Quesito

Gentilissimo Padre Angelo,
ho aperto il vostro sito e mi sono trovata a leggere le sue risposte ai casi più disparati e ne ho tratto tanta consolazione anche se non riguardavano personalmente me. Per tale motivo mi accingo ad aprire il mio cuore al suo discernimento
Ho perso il mio papà per un tumore al polmone circa dieci mesi addietro.
Essendo medico ho fatto per prima la diagnosi che poi gli esami strumentali hanno confermato aggiungendo la gravità della condizione (inoperabilità, malattia in stadio terminale….) fin dall’inizio ho condiviso con il mio papà il dolore e la verità (nei limiti della sua accettazione, tacendo l’aggravio di ulteriore dolore, non ho mai detto a mio padre per esempio che non c’era nulla da fare per la medicina ufficiale e che gli rimanevano due-tre mesi di vita; ho cercato di mantenere viva la speranza e ci dicevamo che avremmo affrontato ciò che si presentava e ci veniva proposto).
Premetto che per lavoro sono fuorisede e che mio papà al momento della diagnosi si è trasferito a casa mia per continuare con iter diagnostico e di cure sebbene palliative.
Ho avuto il privilegio di assistere mio papà nella sua debolezza e fragilità con gli alti e bassi legati alla situazione altamente stressante.
Con le cure palliative associate alla preghiera e a cure di sostegno più naturali (modifiche dell’alimentazione, estratti di piante curative, "miracolosamente" la malattia che sembrava inarrestabile veniva controllata ed è stata eseguita seduta chemioterapica che ha migliorato in parte i disturbi respiratori, siamo riusciti ad andare avanti per nove mesi in una condizioni di vita dignitosamente accettabile.
Mio papà in questi mesi di malattia si è avvicinato alla preghiera, spesso silenziosa poiché da "uomo meridionale" era per lui difficile esternare ad alta voce il ringraziamento alla Madonna con il rosario, ma notavo che all’ora del rosario anche se era a letto per i dolori che costantemente iniziavano a torturarlo, si faceva alzare e mettere in poltrona ed insieme a noi (io e mia mamma che invece per converso pregava in continuazione) attendeva al Rosario ed aspettava la benedizione che il sacerdote attraverso la TV impartiva, poi tornava a letto. E’ stato necessario ricoverare mio papà peraltro nell’ospedale dove io lavoro, e negli ultimi giorni della sua vita terrena, che purtroppo, si sono conclusi in Ospedale so che aveva parlato con il sacerdote dell’ospedale di ciò più gli pesava sul cuore e mi sembrava più sereno e  anzi chiedeva spesso di poter parlare con lui.
Mio papà è deceduto per una causa non direttamente relata al tumore ma al fatto che durante la degenza era caduto ed ha riportato una emorragia cerebrale vasta;
L’ultimo giorno della sua vita mentre era in dormiveglia sono stata svegliata da una voce che mi diceva di correre in ospedale perchè quella" caduta non era banale, non era la solita caduta…" questo ho sentito chiaramente mi sono precipitata in Ospedale molto prima dell’inizio del mio orario lavorativo..è stato un attimo che ho potuto vedere mio padre che non mi ha risposto come al solito ed è toccato a me fare diagnosi di qualcosa di cerebrale improvviso ed ho capito che eravamo vicini al suo passaggio"
Non posso descrivere il dolore lacerante per l’immediata separazione che sarebbe avvenuta di lì a poche ore, ho vegliato mio padre per circa sei ore, tanto è  durato il suo stato di coma, non più potuto parlare con lui ma gli ho accarezzato le mani ed il volto per tutto il tempo cercando di imprimere nella mia mente il suo odore ed il suo calore, con il volto rigato di lacrime e la sensazione di lacerazione al cuore alle tre ho sentito suonare la campana e ho iniziato a recitare la coroncina della divina misericordia ricordandomi che Gesù perchè mio padre potesse essere accolto dalle braccia di Gesù misericordioso, ed è arrivata subito la pace…il dolore non era sparito ma era più "soave" meno macigno…
Mi scuso per essermi dilungata ma a distanza di tempo mi è venuto il dubbio che mio padre non abbia potuto avere il tempo di prepararsi cristianamente alla morte con tutti i sacramenti, non so se è riuscito a confessarsi ed a ricevere Gesù, allora mi chiedo se è lecito pensare che il dolore dignitosamente accettato e la fiducia nell’Altissimo (mio padre non ha mai imprecato contro Dio per quanto gli è capitato, inoltre ha anche mostrato negli ultimi tempi un attaccamento alla nostra madre Maria chiedendole anche di poter alleviare i suoi dolori) possano essere strumenti di salvezza per l’anima di mio papà…
Io prego sempre per Lui e chiedo di sentire che stia bene e possa godere del volto di Dio…
Cosa ne pensa padre Angelo? la Misericordia di Dio ha salvato il mio papà?
Grazie


