Quesito
Salve Padre,
sono Antonino, un ragazzo che già le ha scritto più volte su questo sito.
Oggi essendo stato in presenza di un conoscente, cristiano e cattolico, che è sposato con una donna di fede musulmana mi sono sorti alcuni quesiti: sotto un matrimonio non sacramentale ma un vero matrimonio lecito (come uno dove i coniugi hanno due fedi diverse) l’unione a scopo procreativo e unitivo sono tutelate come nel sacramento?
E se sì questo non implica che il matrimonio anche quello civile non si possa sciogliere anche se non è sacramentale?
Inoltre mi iniziano a sorgere molti dubbi sul funzionamento vero e proprio dei cosiddetti matrimoni non sacramentali e in come si contraddistinguano e siamo diversi da quelli sanciti dal sigillo Sacramentale.
La ringrazio in anticipo per l’attenzione e per il servizio che lei offre alla Chiesa.
Le assicuro le mie preghiere per Lei e per tutto quello che fa.
Cordiali saluti.
Risposta del sacerdote
Caro Antonino,
1. non mi hai detto se quel matrimonio sia stato celebrato anche in Chiesa.
La Chiesa, infatti, dispensa dall’impedimento di disparità di culto.
Se è stato celebrato in Chiesa, il suo matrimonio è valido, sebbene sotto il profilo teologico si dubiti della sua sacramentalità.
2. Se non è stato celebrato in Chiesa, si tratta di un matrimonio nullo sotto il profilo ecclesiastico perché i battezzati, proprio in forza del loro innesto in Cristo, sono tenuti a sposarsi in Cristo.
3. Le cose sarebbero diverse se si fosse trattato di due non battezzati. Il loro matrimonio civile sarebbe valido perché il matrimonio è stato istituito da Dio all’alba della creazione, prima ancora che Gesù Cristo lo elevasse a dignità sacramento.
4. Va detto poi che l’intimità coniugale è ordinata al reciproco perfezionamento e alla generazione della prole per sua stessa natura e non per motivi di fede.
Pertanto il vero amore tra i coniugi va espresso così: mentre si donano in totalità, si donano anche nella loro capacità di diventare padre e madre. Diversamente non si donano in totalità.
Come si vede, qui non c’entra la fede. Si tratta dell’interiore significato di questo atto.
5. Chiedi inoltre in che cosa i matrimoni non sacramentali differiscono da quelli sacramentali.
Ebbene, i matrimoni celebrati da persone non battezzate non differiscono nella loro natura dal matrimonio sacramentale.
Il matrimonio sacramentale aggiunge una finalità nuova di ordine soprannaturale: gli sposi nel loro comportamento vogliono essere l’uno per l’altro segno e manifestazione concreta dell’amore con cui Dio ci ama e dell’amore con cui Cristo ama la Chiesa.
Infatti il matrimonio cristiano è una strada di santificazione volta a ricordare che lo sposo o la sposa sono segno e richiamo di un altro Sposo, col quale la nostra anima ha contratto le sue nozze spirituali nel giorno del battesimo.
È Lui il primo e insostituibile Sposo.
Il sacramento (parola che significa: segno sacro) intende rendere visibile e concreto questo nuovo e soprannaturale modo di amarsi.
6. A questo scopo Gesù Cristo effonde sugli sposi cristiani una grazia straordinariamente abbondante, come è stata straordinariamente abbondante la conversione dell’acqua in vino il giorno delle nozze di Cana.
Questa grazia viene data perché gli sposi fedelmente, santamente e con perseveranza sino alla fine possano essere attendere ai loro doveri di sposi e di genitori cristiani.
7. Questa grazia, secondo le parole di Pio XI nell’enciclica Casti connubii, accorda addirittura il diritto di essere soccorsi da Dio nelle loro necessità. Infatti, dal giorno delle loro nozze, Gesù Cristo si stabilisce in mezzo agli sposi, sta con loro.
Non vi sta in maniera inerte, ma attenta e operosa, e volgendo tutto verso la santificazione vicendevole.
In conclusione, sotto il profilo naturale il matrimonio non sacramento e il matrimonio sacramento sono identici.
Ciò che li distingue è l’ordine soprannaturale, vale dire il riferimento a Cristo, alla santificazione e alla grazia con cui il Signore li accompagna.
Augurandoti un lieto e sereno prosieguo del Santo Natale, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
