Quesito
Buongiorno padre.
Vorrei chiederle se è possibile capire in qualche modo se si è predestinati alla salvezza.
Dio sa se ci salviamo e il catechismo dice che Dio non predestina nessuno all’inferno.
Mi chiedo però se c’è un modo per capire se siamo predestinati alla salvezza.
Grazie
Antonio
Risposta del sacerdote
Caro Antonio,
1. a vantaggio dei nostri visitatori è opportuno ricordare che cosa si intende per predestinazione.
Ecco: per predestinazione si intende il piano che Dio ha stabilito per portare alla salvezza, vale a dire alla comunione soprannaturale con sé.
Poiché questo obiettivo è di ordine soprannaturale, in nessuna maniera l’uomo può giungere con le proprie forze.
Per questo la predestinazione è opera esclusiva di Dio.
2. San Tommaso d’Aquino dice che “quando si tratta di un fine che un essere non può raggiungere con le forze naturali, è necessario che un altro ve lo porti, come la freccia è lanciata verso il bersaglio dell’arciere. Per tale motivo la creatura ragionevole, capace della vita eterna, strettamente parlando è condotta e come trasferita in essa da Dio.
E il disegno di questo trasferimento preesiste in Dio, come in lui preesiste il piano che dispone tutti gli esseri verso il loro fine. (…). Perciò il disegno della predetta trasmissione o trasferimento della creatura ragionevole al fine della vita eterna si chiama predestinazione” (Somma teologica, I, 23, 1).
3. Da questo appare chiaramente che si parla di predestinazione solo in riferimento alla salvezza, perché l’uomo in nessuna maniera può realizzarla da se stesso.
Non c’è invece una predestinazione alla dannazione. Questa dipende solo dal rifiuto della grazia offerta da Dio.
Alla dannazione, pertanto, l’uomo va da solo. Non ha bisogno di essere spinto da Dio!
4. Va detto ancora che non c’è nessuna difficoltà a conciliare la predestinazione divina con la libertà umana perché è proprio della provvidenza divina governare tutte le creature secondo la loro natura.
Scrive San Tommaso: “Dio muove tutte le cose secondo la loro struttura: (…). E poiché la volontà è un principio attivo non determinato a una sola decisione, ma indifferente verso più alternative, Dio la muove in maniera da non determinarla a un’unica direzione, ma conservando libero e non predeterminato il suo moto, eccetto in quelle cose verso cui essa ha una spinta naturale” (Somma teologica, I-II, 10, 4).
5. Detto questo, giungiamo finalmente la tua domanda che può essere tradotta così: come si può sapere se si sta camminando nella via della predestinazione e cioè nella via che conduce alla salvezza?
Il concilio di Trento dichiara che “nessuno sa con certezza di fede, incompatibile con ogni errore, se sia in stato di grazia” (DS 1534).
Tuttavia, come ricorda San Paolo, “lo Spirito attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio” (Rm8,16).
Per cui la consapevolezza di essere in stato di grazia si percepisce “mediante l’effetto dell’amore di figli che egli produce in noi” (San Tommaso, Commento alla lettera ai Romani, VIII, 8).
Secondo San Tommaso lo si può congetturare da tre segni.
Il primo risulta dalla testimonianza della propria coscienza, per cui si è consapevoli di amare il Signore e di essere pronti a qualsiasi cosa pur di non offenderlo.
Il secondo è costituito dall’ascolto della parola di Dio e soprattutto dal metterla in pratica.
Il terzo è dato dall’interno assaporamento della divina sapienza, che avviene come una certa prelibazione della beatitudine futura. Questa non può esserci senza la presenza della carità e dello Spirito Santo (cfr. Opusc. LX, De Humanitate Christi, 24).
6. San Luigi Grignion de Monfort, partendo dal principio che Maria è madre nell’ordine della grazia, vede come segno certo della predestinazione la vera e perfetta devozione a Maria.
Nel Trattato della vera devozione a Maria scrive: “come il non avere stima e amore per la Vergine Santa è un segno infallibile di riprovazione, così, all’opposto, è segno infallibile di predestinazione esserle interamente devoto” (n.40).
Prima del Montfort, San Giovanni Damasceno aveva detto: “Esserti devoto, o Vergine santa, è un’arma di salvezza che Dio dà a coloro che vuol salvare”.
7. Piace riferire due fatti riportati dal Montfort a riprova di quanto detto.
“Il primo è raccontato nelle cronache di san Francesco. Durante un’estasi, il Santo vide una grande scala che immetteva in cielo e in cima alla quale stava la Vergine Maria. Gli fu indicato che per giungere al cielo era necessario salire per quella scala.
2) L’altro è riferito nelle cronache domenicane. San Domenico stava predicando il Rosario nelle vicinanze di Carcassonne. Quindicimila demoni che infestavano l’anima di un infelice eretico furono costretti, per espresso comando della Vergine santa, ad ammettere a propria confusione parecchie grandi e consolanti verità riguardo alla devozione verso di lei. E ciò con tanta forza e chiarezza che, per poco che si sia devoti di Maria, non si può leggere senza versare lacrime di gioia tale episodio autentico e il panegirico che il demonio dovette fare controvoglia della devozione alla Vergine santissima” (Ib., 42).
Con l’augurio di ogni bene per te per la vita presente e soprattutto per quella futura, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