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. tutto lascia bene sperare per la salvezza eterna di tuo padre.
Ha accolto volentieri il sacerdote e il Signore ha detto: “Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato” (Mt 10,40).

2. Si è avvicinato alla preghiera. E avvicinandosi alla preghiera si è avvicinato a Dio.

3. Ha mostrato attaccamento alla nostra madre Maria chiedendole di poter alleviare i suoi dolori.
Chissà quante volte avrà detto: “Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte”.
Vuoi che la Madonna il cui amore per noi è superiore a quello di tutte le mamme di questo mondo messe insieme non l’abbia ascoltato?

4. Alle ore tre hai recitato la coroncina della Divina Misericordia confidando nella promessa di Gesù.
La promessa del Signore è lusinghiera: “Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere
tutto ciò che mi chiederanno
” (Diario 1541).
E ancora: “Chiunque la reciterà, otterrà tanta misericordia nell’ora della morte. … anche se si
trattasse del peccatore più incallito se recita questa coroncina una volta sola, otterrà la grazia dalla Mia infinita misericordia” (Diario 687).

5 “Nell’ora della morte difenderò come Mia gloria ogni anima che reciterà questa coroncina, oppure altri la reciteranno vicino ad un agonizzante, ed otterranno [per l’agonizzante) lo stesso perdono.
Quando vicino ad un agonizzante viene recitata questa coroncina, si placa l’ira di Dio e l’imperscrutabile misericordia avvolge l’anima e si commuovono le viscere della Mia misericordia, per la dolorosa Passione di Mio Figlio” (Diario 811).
“Se la reciteranno peccatori incalliti, colmerò di pace la loro anima e
l’ora della loro morte sarà serena. … Scrivi che quando verrà recitata la coroncina vicino agli
agonizzanti, Mi metterò fra il Padre e l’anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come
Salvatore misericordioso
” (Diario 1841).

6. È vero che si tratta di una rivelazione privata. Ma descrive in maniera molto bella l’azione della divina misericordia verso tutti fino all’estremo della nostra vita.
C’è dunque da confidare che il Signore abbia concesso a tuo padre – anche nel caso che non avesse ricevuto i Sacramenti – la grazia del pentimento.
Il fatto che avesse chiesto ripetutamente il sacerdote non era forse una tacita invocazione dei beni che il sacerdote porta con sé e in particolare quello della remissione dei peccati nella confessione?

7. Con tutto ciò, tuttavia, non  allentare i suffragi.
Mi piace riportare  quanto dice il Catechismo della Chiesa Cattolica: “La comunione con i defunti.
«La Chiesa di quelli che sono in cammino, riconoscendo benissimo questa comunione di tutto il corpo mistico di Gesù Cristo, fino dai primi tempi della religione cristiana ha coltivato con una grande pietà la memoria dei defunti e, poiché "santo e salutare è il pensiero di pregare per i defunti perché siano assolti dai peccati" (2 Mac 12,45), ha offerto per loro anche i suoi suffragi» (Lumen gentium, 50).
La nostra preghiera per loro può non solo aiutarli, ma anche rendere efficace la loro intercessione in nostro favore” (CCC 958).

Mi associo anch’io volentieri a questa preghiera di suffragio: per aiutare tuo padre e per essere aiutato da lui.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo