Quesito
Caro Padre Angelo,
sto facendo il Rosario con le meditazioni della Piccarreta e al 5° Mistero del dolore la meditazione sarebbe la seguente:
Stando nella tua Divina Volontà, entro nella tua SS. Umanità o mio Re Crocifisso e, facendo mie le tue adorazioni, Ti adoro con adorazioni divine, mentre consolo l’Addolorata Madre.
Ora la domanda era: a che cosa fa riferimento (la Piccarreta) quando scrive “le tue adorazioni”?
Spero che mi saprà dare una risposta esaustiva, che la Madonna la protegga!
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. Gesù, in ogni atto della sua passione, dall’agonia nell’orto degli ulivi fino all’ultimo respiro, dall’interno di se stesso ha sempre adorato la volontà del Padre.
2. Si potrebbe dire che in ogni istante della sua vita Gesù sia sempre stato determinato in ciò che ha pronunciato entrando nel mondo, come riferisce la lettera agli ebrei: “Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: “Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà” (Eb 10,5-7)”.
3. Il Rosario consiste essenzialmente nella contemplazione di Gesù tutti gli eventi della sua vita, mentre con le labbra si proferiscono il Pater, l’Ave e il Gloria.
La preghiera vocale, e cioè il Pater, l’Ave e il Gloria, sono come il letto di un fiume che permettono alle acque di scorrere composte. Nel nostro caso custodiscono la contemplazione.
4. La contemplazione, secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica è sguardo di fede fissato su Gesù, ascolto della sua parola, silenzioso amore, unione con la preghiera di Gesù e con i misteri della sua vita (cfr. CCC 2724).
Nel Rosario pertanto ci si unisce alla preghiera di Gesù e agli eventi della sua vita.
In particolare, nei misteri dolorosi ci si unisce ai suoi sentimenti interni di adorazione, di implorazione di perdono per l’umanità e di impetrazione di grazie.
5. Il Rosario è una vera comunione con Gesù. Anzi è una fusione del nostro cuore con il suo.
I suoi sentimenti, la sua adorazione e la sua preghiera entrano in noi e diventano nostri.
Se viene recitato così, il Rosario è un vero prolungamento della Comunione che si fa nella Messa.
Si potrebbe dire: è una comunione spirituale.
Lo è anche se non ci si pensa. La si sta vivendo.
6. C’è da notare poi questo risvolto: mentre si fanno proprie le adorazioni di Gesù, si impara a vivere adorando la volontà di Dio su di noi, accettandola con i medesimi sentimenti di pazienza, di umiltà, di carità e di espiazione con cui Gesù ha voluto salire sulla croce.
7. Proprio per questo nella preghiera che si recita nella festa della Madonna del Rosario, ad un certo momento ci si esprime così: “A noi che contempliamo questi misteri del Rosario di Maria, concedi di imitare ciò che propongono per ottenere quanto promettono. Per Cristo nostro signore. Amen”.
In tal modo i sentimenti di Cristo entrano nel cuore della nostra vita, lo plasmano e lo trasfigurano.
Con l’augurio che questo avvenga anche per te nella maniera più bella, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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