tigri e dell’Eufrate, che la tradizione aveva ingrandito e con dimensioni di un cataclisma universale. Tuttavia, ed è l’essenziale, l’autore sacro ha caricato questo ricordo con un insegnamento eterno sulla giustizia e sulla misericordia di Dio, sulla malizia dell’uomo, sulla salvezza accordata al giusto (cfr. Eb 11,7). È un giudizio di Dio che prefigura quello degli ultimi tempi (Lc 17,26ss) come la salvezza accordata a Noè raffigura la salvezza con le acque del battesimo(1 Pt 3.20-21)”.

5. Due illustri biblisti Galbiati e Piazza scrivono: “Le analogie tra il racconto biblico e quelli mesopotamici sul diluvio hanno spinto numerosi studiosi, soprattutto archeologi, a cercare dei segni di questo diluvio e a identificare il luogo in cui si posò l’arca di Noè. Ora, la ricerca del luogo di sosta dell’arca è stata la cosa più avvincente e numerose spedizioni si sono susseguite specie negli ultimi due secoli sul massiccio del Monte Ararat che sorge nell’Armenia. Nel contempo alcuni archeologi, negli scavi degli ultimi decenni sulle rovine di antichi insediamenti umani, hanno trovato degli strati di sabbia alluvionale tra un insediamento e l’altro. (…).
Oggi, pertanto, si ammette tranquillamente l’esistenza di una grande inondazione che deve aver ricoperto ampi territori della pianura mesopotamica e altre regioni vicine, verso il V o IV millennio a.C..
Il diluvio biblico è pertanto accertato dai biblisti nella nuova accezione di diluvio mesopotamico” (Dizionario enciclopedico della Bibbia e del mondo biblico, voce diluvio).

6. Nella storia della salvezza il diluvio diventa prefigurazione del battesimo che elimina l’uomo vecchio che si corrompe andando dietro le concupiscenze per iniziare un’umanità nuova che si concretizza nell’uomo nuovo, rivestito della grazia di Dio di cui parla San Paolo.

7. Ridurre la narrazione solo a una metafora significa privarla di un nocciolo storico che diverse tradizioni hanno custodito e trasmesso.
Ciò che avvenne deve avere impressionato talmente umanità che dappertutto se ne faceva comunemente memoria.

Con l’augurio che il significato salvifico del diluvio elimini in noi l’uomo vecchio per far posto solo a quello nuovo, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo