Quesito
Caro Padre Angelo, buon pomeriggio!
Vorrei domandarle se è vero che, mentre si celebra la Messa per un defunto, questi non soffre pena alcuna, e se ciò vale anche per le preghiere che recitiamo in suo suffragio.
Grazie e buon lavoro
Risposta del sacerdote
Carissima,
1. San Leonardo da porto Maurizio ha scritto un libretto preziosissimo sulla Santa Messa. San Giovanni Bosco lo teneva sempre con sé insieme con l’Imitazione di Cristo.
2. Parlando della grande efficacia della Messa scrive: “Che poi la Santa Messa rechi un gran sollievo a quelle povere anime, chi mai potrà dubitarne? Basta che voi vogliate dare la dovuta credenza a San Girolamo, e vi dirà chiaramente, che quando si celebra la Messa per qualche anima purgante, quel fuoco per altro voracissimo, sospende il suo vigore, e quell’anima non soffre pena alcuna per tutto il tempo, che dura la Santa Messa: “Animae quae sunt in purgatorio, pro quibus solet sacerdos in Missa orare, interim nullum tormentum sentiunt, dum Missa celebratur” (le anime che sono in purgatorio, per le quali il sacerdote prega durante la Messa, nel frattempo in cui celebra la Messa, non avvertono alcun tormento).
3. Anzi afferma che in ogni Messa molte escono dal purgatorio; e se ne volano al santo Paradiso: Missa celebrata, plures animae exeunt de purgatorio (celebrata la messa, molte anime escono dal Purgatorio).
Dice anche: “Aggiungete, che questa carità usata da voi verso i poveri purganti tutta ridonderà in vostro bene”.
4. Non è difficile trovarne il motivo. Il Concilio di Trento, nel decreto su ciò che bisogna osservare ed evitare nella celebrazione della Messa, afferma che “nessun’altra azione compiuta dai fedeli cristiani è così santa e così divina quanto questo tremendo mistero in cui ogni giorno quell’ostia vivificante, per la quale siamo stati riconciliati con Dio Padre, viene dai sacerdoti immolata a Dio sull’altare” (Sess. 22).
5. Il Santo Curato d’Ars in termini molto semplici ma esatti diceva che “tutte le opere buone riunite non equivalgono al santo sacrificio della Messa, poiché esse sono opera degli uomini, mentre la Messa è l’opera di Dio. Anche il martirio è niente, in confronto: è il sacrificio che l’uomo fa a Dio della propria vita: la Messa è il sacrificio, invece, che Dio fa all’uomo del Suo Corpo e del Suo Sangue” (A. Monnin, Spirito del Curato d’Ars, p. 80).
6. Del medesimo avviso è Sant’Alfonso dei Liguori: “Dio stesso non può fare che vi sia nel mondo un’azione più grande della celebrazione di una Messa. Tutti i sacrifici antichi, con cui fu tanto onorato Iddio, furono solo un’ombra e una figura del Sacrificio dell’altare. Tutti gli onori che da sempre gli hanno dato e gli daranno gli angeli con i loro ossequi, e tutti gli onori che gli uomini gli hanno dato e gli daranno con le loro opere, con le loro penitenze e i loro martiri, non hanno potuto e non potranno giungere a dar tanta gloria al Signore, quanta gliene dà una sola Messa. Perché mentre tutti gli onori delle creature sono onori finiti, l’onore che riceve Iddio nel Sacrificio dell’altare, venendogli offerta una vittima d’infinito valore, è un onore infinito”(Sacerdote, ascoltami, p. 162).
7. Ma vediamone le ragioni teologiche.
San Tommaso d’Aquino dice che l’Eucaristia è “il sacramento della passione del Signore” (Commento al Vangelo di San Giovanni, n. 963) perché “contiene in sé il Cristo come vittima” (Ib).
Da questo deduce come conseguenza che “tutti gli effetti della passione sono anche effetti di questo sacramento” (Ib).
La sua utilità è dunque grande: “Infatti questo sacramento altro non è che l’applicazione a noi della passione del Signore. Poiché, non essendo opportuno che Cristo rimanesse sempre con noi con la sua presenza visibile, egli volle supplirvi con questo sacramento. Perciò è evidente che la distruzione della morte, operata da Cristo con la propria morte, e il ripristino della vita, che Cristo ha causato con la sua risurrezione, sono gli effetti di questo sacramento” (Ib).
8. L’effetto della Messa è infallibile perché è Cristo che celebra. In teologia si parla di ex opere operato.
Non si può dire la stessa cosa delle nostre preghiere, le quali, solo dipendentemente dal fervore, possono attuare qualcosa di analogo (ex opere operantis).
Con l’augurio che le tue preghiere possono produrre sempre il massimo effetto a beneficio delle anime del Purgatorio, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
Questo articolo è disponibile anche in:
