Quesito

Caro Padre,
ho letto nel vangelo di Giovanni questa frase: Senza di me non potete far nulla. Che cosa significa?
Grazie.
Ada


Risposta del sacerdote

Cara Ada,
1. l’affermazione del Signore si trova in Gv 15,5. Qui il Signore dice: “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla”.

2. Senza la forza che ci viene dal Signore non posiamo fare nulla né nell’ordine della natura né in quello della grazia.
Nell’ordine della natura: la nostra esistenza viene da lui. È lui che ci conserva nell’esistenza ed è lui ci dona tutto quanto abbiamo a nostra disposizione.
Da noi stessi non potremmo passare dalla potenza all’atto se lui non ce ne desse la forza.

3. Ugualmente nell’ordine della grazia non possiamo compiere nulla che meriti per la vita eterna se non siamo innestati in lui mediante la grazia.
Solo se siamo innestati in lui mediante la fede e la carità le nostre opere sono proporzionate alla vita del Paradiso.

4. Ma lascio adesso la parola a San Tommaso:
Senza di me non potete far nulla». E cosí il Signore istruisce i cuori degli umili e chiude la bocca dei superbi, specialmente dei pelagiani, i quali affermano di poter compiere da soli le opere buone delle
virtù e della legge, senza l’aiuto di Dio. E così essi pretendono di affermare il libero arbitrio,
mentre piuttosto lo reprimono.
Ecco infatti che il Signore afferma che senza di lui non solo non siamo in grado di compiere le cose grandi, ma neppure le più piccole, anzi nulla. Né c’è da
meravigliarsi, perché Dio stesso non compie nulla senza di lui: «Senza di lui niente è stato fatto…» (Gv 1,3).
Infatti le nostre opere, o derivano dalla virtù della natura, oppure dalla divina grazia.
Se derivano dalla virtù della natura, per il fatto che tutti i moti di natura provengono dal Verbo di Dio, è chiaro che nessuna natura può muovere o compiere qualcosa senza di lui.
Se invece le opere nostre derivano dalla virtù della grazia, essendo lui stesso l’autore della grazia (poiché «la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo», Gv 1,17), è evidente che nessun’opera meritoria può essere compiuta senza di lui.
Come dice Paolo (2 Cor 3,5): «Da noi stessi non siamo capaci di pensare qualcosa come proveniente da noi, ma la nostra capacità viene da Dio».
Quindi, se non possiamo neppure pensare senza dipendere da Dio, molto meno possiamo compiere altre cose” (Commento al Vangelo di Giovanni 15,5).

5. Sant’Agostino sottolinea: “Non dice: senza di me potete far poco, ma dice: non potete far nulla. Non poco o molto, ma nulla si può fare senza di lui.
E aggiunge: “Replichino i presuntuosi e quanti ritengono di non aver bisogno di Dio per compiere le opere buone (i pelagiani). Non si oppongono forse a questa verità, da uomini corrotti di mente come sono, riprovati circa la fede (2 Tm 3,8), coloro che rispondendo a sproposito dicono: Lo dobbiamo a Dio se siamo uomini, ma lo dobbiamo a noi stessi se siamo giusti?
Che dite, o illusi, voi che non siete gli assertori ma i demolitori del libero arbitrio, che, per una ridicola presunzione, dall’alto del vostro orgoglio lo precipitate nell’abisso più profondo? Voi andate dicendo che l’uomo può compiere la giustizia da se stesso: questa è la vetta del vostro orgoglio. Se non che la Verità vi smentisce, dicendo: Il tralcio non può portar frutto da se stesso, ma solo se resta nella vite. Vi arrampicate sui dirupi senza avere dove fissare il piede, e vi gonfiate con parole vuote. Queste sono ciance della vostra presunzione. Ma ascoltate ciò che vi attende e inorridite, se vi rimane un briciolo di senno. Chi si illude di poter da sé portare frutto, non è unito alla vite; e chi non è unito alla vite, non è in Cristo; e chi non è in Cristo, non è cristiano. Ecco l’abisso in cui siete precipitati” (Commento al Vangelo di Giovanni).

Ti auguro di vivere sempre in Lui e di portare così molto frutto per la vita presente e per quella futura.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo