Quesito

Cari Amici domenicani,
sono Marco e vorrei sapere se anche un cristiano battezzato può andare all’inferno.
Grazie di cuore.


Risposta del sacerdote

Caro Marco,
1. Gesù non ha garantito il paradiso per il solo fatto di essere battezzati.
A un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?», Gesù rispose: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete. Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d’iniquità! Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori” (Lc 13,23-28).
Quel mangiare e bere alla mensa del Signore equivale anche alla celebrazione dell’Eucaristia e alla S. Comunione.
Fare la S. Comunione in peccato mortale è un sacrilegio e san Paolo, che era ispirato dallo Spirito Santo, ha delle parole molto severe per chi, pur consapevole di essere in peccato grave, osa accostarsi all’Eucaristia: “Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. E’ per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono morti” (1 Cor 11,27-70).

2. Ugualmente nel discorso della Montagna Gesù dice: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità” (Mt 7,21-23).

3. A parte i peccati gravi che tutti possiamo commettere e per i quali è necessaria la confessione, c’è anche il pericolo dell’apostasia, e cioè dell’abbandono della fede.
Questo pericolo era presente nelle prime comunità cristiane tanto che nella lettera agli Ebrei si leggono queste parole: “Infatti, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati, ma soltanto una terribile attesa del giudizio e la vampa di un fuoco che dovrà divorare i ribelli” (Eb 10,26-27).

4. Non è ragionevole pensare che ci si possa comportare nella maniera più immorale e impenitente possibile ed essere battezzati per avere la garanzia di andare in Paradiso.
Lasciamo che questo lo pensino i musulmani, i quali credono che per il solo fatto di essere islamici, anche se ne combinano di tutti i colori, hanno il paradiso assicurato. Mentre tutti gli altri, sebbene santi e integri, se non sono islamici, vanno necessariamente all’inferno. Ma questo non è ragionevole.
Lasciamo che Lutero, per giustificare la propria cattiva condotta, pensasse che fosse sufficiente essere battezzati per andare in Paradiso. L’importante sarebbe non perdere la fede. Ma anche questo non è ragionevole e soprattutto è contrario al Vangelo. I passi che ti ho riportato, e sono solo alcuni, sono più che chiari.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo