Uno dei problemi che riscontro nel parlare con amici e conoscenti è sulla “ricchezza” della Chiesa e del Vaticano, proprietà, beni preziosi ecc.

////Uno dei problemi che riscontro nel parlare con amici e conoscenti è sulla “ricchezza” della Chiesa e del Vaticano, proprietà, beni preziosi ecc.

Uno dei problemi che riscontro nel parlare con amici e conoscenti è sulla “ricchezza” della Chiesa e del Vaticano, proprietà, beni preziosi ecc.

Quesito

Caro Padre Angelo, 
sono A., innanzitutto ringrazio Dio Spirito Santo perchè la ricolmi dei suoi doni, già leggendo le varie risposte che elargisce a chi gliene chiede, noto con piacere che il Consolatore la visita spesso. Sono alcuni giorni che ho scoperto questa sua rubrica e le confesso che mi ha rapito e sono avido nella ricerca di domande che le pongono e delle risposte che da per colmare le mie lacune enormi nella mia fede, lacune dovute da questa società che ormai è attenta solo alle parole del principe di questo mondo, e boicotta il nostro Signore Gesù che già tanto lo abbiamo fatto soffrire. E noto con piacere immenso che è di una gentilezza squisita sia nel correggere che nel consolare chi ne ha bisogno senza mai risultare sgradevole o superbo, e la cosa che più mi aggrada è che le sue risposte non sono vaghe o diciamo "romantiche", ma per ogni parola che gli altri utilizzano nel fargli delle domande, lei risponde con fermezza riportando fedelmente i passi del nuovo e vecchio testamento e di quello che ci dice la nostra Madre Chiesa.
Uno dei problemi che riscontro nel parlare con amici e conoscenti è sulla "ricchezza" della Chiesa e del Vaticano, proprietà, beni preziosi ecc. Io tento di rispondere che tutto ciò che appartiene alla Chiesa viene donato dai fedeli, e la Madre Chiesa utilizza questi beni per ordini religiosi, associazioni di volontariato, per le missioni all’estero ecc. ma il più delle volte non sono convincente, ho provato a documentarmi per non essere ignorare e difendere la Chiesa. So che nella maggior parte delle volte non si devono dare le perle ai porci, nel senso che alcuni confronti non dovrebbero nemmeno iniziare perchè non vi è un atteggiamento aperto dal ricevente della comunicazione, ma in altri casi immagino che anche noi cattolici siamo tenuti all’evangelizzazione perchè magari io, anche nella mia miseria, posso essere matita del Signore e Gesù può ispirarmi in quel momento per convertire i suoi figli. Quindi quello che vorrei da lei padre, è un aiuto per difendere la purezza ed onestà della Madre Chiesa, so che l’essere umano non è perfetto ed anche chi si trova nella Chiesa è tentato maggiormente dal diavolo rispetto ad altre persone perchè ministri della Verità, quindi può essere facilmente corruttibile specialmente quando i parrocchiani non pregano per il proprio parroco, ed è altrettanto vero che io rispondo sempre a chi mi parla della corruzione sia a livello di benessere ricchezza, o di scandali legati al sesso od altro, rispondo sempre che non dovrebbero nemmeno andare più dal Medico visto che ci sono stati tanti episodi di malasanità oppure di non portare i propri figli a scuola perchè ci sono stati episodi di pedofilia o di maltrattamento, mi perdoni se sono prolisso nel spiegare le mie tematiche e spero che mi aiuti a colmare questa mia ignoranza.
La ringrazio anticipatamente per le risposte che mi darà, la ricorderò nelle mie preghiere e spero che lei ricorderà me e la mia famiglia nella preghiera più sublime e potente qual è la Messa. A.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. circa i beni e le proprietà della Chiesa va notato che anche Gesù Cristo con il collegio apostolico teneva una cassa.
Ce lo riferisce l’evangelista San Giovanni a proposito della mormorazione di Giuda per lo spreco di profumo (a parer suo) fatto nei confronti di Gesù: “Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro” (Gv 12,6).

