Quesito

Rev. P. Angelo,
le scrivo per ringraziarla per il lavoro che attraverso le sue risposte svolge sulla vita spirituale di chi le legge e medita: per me è stato un contributo infinitamente prezioso da quando quasi quotidianamente ho preso l’abitudine di leggerle, poiché l’analisi di singoli casi concreti mi ha offerto la possibilità di crescere nella comprensione consapevole della Legge di Dio e questo ha accresciuto in me l’amore verso il Creatore ed il desiderio di conformarmi alla Sua volontà.
Infatti come si può dire di amare Dio se non si legge e non si cerca di conoscere e studiare le Sacre Scritture?
Non la conosco, però nelle mie piccole preghiere spesso la ricordo, chiedendo al Signore di benedirla e di illuminarla, perché nei momenti di solitudine, di sconforto, di rabbia, pensare che esistono persone come lei mi serve a non perdere la rotta, ed a continuare ad avere fiducia nella Chiesa, ed a pregare per i sacerdoti e per il Papa.

A me semplicemente è capitato questo: attraverso la confessione più frequente, la preghiera, la lettura di testi religiosi soprattutto agiografici, e la riflessione su ciò che lei scrive, sono riuscito a superare una cattiva abitudine che si contrapponeva al sesto comandamento e che mi portavo dietro dall’infanzia: ho interrotto da diversi mesi quella dipendenza, ma non me ne compiaccio particolarmente, innanzitutto perché il merito lo attribuisco principalmente alla grazia di Dio, e poi perché ho paura di ricadere nel peccato.
Tuttavia offro al Signore questa piccolissima conquista e chiedo a lei come si può proseguire gradualmente nella vita cristiana con serenità, senza inorgoglirsi certo, ma allo stesso tempo senza avere, (come a me sta capitando), il timore, la paura costante che basta commettere un solo peccato per dannarsi, o scontare un Purgatorio particolarmente doloroso.

Più cerco di pregare e di comportarmi bene, e più vedo i miei sbagli, le mie mancanze, i miei scatti di ira, le mie impazienze, le mie cattive confessioni, il mio amor proprio, le mie lamentele, le mie critiche, i miei rancori, le mie gelosie, che fanno da contorno ad una forte volontà di osservare la i comandamenti di Dio e i precetti della Chiesa.
Mi sembra impossibile riuscire a conoscerli e rispettarli tutti e non mi conforta sapere che anche San Paolo diceva “non compio il bene che voglio, ma faccio il male che non voglio”, perché vedo che a Dio posso offrire nella maggior parte solo i miei peccati e le mie mancanze, anche se aspiro fortemente ad entrare nel suo Regno, insieme alle persone che più amo.

Credo che sia una grande grazia di Dio il fatto di essermi interrogato sulla mia mancata osservanza del sesto comandamento, da questo è scaturita una revisione dolorosa del mio modo di essere e di comportarmi, su tutti i comandamenti ed ho scoperto tante altre mie mancanze: è stato un gettare luce su tanti luoghi oscuri della mia anima, e mi sconforta molto il pensiero di alcune confessioni fatte male, in particolare mi tormenta quella precedente la mia cresima, fatta in fretta e male, tacendo per stupida vergogna ed imbarazzo un peccato, poco prima di riceverla, in un corridoio affollato di una sacrestia, perchè in quei giorni mi era venuta la parotite; mi dispiace di non essermi preparato con diligenza ed attenzione per ricevere quel sacramento così importante, e di non aver dedicato tempo, studio e amore a Dio, pensando che Lui volesse da me come priorità l’impegno stacanovista per la promozione a scuola e la laurea all’università.

Da quasi due anni sono laureato, ma non ho lavoro, salvo piccole collaborazioni e volontariato, e sto dedicando il mio tempo libero alla preghiera e alla lettura del Nuovo Testamento, offrendo tutte le mie ansie, le mie sofferenze, i miei tormenti, ma anche le mie piccole gioie, al Signore e alle anime del Purgatorio, nell’attesa che qualche porta si apra, per realizzare la mia aspirazione di creare una famiglia con la mia fidanzata.
E’ difficile, ma sto provando a vivere una vita cristiana, in pace con il mondo e con Dio.
So bene che la cosa più importante è la salvezza dell’anima, e che tutto il resto è un sovrappiù, ma le chiedo di ricordarmi con una preghiera per due intenzioni, quella di frequentare la S. Messa tutte le domeniche, e quella di riuscire a trovare un lavoro.

Grazie, che Dio la benedica.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. ti ringrazio per tutte le cose belle che hai scritto.
Ci hai reso partecipi della tua gioia per le vittorie riportate su un campo di battaglia così insidioso qual è quello che riguarda il sesto comandamento.

2. Adesso hai altri problemi: il timore di non conservare la grazia che hai ricevuto.
Potrei dire che si tratta di un timore santo e che questo timore è un dono del Signore. Lo Spirito Santo ci ammonisce per bocca di San Paolo: “Chi è in piedi, badi di non cadere” (1 Cor 10,12).
Pertanto insieme alla purezza dobbiamo invocare da Dio l’umiltà che ci aiuta a cercare sempre l’onore di Dio e il bene del prossimo e nello stesso tempo ci fa avere un vero sentire di noi stessi, così fragili e così bisognosi di protezione e aiuto.

3. Volentieri ti assicuro il mio ricordo nella preghiera per le due cause che mi hai manifestato.
Tuttavia a proposito del lavoro, così importante per te e per la famiglia che vuoi mettere in piedi, ti consiglio due cose.
La prima è di approfittare del tempo libero che attualmente hai per andare a Messa non solo la domenica ma anche durante la settimana. Il santo Curato d’Ars legava alla Messa quotidiana un particolare successo nell’ambito del lavoro.
La seconda: una particolare devozione a San Giuseppe, che è il patrono delle cause economiche.
Io stesso ho potuto toccare con mano la straordinaria protezione di questo Santo quando ci si affida a lui.
Prova a fare una novena in suo onore.
Anche Santa Teresa d’Avila aveva una fiducia illimitata nell’aiuto di questo gran Santo e diceva che non le era mai capitato di non essere stata ascoltata dopo averlo pregato.

4. Continua a dedicare il tuo “tempo libero alla preghiera e alla lettura del Nuovo Testamento, offrendo tutte le tue ansie, le tue sofferenze, i tuoi tormenti, ma anche le tue piccole gioie, al Signore e alle anime del Purgatorio”.
Forse il Signore ha disposto questo tempo di calma nella tua vita perché tu ti dedicassi alla vita interiore. E così fortificato tu potessi poi gettarti nel mondo del lavoro ma sempre conservando vivo il desiderio e la pratica della tua comunione col Signore, che è un’autentica esperienza di Paradiso vissuto sulla terra.
Non è tempo perso quello che stai vivendo. Assomiglia allo scavo delle fondamenta che devono sorreggere tutto quello che verrà dopo.
Sono contento anche della tua attenzione alle anime del Purgatorio.
Continua con questa generosità. Non passerà molto che potrai toccare con mano la loro generosità nei tuoi confronti.

Questa sera ti porterò a Messa con me.
Ti ricorderò ancora nella preghiera e intanto ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo