Quesito

Caro Padre Angelo
sono un ragazzo che si è avvicinato da poco alla fede e in questo momento della mia vita oltre a cercare di vivere al meglio il vangelo sto curando in modo particolare la formazione circa la dottrina cattolica e devo dire che ogni giorno imparo cose nuove.
Qualche settimana fa sono venuto a conoscenza dell’esistenza dei 10 dogmi della chiesa; so benissimo che un dogma gode dell’infallibilità per cui nessun fedele potrebbe negare la sua veridicità altrimenti sarebbe eretico.
Ora le chiedo: che differenza c’è tra un dogma di fede e un insegnamento comune della chiesa?
Quali sono gli insegnamenti comuni della chiesa?
I 10 comandamenti non essendo dogmi sono insegnamenti comuni della chiesa?
L’enciclica papale gode dell’infallibilità’ oppure no?
Le sarei molto grato se mi chiarisse questi aspetti.
Grazie AVE MARIA!


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. sono contento anzitutto per te che ti sei riavvicinato alla fede, e cioè alla luce.
Il nostro San Tommaso d’Aquino dice che aver fede significa vedere con gli occhi di un altro.
 E quando si tratta della fede in Dio, della fede in Gesù Cristo, avere fede significa vedere con gli occhi di Dio, con gli occhi di Gesù Cristo.
Non c’è punto prospettico migliore, perché Dio è la Verità stessa, perché Gesù Cristo è la Verità fatta carne e resa leggibile da parte di tutti.
Qui non c’è nessun pericolo di sbagliarsi o di andare fuori strada.
Riavvicinandoti alla fede, sei stato chiamato di nuovo da Gesù Cristo. Sei stato ritrovato, dopo esserti disperso.
Devi essergli riconoscente per l’eternità!

2. Vengo adesso alle domande.
Mi parli di 10 dogmi.
È una sorpresa per me. Non ho mai sentito parlare dei “dieci dogmi”.
Probabilmente avrai letto qualche articolo in cui magari si esprimevano dieci dogmi fondamentali per la vita cristiana.
Ma i dogmi sono ben più di dieci. Sono quasi incalcolabili, se si pensa a tante definizioni dogmatiche sancite da vari concili ecumenici.

3. Mi domandi la differenza tra dogmi e insegnamento comune della Chiesa.
Devo dire che anche l’insegnamento comune della Chiesa talvolta, per la materia di cui parla, per il tenore e l’autorevolezza delle affermazioni, per la ripetitività della dottrina può avere ha carattere di infallibilità.
Lo ricorda il Concilio Vaticano II quando al numero 25 della Lumen gentium afferma: ““Quantunque i singoli vescovi non godano della prerogativa dell’infallibilità, quanto tuttavia, anche dispersi per il mondo, ma conservanti il vincolo della comunione tra loro e con il Successore di Pietro, nel loro insegnamento autentico circa materie di fede e di morale convengono su una sentenza da ritenersi come definitiva enunciano infallibilmente la dottrina di Cristo” (LG 25).
E ancora: “Questa infallibilità, della quale il Divino Redentore volle provveduta la sua Chiesa nel definire la dottrina della fede e della morale, si estende tanto quanto il deposito della Divina Rivelazione, che deve essere gelosamente custodito e fedelmente esposto” (LG 25).

4. Allora la differenza tra i dogmi e l’insegnamento comune è questa: chi nega il dogma è scomunicato e da se stesso si mette fuori dalla comunione ecclesiale.
Chi nega un insegnamento comune, per quanto sbagli e anche pecchi, tuttavia non viene messo fuori dalla Chiesa.
La Chiesa fa così per un atteggiamento prudenziale, perché tutti abbiano la possibilità di approfondire meglio la conoscenza della dottrina, soprattutto in questioni più spinose e nelle quali possono essere più facilmente abbagliati, senza essere messi fuori dalla possibilità di ricevere i Sacramenti.

5. Mi chiedi qualche esempio di insegnamento comune della Chiesa.
Qui per insegnamento comune intendo insegnamento certo, infallibile, irreformabile.
Ad esempio: che la Madonna sia corredentrice e mediatrice di tutte le grazie, che sia Regina del cielo e della terra.
Altro esempio: l’assoluta immoralità dell’omicidio volontario, dell’aborto, dell’eutanasia.
Altro esempio: l’intrinseca malizia morale della contraccezione all’interno del matrimonio.
Altro esempio: l’impossibilità da parte della Chiesa di conferire il sacerdozio ministeriale alle donne.

6. I dieci comandamenti non  sono stati fissati come dogmi dalla Chiesa.
Viene sancito come dogma ciò che viene contraddetto e messo sotto discussione. La Chiesa allora interviene e dice: guardate che questa materia non è materia in cui si possa discutere e pensare diversamente perché è bastata direttamente sulla Rivelazione divina.
I dieci comandamenti non sono mai stati messi sotto discussione.
E, prima ancora di appartenere alla Divina Rivelazione, sono stati scritti nel cuore dell’uomo nell’atto stesso della creazione. Si tratta di legge naturale.
Per rispondere ancora ad una tua precisa domanda: non appartengono ai dogmi della Chiesa, ma alla sua dottrina infallibile e irreformabile.

7. Le encicliche godono certamente di grande autorevolezza.
Esprimono certo il Magistero della Chiesa.
Ma non ogni affermazione delle encicliche ha il medesimo valore.
Alcune encicliche vertono su problemi sociali, altre su problemi dottrinali.
Volta per volta vanno esaminate le singole affermazioni, anche alla luce del Magistero precedente.
Allora puoi trovare affermazioni legate alla dottrina infallibile della Chiesa, altre invece esprimono il suo magistero ordinario, da accogliere con religioso ossequio della mente e della volontà.

Ecco ho risposto a tutte le tue domande.
Ti saluto, ti auguro un buon progresso nella fede e nella vita cristiana.
Ti ricordo al Signore e ti benedico
Padre Angelo