2. A proposito di questa cassa San Tommaso osserva che “Cristo, essendo povero, viveva di elemosine, seconde le parole del salmista Io sono povero e medico (Sal 39,18).
E osserva anche che “non deroga alla perfezione conservare le elemosine in cassa o in borsa, così che la frase del Vangelo Non vi preoccupate del domani (Mt 6,36) non va intesa nel senso che non si debba conservare nulla per il domani, dal momento che così faceva il Signore, che era l’esemplare sommo della perfezione” (Commento a Giovanni 12, 6).

3. Così ha fatto anche la Chiesa primitiva. Tutti mettevano nella cassa comune i propri beni e di lì si prendeva per dare a ognun secondo le proprie necessità. Si legge infatti negli Atti degli Apostoli: “La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune. (…) Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno” (At 4,32.34-35).

4. Non ci si deve meravigliare che anche la Chiesa disponga di beni per le proprie necessità e per il bene dei poveri.
Come potrebbe una città come quella del Vaticano provvedere a tutto e a tutti coloro che vi lavorano se non vi fosse una cassa da cui prendere?
Mi pare che sia giusto che nella Chiesa qualcuno sia incaricato di provvedere a queste necessità nello stesso modo in cui Gesù incaricò Giuda di provvedere alle necessità degli apostoli e dei poveri.

5. Va detto per la precisione che i beni della Chiesa non servono per provvedere agli ordini religiosi.
Chi fonda un ordine o una congregazione o delle opere all’interno della Chiesa non può dire: io fondo e la Chiesa paghi o mantenga. Non sarebbe possibile e non sarebbe neanche giusto.
Nella Chiesa ogni ordine o congregazione religiosa provvede a se stesso.
La Chiesa invece deve provvedere alle necessità di coloro che si dedicano a suo nome nell’opera dell’evangelizzazione (missioni) o nel sostenere opere a favore dei bisognosi in tutte le parti del mondo.
Deve provvedere anche secondo criteri di giustizia a coloro a coloro che lavorano nella Santa Sede e a favore della Santa Sede.
Mi pare che sia giusto deputare alcune persone a custodire e a far fruttificare i beni lasciati nel corso dei secoli alla Chiesa per non dovere di volta in volta gravare sui fedeli. Fa parte anche questo di un’amministrazione saggia.

6. Se poi per beni della Chiesa s’intendono le opere d’arte, allora queste sono, sì, proprietà della Chiesa, ma nello stesso tempo sono un patrimonio universale di cultura.
E stanno a dimostrare coi fatti che la Chiesa nel corso dei secoli ha sempre promosso ciò che è bello e attraverso il bello ha comunicato il Vangelo.

7. Per cui, infine, coloro che mormorano contro i beni della Chiesa perché mormorano? La vogliono spogliata?
Io vedo che coloro che amano Gesù Cristo e lo frequentano  partecipando ai suoi sacramenti non mormorano contro i beni della Chiesa. Non ci pensano neanche.
È veramente strano che ne abbiano il pallino fisso coloro che non amano la Chiesa e non partecipino ai Sacramenti che Gesù Cristo ci ha lasciato.
Non vorrei che alcuni mormorino per lo stesso motivo per cui mormorò Giuda.
Inoltre mi piacerebbe sapere se quelli che mormorano contro i beni della Chiesa si diano da fare per le necessità di tutto il mondo come si dà da fare e come ci pensa la Chiesa.

8. Nel corso della storia la Chiesa è stata depredata dei suoi beni. In alcuni regimi lo è tuttora.
Nei regimi che dominarono nell’Est Europa fino a qualche decennio fa i beni della Chiesa furono confiscati da un partito che si facevano paladino dei lavoratori e che poi proprio dai lavoratori fu delegittimato perché dispotico e disumano verso i lavoratori stessi.
Ugualmente fu depredata in altre occasioni dalla fine del XVIII secolo e per tutto il secolo XIX.
Anche in queste circostanze si mormorava contro i beni della Chiesa. Si mormorava non per darli ai poveri, ma per impossessarsene.
Chi ama i poveri non si limita a mormorare contro i beni della Chiesa, ma paga di persona e dà ai poveri.

9. Pertanto a coloro che mormorano contro i beni della Chiesa dì loro che facciano quello che fa la Chiesa. Che non credano di avere una buona coscienza solo perché mormorano.
Ci sono tra i non credenti persone oneste che fanno del bene. Osserva bene: queste persone non mormorano contro i beni della Chiesa, ma fanno il bene. Non criticano quelli che non lo fanno e neanche criticano quelli che lo fanno.
Sicché questa mormorazione sotto tutti gli aspetti depone a sfavore di chi la fa.

10. Mi piace infine riportare il commento di sant’Agostino alla mormorazione di Giuda: “Ma ascoltate: Giuda non diventò perversi allorché, corrotto dai Giudei, tradì il Signore. Molti che conoscono il Vangelo superficialmente, credono che Giuda si perverti solo quando ricevette dai Giudei il denaro per tradire il Signore. Non fu allora che si pervertì; già da prima era ladro, e pervertito seguiva il Signore, perché lo seguiva con il corpo, non con il cuore. Egli completava il numero dei dodici Apostoli, ma non possedeva la beatitudine apostolica; soltanto come figura occupava il posto del dodicesimo: quando egli cadde, un altro subentrò al suo posto; questo vero apostolo rimpiazzò l’intruso, conservando così il numero apostolico (cf. At 1,26). Cosa ha voluto insegnare alla sua Chiesa nostro Signore Gesù Cristo conservando un traditore tra i dodici? Cosa ha voluto insegnarci, fratelli miei, se non a tollerare anche i malvagi pur di non dividere il corpo di Cristo? Ecco, tra i santi c’è Giuda, e Giuda è un ladro, eper giunta – non disprezzarlo! – un ladro sacrilego, non un ladro qualsiasi: egli ruba, e ruba la borsa del Signore; ruba denaro, e denaro sacro. Se in tribunale si fa distinzione tra i vari crimini, tra un furto comune e il peculato (cioè il furto del denaro pubblico) e questo furto non si giudica allo stesso modo dell’altro, quanto più severamente si vi dovrà allora giudicare il ladro sacrilego, cioè colui che ha osato rubare alla Chiesa? Chi ruba alla Chiesa è paragonabile all’iniquo Giuda. Tale era Giuda, e tuttavia andava e veniva con gli undici santi discepoli. Assieme a loro partecipò alla medesima cena del Signore; visse con loro senza tuttavia riuscire a contaminarli. (…).
Tenete conto dell’esempio che il Signore ci ha dato mentre era in terra. Perché volle avere la borsa lui che aveva gli angeli al suo servizio, se non perché l’avrebbe dovuta avere anche la sua Chiesa? Perché accolse un ladro tra suoi, se non per insegnare alla sua Chiesa a sopportare pazientemente i ladri? E colui che era solito sottrarre il denaro dalla borsa, non esitò a vendere per denaro il Signore stesso. Vediamo come reagisce il Signore. State attenti, fratelli. Non gli dice: Tu parli così perché sei un ladro. Sapeva che era un ladro, ma non lo rivelò; tollerò anzi la sua presenza insegnandoci così, con l’esempio, a tollerare i malvagi in seno alla Chiesa. Gli disse dunque Gesù: Lasciala! Essa ha riservato questo unguento al giorno della mia sepoltura (Gv 12,7). Così annunciò la sua morte”. (Commento al Vangelo di Giovanni 12,6).

Ti ringrazio delle preghiere che mi hai promesso e io assicuro il mio ricordo per te e per la tua famiglia nel momento più alto e più fruttuoso che ci sia ogni giorno nel mondo, quello dell’offerta del sacrificio di Cristo che si fa nella celebrazione della Santa Messa.
Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

Di |2018-09-11T17:56:56+00:0027 agosto 2016|Un sacerdote risponde - Varie - Generale|