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Quesito

Caro padre Angelo,
avrei piacere di ricevere qualche chiarimento in materia di ecumenismo, su alcuni punti che non mi sono ben chiari, per quanto riguarda i rapporti con la chiesa ortodossa russa, dei quali ai nostri giorni molto spesso si parla.
Le vorrei porre quindi alcune domande precise.
La prima domanda è questa: la chiesa cattolica riconosce o meno nella chiesa ortodossa russa una valida successione apostolica? In altre parole, i vescovi e i pope di tale chiesa sono dei veri sacerdoti? In caso affermativo (che ritengo con quasi certezza il più probabile) la differenza tra gli ortodossi russi e i cosiddetti uniati (a parte qualche aspetto disciplinare forse non insuperabile) sarebbe sostanzialmente solo questa e cioè la comunione con la Sede romana, rifiutata allo stato dai primi ed accettata dai secondi.
Ma se le cose stessero così, ne conseguirebbe o meno la conseguenza che, nella auspicabile ipotesi che in un futuro più o meno lontano si dovesse ristabilire la comunione con la chiesa ortodossa russa, la stessa sussistenza di una chiesa cattolica "uniate" non avrebbe più alcuna ragione di sussistere? E se le cose stessero così, non sarebbe il caso da parte di noi cattolici di insistere e di sottolineare tale circostanza, onde dissipare le diffidenze nei nostri confronti degli ortodossi russi, così diffidenti e suscettibili in materia di giurisdizione? Penso alle proteste degli ortodossi quando fu stabilita o ristabilita in Russia una gerarchia cattolica.
La ringrazio per la sua pazienza nel leggere queste mie considerazioni e la saluto rispettosamente.
Vito P.


Risposta del sacerdote

Caro Vito,
1. La Chiesa cattolica riconosce la successione apostolica in tutte le chiese ortodosse, compresa la Chiesa ortodossa russa.
Ne è segno il fatto che la Chiesa cattolica concede ai propri fedeli che non hanno a disposizioni dei sacerdoti cattolici, di partecipare ai sacramenti (eucaristia, confessione) celebrati da pope ortodossi.

2. Nell’ipotesi dell’unione tra cattolici e ortodossi certamente verrebbe meno il motivo principale della divisione tra Chiesa uniate e chiesa ortodossa.
Ma questo non significa che la Chiesa uniate debba scomparire per essere assorbita da quella ortodossa.
Infatti la Chiesa ortodossa conserverebbe una propria autonomia, che probabilmente sarà più forte di quella della Chiesa uniate.
Inoltre, anche supposto il caso che l’autonomia sia identica, va ricordato che ogni Chiesa particolare, pur essendo una porzione della Chiesa universale, vive sempre una sua specifica comunione con i fedeli del passato, con quelli del presente e con quelli del futuro.
Ora le chiese uniate hanno i loro santi, i loro martiri, hanno una loro storia, una loro identità. Non sarebbe né giusto né corretto sotto il profilo ecclesiale se dovessero essere semplicemente assorbite, cioè annientate.

3. Gesù ha detto che nella casa del Padre ci sono molte dimore. Questo vale per la Chiesa celeste e vale anche per la Chiesa pellegrina sulla terra.
Tu rilevi i problemi che gli ortodossi sollevano rispetto alla giurisdizione territoriale.
Ma sono problemi che le Chiese ortodosse devono pur affrontare di fronte alla diaspora dei loro fedeli: possono ancora parlare di giurisdizione territoriale per i loro fedeli che si trovano in Africa o in America? Ormai in quelle regioni vi sono fedeli di tutte le Chiese ortodosse. Nessuna può reclamare per sé una giurisdizione su tutto il territorio.
Quando gli ortodossi avranno risolto questo loro problema – perché attualmente per loro è un problema molto scottante – si spianerà la strada anche per risolvere il rapporto con la Chiesa uniate.

Ti ringrazio del quesito e ti incoraggio a conservare questa sollecitudine ecumenica.
Ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo

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