Quesito
Gentilissimo Don Angelo,
Sono nato in una famiglia cattolica per cui ho ricevuto il sacramento del battesimo e della comunione.
Ma nell’età adolescenziale ho condotto una vita nel peccato. Per poi incontrare i testimoni di Geova e sono stato lì alcuni anni. Ma ho visto delle incoerenze dottrinali e soprattutto vedevo che era molto sentita la gerarchia nelle congregazioni, soprattutto vedendo che i dirigenti americani dei testimoni di Geova predicano la vita semplice mentre loro vivono nella ricchezza. Quindi decisi di lasciare quell’organizzazione.
Dopo aver vissuto altri anni nel peccato, lontano da Dio, ho percepito simbolicamente parlando una chiamata divina, ho cominciato quindi ad avvicinarmi alla Sacra Bibbia, a leggerla e sforzandomi di metterla in pratica. Nello stesso tempo avevo avversione per tutte le religioni perché pensavo fossero concepite solo per il controllo degli altri e per il gran business economico che produce.
Tuttavia quando leggevo la Bibbia mi rendevo conto che non poteva essere che ogni Cristiano da solo e da autodidatta dovesse percorrere la Via. Mi chiedevo come è possibile che non vi sia una vera Chiesa di Cristo? Allora inizialmente mi volsi verso i protestanti, ma rimasi ancora più confuso apprendendo che ci sono almeno 50.000 denominazioni, per cui volendo capire qual era quella giusta sembrava che la nebbia fosse ancora più fitta in questo percorso di ricerca. E un’altra cosa che mi aveva scoraggiato era il fatto che i protestanti erano nati solamente nel 1500. Quindi un’altra cosa che mi chiedevo come è possibile che la vera Chiesa di Cristo sia giaciuta nell’oblio e solo nel 1500 si sia risvegliata?
Inizialmente la religione cattolica l’avevo esclusa perché essendo stato nei testimoni di Geova e avendo per un po’ di tempo orbitato intorno alle dottrine dei protestanti avevo sviluppato quindi un’avversione profonda verso la chiesa, perché li consideravo idolatri i cattolici.
Tuttavia ho voluto darmi un’opportunità e conoscere un po’ di più la chiesa. E leggendo frammentariamente alcuni testi patristici, ho constatato che la chiesa era già esistente nel primo secolo, e quindi sono arrivato alla conclusione che la Chiesa cattolica era l’unica chiesa ad avere così tanti anni di vita, ben 2000 anni.
Allora ho iniziato anche a leggere il catechismo e mi sono trovato su molte dottrine, anche se su qualcuna devo ancora comprendere bene (come ad esempio la trinità), ma nel complesso dentro di me sento che la Chiesa cattolica sia la chiesa apostolica, e in effetti non avrei nessun dubbio, se non fosse che mi turba ancora la famosa questione delle statue nella chiesa, anche se ho cercato di fare ricerche a riguardo e la chiesa non insegna l’adorazione delle statue ma le “venera” ma è uno scoglio che non riesco purtroppo a sormontare, perché non vorrei peccare contro Dio. Voglio dire, se non ci fosse questo aspetto, io non avrei indugi a ritornare alla chiesa cattolica, e credo che sarei anche un servitore zelante di Dio e della chiesa, ma questa faccenda delle statue mi blocca. Mi può aiutare a comprendere meglio? Cos’è davvero l’idolatria che Dio vieta? Chiedo scusa se mi sono dilungato un po’ in questa lettera …spero di ricevere risposta.
Il Signore la benedica.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. sono contento per il percorso che il Signore ti ha ispirato: leggere gli scritti dei santi padri.
Proprio per questo hai potuto dire: la Chiesa Cattolica è la Chiesa Apostolica.
Se non si identificasse con la Chiesa degli apostoli, non sarebbe la Chiesa voluta da Cristo.
2. La Chiesa viene detta Apostolica perché è fondata sulla medesima fede che hanno avuto gli apostoli. Questa fede è rimasta inalterata nel corso dei secoli in virtù del carisma dato a Pietro di confermare i fedeli nell’autenticità della fede (cfr. Lc 22,31-32: “Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli”).
A nessun altro Gesù Cristo ha dato questo compito. A nessun altro Gesù Cristo ha detto: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli” (Mt 16,18-19).
3. Pertanto la Chiesa si dice Apostolica innanzitutto perché costudisce e trasmette con l’aiuto dello Spirito che abita in essa l’insegnamento degli apostoli, quell’insegnamento che i primi cristiani erano assidui a ricevere: “Erano assidui nell’insegnamento degli apostoli” (At 2,42).
È Apostolica perché costudisce inalterato “il buon deposito” che Cristo le ha comunicato (2 Tm 1,14) e perché trasmette “i sani insegnamenti” degli apostoli” (2 Tm 1,13)
4. Inoltre la Chiesa si dice Apostolica perché i suoi pastori hanno ricevuto i poteri divini che gli apostoli hanno loro trasmesso senza interruzione. È la cosiddetta successione apostolica che è stata conservata anche nelle Chiese ortodosse, sebbene separate da Roma, ma che non sussiste nelle Chiese cosiddette riformate e cioè presso i protestanti.
5. In questa successione non c’è l’interruzione.
La documentazione di questa successione apostolica è antichissima.
Era ancora vivente l’apostolo Giovanni quando Clemente romano, Papa verso la fine del I secolo e che aveva conosciuto personalmente San Pietro, scrive: “Gli apostoli predicarono il Vangelo da parte del Signore Gesù Cristo che fu mandato da Dio.
Cristo fu inviato da Dio e gli apostoli da Cristo. Ambedue le cose ordinatamente secondo la volontà di Dio.
Ricevuto il mandato e pieni di certezza nella risurrezione del Signore nostro Gesù Cristo e fiduciosi nella parola di Dio con l’assicurazione dello Spirito Santo, andarono ad annunziare che il regno di Dio stava per venire.
Predicavano per le campagne e le città e costituivano le primizie del loro lavoro apostolico, provandole nello spirito, nei vescovi e nei diaconi dei futuri fedeli.
E questo non era nuovo; da molto tempo si era scritto intorno ai vescovi e ai diaconi. Così, infatti, dice la Scrittura: “Stabilirono i loro vescovi nella giustizia e i loro diaconi nella fede”” (Lettera ai Corinzi, n. 42).
E: “I nostri apostoli conoscevano da parte del Signore Gesù Cristo che ci sarebbe stata contesa sulla carica episcopale.
Per questo motivo, prevedendo esattamente l’avvenire, istituirono quelli che abbiamo detto prima e poi diedero ordine che alla loro morte succedessero nel ministero altri uomini provati” (Ib., n. 44).
6. La ricerca che tu hai fatto conferma proprio questo. La fede della Chiesa Cattolica è conforme alla vera fede che Cristo ha suscitato negli apostoli e si è trasmessa inalterata.
Con l’aiuto dello Spirito Santo si è approfondita, ma è rimasta sempre la stessa nel medesimo modo in cui un albero che cresce è sempre lo stesso che a suo tempo era in germoglio.
7. Circa le immagini e le statue: dalla Sacra Scrittura emerge chiaro che dopo una prima proibizione delle immagini a motivo della profonda inclinazione all’idolatria del popolo di Israele (in breve tempo si costruì un vitello d’oro e lo adorò), Dio stesso comandò di fare immagini.
Non ricordi quando Dio comandò a Mosè di farsi un serpente di rame e di appenderlo ad un’asta? A questo serpente Gesù si riferirà quando disse: “E come Mosè innalzò ilserpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo” (Gv 3,14).
8. Ugualmente Dio stesso ha voluto rappresentarsi con l’immagine di un vegliardo, come si legge nel profeta Daniele: “Io continuavo a guardare, quand’ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente” (Dan 7,9).
9. A proposito di statue Dio stesso comandò di farne quando disse a Mosè: “Farai due cherubini d’oro: li farai lavorati a martello sulle due estremità del propiziatorio. Fa’ un cherubino a una estremità e un cherubino all’altra estremità. Farete i cherubini alle due estremità del propiziatorio. I cherubini avranno le due ali spiegate verso l’alto, proteggendo con le ali il propiziatorio; saranno rivolti l’uno verso l’altro e le facce dei cherubini saranno rivolte verso il propiziatorio” (Es 25,18-20).
10. Anche Salomone fece mettere nella cella del tempio due cherubini di legno di ulivo (cfr. 1 Re 6,23-28).
Nella sua reggia vi erano anche altre immagini, come le statue di dodici buoi in metallo fuso (cfr. 1 Re 7,23-26).
Penso che questo basti per convincerti della solidità della dottrina della Chiesa anche a questo proposito.
Con l’augurio che la tua testimonianza a Cristo e alla sua Chiesa attiri molti altri alla salvezza, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
