Quesito

La saluto.
Ho una cosa da chiederle.
Appena si è ricevuta la Santa Comunione, che cosa bisogna dire interiormente, dentro di sé?
Si possono chiedere a Gesù anche grazie materiali e Spirituali?
Inoltre che cosa dobbiamo dire o pensare nella nostra mente?
Aspetto la sua risposta.
Anche se in anticipo, le auguro un sereno Natale.
Stefano


Risposta del sacerdote

Caro Stefano,
è una domanda molto bella quella che mi fai.
Dobbiamo imparare tutto nella vita cristiana per non sciupare momenti così preziosi come quelli della Santa Comunione.
Ti porto la testimonianza di S. Teresa d’Avila, tratta dall’opera “Cammino di perfezione”, cap. 34.

1. “Pensate forse che questo Sacratissimno Pane sia di sostentamento anche per i nostri miseri corpi e di medicina efficace dei nostri disturbi corporali? So invece che è così. Conosco una persona (era lei stessa, n.d.r.) che nelle gravi infermità andava spesso soggetta ad atrocissimi dolori, ma appena si accostava alla Comunione le pareva che per incanto le si
togliesse ogni male, rimanendo  completamente guarita.

2. So inoltre di questa persona che per parecchi anni, benché non ancora molto perfetta, le sembrava vedere con gli stessi occhi del corpo, al momento Comunione, nostro Signore che le entrava nell’anima. Allora ella procurava di ravvivare la fede, faceva il possibile per distaccarsi dalle cose esteriori e si ritirava col Signore nella sua anima, dove sapeva di averlo visto discendere.

3. Cercava di raccogliere i suoi sensi per far loro comprendere il gran bene che avevano: dico che cercava di raccoglierli per evitare che impedissero all’anima di comprenderlo. Si considerava ai piedi del Signore e, quasi lo vedesse con gli occhi del corpo, piangeva come la Maddalena in casa del Fariseo. Anche allora che non aveva devozione sensibile, la fede non mancava di assicurarla che il Signore era veramente nella sua anima.

4. Non si tratta già d’un lavoro di fantasia come quando ci immaginiamo il Signore sulla croce o in qualunque altro mistero della passione, dove siamo noi che ci rappresentiamo il fatto com’è avvenuto. Qui si tratta di una presenza reale, ed è verità indicustibile. Non c’è d’andar molto lontano per cercare il Signore. Fino a quando il calore naturale non ha consumato le apparenze del pane, il buon Gesù è in noi: avviciniamoci a Lui!
Se quando era nel mondo guariva gli infermi col semplice tocco delle vesti, come dubitare che, stando in noi personalmente, non abbia a fare miracoli se abbiamo fede? Sì, trovandosi in casa nostra, accoglierà ogni nostra domanda, non essendo suo costume pagar male l’alloggio che gli si dà, quando gli venga fatta buona accoglienza.

5. Come potrei io, povera peccatrice che tante l’ho offeso, avere il coraggio di stargli vicino, se lo vedessi in tutta la sua Maestà? Invece sotto le apparenze del pane è molto più accessibile, a quel modo che quando un Re si traveste, sembra che parlando con lui non si debbano avere tanti riguardi e soggezioni, e pare che anch’egli sia obbligato ad acconsentire per il fatto si è travestito. Ora, se il Signore non si fosse così travestito, chi di noi oserebbe accostarlo, così pieni di freddezza, d’indegnità e d’imperfezione come siamo?

6. Quanto a voi, fategli volentieri compagnia e non vogliate perdere una così buona occasione per trattare dei vostri interessi, come quella che vi si offre dopo la S. Comunione. Se l’obbedienza vi occupa in altre cose, procurate di rimanergli uniti con l’anima. Ma se voi portate il pensiero ad altre cose, non fate conto di Lui e neppure pensate che vi sta nell’anima, come volete si dia a conoscere?
Quel tempo è assai prezioso, perché allora il Maestro ci istruisce: facciamo d’ascoltarlo, baciamogli i piedi, riconoscenti per tanta sua degnazione e supplichiamolo di rimanere sempre con noi.

 7. Appena comunicati, chiudete gli occhi del corpo e aprite quelli dell’anima per fissarli in fondo al vostro cuore, dove il Signore è disceso.
Vi dico, vi torno a dire e ve lo vorrei ripetere all’infinito, che se vi abituerete a questa pratica ogni qualvolta vi accosterete alla Comunione, il Signore non si nasconderà mai così in pieno da non manifestarsi con qualcuno di quei molti espedienti che ho detto. Ciò sarà sempre in proporzione del vostro desiderio, potendolo voi desiderare con tanto ardore da indurlo talvolta a manifestarsi del tutto.
Procurate sempre di mantenervi in tale disposizione da poterlo godere con frequenza”.

8. Adesso aggiungo anch’io due cose.
Fatta la Comunione pensa a quello che il Signore ti dice. E in quel momento ti ripete le parole che ti ha detto un momento prima quando venivano proclamate nelle letture.
Anzi, pensa che il Signore vuole realizzare in te i contenuti delle letture.
Come vedi, i pochi istanti di silenzio che si fanno a Messa non bastano. Ed è per questo che la Chiesa consiglia di prolungare la Comunione continuando a stare raccolti anche finita la Messa.

9. Per vivere bene tutto questo, potresti determinarti a stare in Comunione col Signore almeno 5 minuti. Meglio ancora se vi stai 10 minuti, o anche di più.
Puoi impiegare questo tempo recitando il S. Rosario, che è una preghiera così larga che ti permette di fare con il Signore tutto quello che faceva S. Teresa d’Avila.
Pier Giorgio Frassati non tralasciava mai questo momento così prezioso. E se finita la Messa doveva per qualche momento intrattenersi con gli amici, in seguito ritornava alla sua Comunione col Signore.
Prova a farlo anche tu. Vedrai che grandi guadagni farai in breve tempo. Ti ripeto un’affermazione di S. Teresa: “Sì, trovandosi
in casa nostra, accoglierà ogni nostra domanda
, non essendo suo costume pagar male l’alloggio
che gli si dà, quando gli venga fatta buona accoglienza
”.

Ti assicuro una preghiera perché tu possa fare al più presto questa bella esperienza.
Intanto ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo