Volevo chiederle di parlarmi delle Messe Gregoriane

Volevo chiederle di parlarmi delle Messe Gregoriane

Quesito

Caro Padre Angelo,
volevo chiederle di parlarmi delle Messe Gregoriane.
Da un pò di tempo sto pensando di farla dire per i miei defunti e per le anime più abbandonate del purgatorio lei cosa ne pensa in merito?
Saluti.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. sono chiamate “Gregoriane” le Messe celebrate per trenta giorni consecutivi in suffragio di un defunto.
La pia pratica ebbe inizio con S. Gregorio Magno, papa, il quale nei suoi dialoghi (IV,55) narra dell’ordine che, in quanto Abate del Monastero, aveva dato al Priore Prezioso perché fosse celebrata la Messa per 30 giorni consecutivi in suffragio dell’anima del monaco Giusto, circa il quale si erano riscontare irregolarità circa la povertà monastica, al punto da essere sepolto fuori dal cimitero dei monaci.
Dopo la celebrazione delle Trenta Messe per trenta giorni consecutivi, San Gregorio vide l’anima del monaco Giusto entrare in Paradiso.
L’autorevolezza di San Gregorio Magno, Papa e uno dei quattro grandi dottori della Chiesa occidentale, ha dato credito a questa pratica, che ben presto si è diffusa nei monasteri e anche presso il popolo cristiano col nome di Messe gregoriane.

2. Ecco la narrazione precisa di San Gregorio: “Erano ormai passati trenta giorni dalla morte di Giusto (un monaco confratello di Gregorio) e io cominciai ad avere compassione di lui (..) e mi chiedevo se vi fosse qualche mezzo per liberarlo. Allora, chiamato il priore del nostro monastero, Prezioso, accorato gli dissi: "Da tanto tempo, ormai, quel nostro fratello morto è nel tormento del fuoco. Gli dobbiamo un atto di carità". (..) "Va’, dunque, e da oggi, per trenta giorni consecutivi, abbi cura di offrire per lui il Santo Sacrificio" (Dialoghi IV, 57, 14)”. 

3. Le 30 Messe gregoriane devono essere celebrate per 30 giorni consecutivi per un solo identico defunto (Sacra Congregazione delle indulgenze, 25 Agosto 1888).
Gli ultimi tre giorni della settimana santa (nei quali non si può celebrare la Messa per un defunto in particolare) non costituiscono interruzione.
Non è necessario che venga celebrata sempre dal medesimo sacerdote. Ma se per negligenza si salta qualche giorno, si deve iniziare da capo o diversamente si restituisce l’offerta, che in genere, comportando un particolare onere per il celebrante, è più grande.
Un documento della Chiesa dal titolo “Tricenario gregoriano” del 24.2.1967 ha disposto che “la serie delle trenta messe gregoriane, anche se viene interrotta per un improvviso impedimento (per es. una malattia) o per altra ragionevole causa (per es. celebrazione di una messa funebre o di un matrimonio), per disposizione della Chiesa conserva integri i suoi frutti di suffragio, che la prassi della Chiesa e la pietà dei fedeli le hanno finora riconosciuto.
Resta tuttavia l’obbligo per il sacerdote celebrante di completare quanto prima la celebrazione delle trenta messe”.

4. Poiché la celebrazione per un solo fedele comporta un particolare onere per il celebrante, è più consistente anche l’elemosina richiesta.
E con quest’offerta più consistente ci si unisce con un sacrificio maggiore al sacrificio di Cristo.
San Tommaso considera anche che i poveri non hanno la disponibilità dei ricchi per far celebrare Messe. Ma osserva che la loro offerta, sebbene quantitativamente inferiore a quella data dai ricchi, ha un valore più grande perché si unisce al sacrifico di Cristo con un maggiore sacrificio personale.

5. Mi piace anche dire con san Tommaso che “il suffragio può essere considerato come opera meritoria della vita eterna in quanto deriva dalla carità.
E sotto questo aspetto l’opera soddisfattoria giova non solo a colui al quale è destinata, ma molto di più a chi la compie” (Somma Teologica, Supplemento 71, 5).
6. Pertanto anche tu, se fai celebrare delle Messe per i defunti, puoi sperare molto anche per te.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo