Quesito

Caro Padre Angelo,
secondo lei, come occorre presentare la morale sessuale ai giovani dei primi anni delle superiori di oggi (e sottolineo: di oggi!). Non sono passati moltissimi anni da quando io avevo la loro età, ma mi sono accorto che sembro di un’altra epoca!
Tra quelli che non vogliono presentare nulla, per non apparire retrogradi o salvare le anime, come dico io, "per ignoranza", e quanti vogliono dire tutto e subito, presentando una sorta di lista della spesa ("questo sì", "no", "no", "sì" ecc.) ci deve essere una via media!
La ringrazio per l’attenzione e per il bel lavoro del suo sito.
Cordialmente,
Daniele


Risposta del sacerdote

Caro Daniele,
1. esiste il pericolo di fare quello che tu chiami “la lista della spesa: questo sì, questo no.
Anche perché spesso sono proprio i ragazzi e i giovani ad essere contagiati da questa mentalità e domandano: questo è lecito o non è lecito secondo la Chiesa.
Ed è facile rimanere imprigionati da questo tipo di domande.

2. Rispondere semplicemente sì o no rende odioso l’insegnamento della Chiesa. Le dà un carattere dogmatico, autoritario, lontano dalla sensibilità della gente e incomprensibile.

3. La prima cosa da fare nel proporre la morale sessuale consiste in questo: presentare l’obiettivo al quale Dio ci chiama.
Se non si conosce l’obiettivo, diventa incomprensibile anche la strada per raggiungerlo.
Tra le componenti di questa strada vi è anche la morale sessuale.

4. Ebbene, questo obiettivo consiste nel rivelare il senso della vita presente come una chiamata alla santità, e cioè all’unione di pensieri, di sentimenti e di vita  con Dio.
Allora è bene o male ciò che giova alla vita di comunione con Dio.
È male ciò che annebbia o distrugge questa comunione.
Gesù ha detto: “Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: «Arriva la pioggia», e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: «Farà caldo», e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?
E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?” (Lc 12,55-57).

5. Anche i ragazzi di oggi sono in grado di capire da se stessi ciò che unisce al Signore e ciò che non li unisce.
Ad esempio: dopo aver visionato pornografia o commesso atti impuri anche i ragazzi di oggi si sentono inquinati, impuri agli occhi della loro stessa coscienza.
Si sentono in qualche modo lontani e separati da Dio.
Sentono che ordinariamente viene meno anche il desiderio della preghiera.
Anche i ragazzi di oggi non si stupiscono se alcuni loro compagni, che sembrano vivere solo di sesso e per il sesso, non sentono il gusto delle cose di Dio. E si meraviglierebbero fortemente se li vedessero con la Bibbia o con il santo Rosario in mano. Sono cose che non possono stare insieme.
Avvertono dunque anche loro come siano vere la parole della Sacra Scrittura, e cioè che i desideri della carne sono contrari a quelli dello spirito e quelli dello spirito sono contrari a quelli della carne. Capiscono quello che dice San Paolo: “Quelli infatti che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne;
quelli invece che vivono secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito.
Ma i desideri della carne portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace.
Infatti i desideri della carne sono in rivolta contro Dio, perché non si sottomettono alla sua legge e neanche lo potrebbero.
Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio” (Rm 8,5-8).

5. Allora il primo punto è questo: presentare l’obiettivo.
Anzi farglielo gustare in modo tale che ne rimangano affascinati. Tutto il resto viene da sé.
Ma questo non è facile, perché se questo obiettivo non lo si vive in prima persona, se questo obiettivo non viene perseguito con tutte le proprie forze da chi lo presenta, non può affascinare.
Ho letto che quando don Bosco parlava della purezza incantava. E i ragazzi diventavano desiderosi di perseguire questa strada.
Perché incantava? Perché era un santo e sapeva comunicare come per contagio l’incanto di quello che viveva.

6. Una seconda cosa da fare consiste nel presentare la sessualità nei suoi autentici valori, come una chiamata a farsi dono.
Ma: a farsi dono in maniera vera, autentica.
E far capire che questo non è facile, perché la nostra natura, contagiata dal peccato originale, è insidiata dalla concupiscenza della carne (1 Gv 2,16), dall’egoismo.
Allora sarà necessario aiutare i ragazzi a smascherare tutto ciò che si copre con la parola amore, ma amore non è.
E far notare che tutto ciò che non è amore autentico, è egoismo.
E che proprio per questo prima o poi la relazione finisce nel litigio e nella rovina dell’amicizia.

7. Mi piace a questo punto ricordare quanto dice il magistero della Chiesa a proposito della purezza dell’amore: “è energia spirituale che libera l’amore dall’egoismo e dall’aggressività” (pontificio consiglio per la famiglia, Sessualità umana: verità e significato, 19).
Questa energia spirituale non si improvvisa né viene da sé.
Ma si acquisisce con l’autodominio sulle proprie pulsioni. Perché se non diventiamo capaci di signoreggiarle e di guidarle, diventa fatale esserne signoreggiati.

8. Insisterei ancora su una terza cosa: nel presentare la legge di Dio come l’unica amica dell’amore dell’uomo.
Con la sua legge Dio non vuole proibire alle persone di amare perché è Lui che ha messo in noi la vocazione all’amore e nessuno più di Lui ci tiene che ogni uomo, ogni ragazzi ami, e che ogni amore diventi sempre più grande e più bello.
Perciò bisogna portare i ragazzi ad avere un’illimitata fiducia in Dio, il vero amico dell’amore dell’uomo.
E far capire loro che è stato Satana a introdurre il sospetto che Dio gli sia rivale.
Allora diventerà più comprensibile la legge di Dio che vieta le impurità. I suoi divieti sono come un codice stradale che indicano un pericolo, anzi un pericolo mortale non solo per la purezza dell’amore ma anche per la nostra unione con Lui, per il raggiungimento dell’obiettivo che deve presiedere tutta quanta la nostra vita, la santità.

9. Ecco gli orizzonti all’interno dei quali sono comprensibili i sì e i no detti dal Signore e ribaditi dalla Chiesa.
Desidero ricordati anche che per questa presentazione devi pregare e supplicare la Madonna, la Madre del bell’amore (Sir 24,18), perché ottenga ai ragazzi la grazia di poter comprendere il messaggio evangelico e rimanerne affascinati.

Ti auguro di riuscire in questa impresa e per questo ti assicuro la mia preghiera e la mia benedizione.
Padre Angelo