Quesito
Buonasera carissimo padre Angelo,
oggi ho scoperto della condanna della proposizione 55 di Michele Baio, che diceva che “Dio non poteva creare l’uomo nello stato in cui ora nasce”. Tuttavia, mi sembra di ricordare che san Tommaso d’Aquino a mo’ di esempio indicasse come possibile uno stato intermedio dell’uomo fra il paradiso terrestre e lo stato di natura decaduta: uno stato di natura integra ma privo delle grazie preternaturali, se ho capito bene. Qual è il significato preciso della condanna e dell’esempio di san Tommaso d’Aquino?
Grazie infinite e buona festa di Maria Regina.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. Baio (1513-1589) diceva che “Dio non avrebbe potuto creare in principio l’uomo nello stato in cui ora nasce” (DS 1955).
Con questo asseriva che l’uomo fin da principio, nello stato di natura integra godeva dello Spirito Santo che lo istruiva naturalmente nella legge divina e ad essa spontaneamente obbediva.
Col peccato l’uomo si è trovato in uno stato di natura corrotta con la conseguenza che nel suo libero arbitrio non poteva volere nulla di moralmente buono.
2. L’errore di Baio è stato duplice.
Il primo: Baio considerava la grazia, prima del peccato originale, come parte integrante della natura.
Si risponde: ma se è parte integrante della natura e più grazia, non è più dono!
Il secondo errore: Baio afferma che la perdita della grazia ha causato nella natura umana una corruzione sostanziale, perdendo così ogni possibilità di fare il bene. Il libero arbitrio, dopo il peccato originale, non può volere nulla di buono.
Per compiere qualsiasi opera buona ha bisogno di una grazia efficace irresistibile.
3. Queste proposizioni furono censurate da San Pio V e Baio accettò umilmente la condanna e si sottomise alle decisioni del Papa.
4. San Tommaso parla della possibilità di uno stato di natura pura.
Per natura pura intende una natura che non gode del dono soprannaturale della grazia, ma di per sé stessa buona e inclinata al bene.
Nello stato di natura pura, l’uomo avrebbe avuto un fine naturale e dei mezzi naturali proporzionati per conseguirlo.
5. Nello stato di natura pura, pur godendo della legge naturale, sarebbe stato soggetto a diverse pene sia corporali e spirituali.
Tra quelle corporali, la più grave sarebbe stata la morte, alla quale sono correlate tutte le altre, come la fame, la sete e così via.
Tra quelle spirituali la più grave sarebbe stata la debolezza della ragione, per cui l’uomo sarebbe giunto con difficoltà a conoscere il vero e sarebbe potuto cadere in errore.
Ugualmente sarebbe potuto essere soggetto alla concupiscenza e, in forza del libero arbitrio, anche al peccato.
Questo San Tommaso lo dice sostanzialmente nella Somma contro i gentili (IV, 52).
6. Da tutte queste pene l’uomo venne liberato perché di fatto fu creato in uno stato di grazia. Per cui venne costituito nell’innocenza (stato di innocenza) e ha goduto dei doni preternaturali: immunità dalla sofferenza e dalla morte e scienza infusa.
7. Ricuperata la grazia per mezzo di Gesù Cristo, l’uomo però non ho potuto recuperare i beni preternaturali.
Scrive San Tommaso: “Sebbene l’uomo abbia ricuperato la grazia, tale ricupero fu sufficiente a rimettere il peccato e a meritare la gloria, ma non a riottenere l’immortalità perduta. Tale opera infatti era riservata a Cristo il quale doveva riparare in meglio i difetti della natura” (Somma teologica, I, 97, 1, ad 3).
Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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