Quesito

Salve padre.
Il quesito che volevo porle non era di morale, ma semplicemente di fede.
Io sono cristiano praticante, prego, vado a Messa tutte le domeniche, condivido in tutto la dottrina della Chiesa.
Sono però fidanzato con una ragazza non praticante.
Ora fin qui la cosa non mi mette nessun problema, perchè sono ben conscio del fatto che la Fede sia un dono di Dio (Gesù stesso ha detto "nessuno può venire a me se non è attirato dal Padre mio…").
Io perciò non le ho mai detto "vieni a Messa con me", perchè penso che non abbia senso che lei faccia una cosa così importante solo per fare piacere a me.
Le parlo spesso di Gesù, del Vangelo, della Chiesa (almeno ogni volta che ci vediamo), le ho anche prestato un libro sulla vita dei santi che ha letto con gusto.
La cosa che mi addolora di più non è che lei non vada a Messa la domenica, ma che ci vada solo a Natale e a Pasqua.
Che Figlia di Dio è una che lo va a trovare solo due volte l’anno?
Davvero, preferirei che mi dicesse chiaro e tondo " a me della religione non interessa niente…"; invece è questa tolleranza che mi dà fastidio, questo pensare che basti così poco per considerarsi cristiani.
Oltretutto lei è anche convinta di sposarsi in Chiesa, perchè crede nel sacramento (????).
Ecco cosa intendo fare, lei poi mi dica se sbaglio: ho intenzione di metterla davanti ad una scelta, se ci tiene ad impegnarsi sul serio, deve andare  a Messa la Domenica, in caso contrario non ci deve andare neanche a Pasqua e Natale….o tutto o niente, non esistono cristiani non praticanti.
Io non la voglio obbligare per forza a credere in Gesù, ma non voglio neanche che lo prenda in giro.
Gesù non ha esitato a "perdere degli ascoltatori"; ha perfino detto ai dodici "volete andarvene anche voi?"
Nel frattempo sto continuando a pregare perchè il Signore la incontri, perchè le apra il cuore, Lui che "preparava il cuore dei pagani ad accogliere le parole di Paolo". E lui che fa tutto e so che ha anche un progetto su la mia ragazza.
Se ha qualche consiglio da darmi lo accetto volentieri.
La saluto e la ringrazio.
M.


Risposta del sacerdote

Caro M.,
1. capisco molto il disagio che provi nei confronti della tua ragazza a motivo della sua scarsa fede e che tuttavia continua ad essere l’oggetto del tuo amore.
Forse tu stesso ti sarai chiesto diverse volte: che cosa succederebbe nella nostra vita di coppia se tutti e due fossimo infervorati e pieni di fede.
Se fosse così, metteresti fuoco dappertutto.
Invece sei lì che tenti in ogni maniera di accendere un fuoco che non intende divampare.
Pertanto prima di sposarti dovrai ponderare bene le tue decisioni: le farai soprattutto in ordine allo stile di vita della tua casa e soprattutto dell’educazione dei tuoi figli.

2. Venendo alla domanda che mi hai posto: è vero che si tratta di una vita di fede che non è molto seria.
Infatti non santificare le feste e non andare a Messa la domenica significa che la Parola del Signore, che è luce per il nostro cammino e porta Dio dentro la nostra vita, non ci importa più di tanto.
Al contrario, ascoltare in maniera sistematica la Parola del Signore è la stessa cosa che lasciarsi prendere per mano da Lui.
Ugualmente non andare a Messa significa che non ci interessa il sacrificio di Gesù, che invece è l’unico nostro vero prezzo davanti a Dio per tutte le nostre necessità.
La stessa cosa si può dire per la Santa Comunione: il momento più alto e come il vertice della nostra vita.

3. In una parola, questa mancanza di pratica sacramentale è sintomo di un altro fatto ben più grave: la perdita del senso della nostra vita e anche di tutto quello che si fa.
Perché se il senso della nostra vita è la santificazione, allora tutti i conti tornano.

4. La tua ragazza non ha ancora assaporato la gioia dell’unione con Signore, la compiutezza di senso conferita dalla vita di grazia.
In una parola, per dirla con l’autore della lettera agli ebrei, non ha  ancora “gustato il dono celeste”, non è ancora  sono diventata “partecipe dello Spirito Santo”, non ha ancora “gustato la buona parola di Dio e le meraviglie del mondo futuro” (Ebr 6,4-5).
Se avesse gustato tutte queste cose non sentirebbe la legge di Dio come un peso, ma come una grazia, un dono, una benedizione.

5. Che fare in questa situazione?
Tu sei tentato di dirle: o prendi la fede in maniera seria oppure piuttosto non andare mai, neanche a Natale e a Pasqua.
Capisco le esigenze di coerenza, che tu senti in maniera molto forte.
E tuttavia Gesù non vuole che venga spezzata una canna infranta né che si spenga un lucignolo fumigante (Mt 12,20).

6. Devi guardare agli effetti che potrebbe avere una decisione così drastica.
Se tu le dicessi “o sempre o mai”, c’è il rischio molto forte che propenda per il mai.
E non si avvicinerebbe neanche in altre occasioni.
Chissà invece che il Signore non faccia breccia nel suo cuore proprio in quelle occasioni?

7. Pertanto pensando al bene della tua ragazza, io no le porrei davanti queste misure.
Ma per te il discorso rimane aperto.
Devi parlarle, sì, di Gesù, ma devi anche pregare per lei, anzi pregare con lei.
E poi è necessario che tu offra dei sacrifici per la sua conversione. Non bastano le parole.
Gesù, prima di iniziare a predicare, si è ritirato nel deserto per 40 giorni e ha digiunato per quelli che avrebbero ascoltato la sua parola perché avessero la forza di aprirgli il cuore.

8. Inoltre tu devi dirle che vuoi la madre dei tuoi figli piena di fede e di amore di Dio.
Che questa per te è una condizione irrinunciabile per iniziare il matrimonio.
Infatti tu vuoi fare un matrimonio “nel Signore”, che goda della sua presenza e delle sue consolazioni.
Devi dirle anche che non vuoi un matrimonio che sia accompagnato da una sofferenza continua perché le feste non vengono santificate, perché non ci si preoccupa di vivere in grazia, non si va a Messa, non si vive secondo lo spirito della liturgia della Chiesa…
Dille che tu vuoi un matrimonio costantemente benedetto dal Signore.

Mi auguro che la grazia di Dio abbia il sopravvento e faccia breccia nella vita di lei.
Assicuro per te e per lei la mia preghiera e intanto vi benedico.
Padre Angelo