Se vada bene accompagnare l’offertorio con le due preghiere che le riporto e su che cosa si debba fare in quel momento

////Se vada bene accompagnare l’offertorio con le due preghiere che le riporto e su che cosa si debba fare in quel momento

Se vada bene accompagnare l’offertorio con le due preghiere che le riporto e su che cosa si debba fare in quel momento

Quesito

Salve Padre Angelo.
Sono ancora Cinthya. Io da parecchio tempo ho cominciato a frequentare la Messa Settimanale oltre a quella domenicale, avendo letto su rivelazioni di mistiche e da alcune persone devote che anche la Messa settimanale è molto utile x noi, x pregare i peccatori, le anime del purgatorio, la conversione di una persona cara, di noi stessi, x ringraziare, ecc.
Io però volevo sapere, se nel momento dell’offertorio, noi fedeli, oltre che inserire il sacrificio materiale, se bisogna anche dire qualche preghiera d’offerta della giornata, qualche sofferenza morale o fisica da unire al sacrificio perfetto di Gesù.
Io in genere oltre che a mettere il sacrificio materiale(i soldi) aggiungo le preghiere, le sofferenze.
Dicendo la preghiera: Cuore Divino di Gesu’. Io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, Madre della Chiesa, e in unione al  Sacrificio eucaristico: Le preghiere, azioni, gioie e sofferenze in espiazione dei nostri peccati e per la salvezza delle anime, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre, x Le Intenzioni del Santo Padre, x il Bene della Santa Chiesa e x le anime del purgatorio.
A volte, prima di pregare così aggiungo la preghiera della Coroncina alla DV Misericordia di Santa Faustina: Eterno Padre, io ti offro il Corpo il Sangue, l’ anima e la Divinita’, del tuo dilettissimo figlio e nostro Signore Gesu’ Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
Volevo capire se queste preghiere sono adatte, o se dovevo dire diversamente. Io so che di mio non ho nulla e che sono peccato e polvere dopotutto…spesso chiedo la grazia di essere in grazia e che con il suo Santo aiuto a fare piu’ bene e vincere le mie debolezze.
Io ultimamente nn riesco a portarli i frutti buoni. Quando arriva quel momento,cmq, mi da la sensazione di essere sempre a mani vuote e nn degna di lui. Cosi spesso chiedo guarigione, liberazione, forza.
Sento che quello che faccio e’ nulla.
Poi volevo sapere se si puo’ ancora recitare l’atto di dolore dopo la confessione o in altri momenti. Perche’ alcuni sacerdoti non me lo fanno dire x via della frase "perche’ peccando ho meritato i tuoi castighi" dicono che Dio non castiga. Io so che é misericordiosissimo ma anche giusto. Pero’ qualcun’altro ancora lo fa ripetere, dopo la confessione. Mi hanno detto che questa preghiera nn serve. Ma se serve. Si puo’ dire in altri momenti? Tipo prima di coricarsi, dopo un esame di coscienza? Lo si puo’ dire prima di confessarsi quando si ha commesso una colpa grave, pur promettendo di confessarsi?
Grazie mille


Risposta del sacerdote

Cara Cinthya,
1. sono contento della buona e felice piega che ha preso la tua vita.
Non c’è niente di più bello che possedere e sentire Dio nel nostro cuore.
E questo lo si avverte soprattutto quando si vive in grazia.
Mi dici che non vai a Messa solo la domenica, ma anche durante la settimana.
Ti sarai accorta da te stessa che la giornata iniziata con la Messa è tutta diversa.
In quel momento Dio passa accanto a te, ti fa sentire il profumo delle sue vesti (la bellezza e la fragranza della sua parola) e tu gli corri dietro.
C’è una benedizione che ricevi in quel momento e di questa benedizione tutta la giornata ne risente.
È questo il motivo per cui tanti non possono fare a meno dalla Eucaristia quotidiana.

2. Il momento dell’offertorio è un momento molto prezioso perché siamo chiamati ad unire la nostra vita al sacrificio di Gesù per offrire insieme con Lui un “sacrificio perfetto a Dio gradito”.
Di per sé non è necessario accompagnare con particolari preghiere quel momento. È sufficiente far nostre le preghiere che il sacerdote proferisce a nome di tutti.
E poi c’è la risposta così bella all’Orate fratres: “Pregate fratelli perché il mio  e vostro sacrificio sia gradito a Dio Padre onnipotente”, “Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua Santa Chiesa”.
Il sacrificio che offriamo a Dio Padre per mezzo delle mani del sacerdote è il sacrificio di Cristo, che è preziosissimo.
Ma in quel momento uniamo anche il sacrificio di noi stessi, tutte le azioni e i travagli della nostra giornata: perché siano per la sua maggior gloria.
In questa risposta sono racchiuse le due preghiere con cui accompagni l’offertorio.

3. Capita talvolta che al momento dell’offertorio e dell’offerta di noi stessi non si senta un particolare trasporto.
Non importa. Il Signore guarda alla volontà più che al sentimento.
E guarda alla corrispondenza della nostra giornata con quanto abbiano detto in quel momento più che ai sospiri dell’anima.

4. L’offerta materiale che tu fai in quel momento è cosa buona, senza dubbio. Ed è anche meritoria e sempre ben ripagata dal Signore. Ne avrai fatto diverse volte l’esperienza.
Ma quel gesto materiale che compi sia accompagnato sempre anche da altre offerte spirituali. Ad esempio: di quel particolare dispiacere, di quella particolare mancanza di riguardo che hai subito, di quell’umiliazione, di quella preghiera in più, di quell’atto di amore, di dedizione, di servizio che hai fatto.
È questa l’offerta della nostra vita e delle azioni della giornata.
E dopo averla offerte e messa nelle mani del Signore, lasciala lì per sempre.
Ciò significa che su quei dispiaceri e su quelle azioni che hai offerto al Signore da quel momento sono cosa sua e non ti è lecito andare a riprenderle.
Di fatto noi andiamo a riprenderle, perdendo il merito e aggravandoci anche di qualche peccato, quando li usiamo per mettere di nuovo in evidenza le mancanze del nostro prossimo o per esaltare noi stessi.
Ricordalo: dal momento in cui quelle azioni le hai offerte e donate al Signore, non ti appartengono più. Sono proprietà sua.
Ed Egli le usa moltiplicandone all’infinito il merito per il bene nostro e di tutta la sua Santa Chiesa.

5. La seconda preghiera puoi dirla al momento dell’elevazione del calice, quando il sacerdote presenta il Sangue del Signore alla nostra porzione.
In quel momento è particolarmente appropriata la preghiera che il Signore ha indicato a santa Faustina Kowalska: “Eterno Padre, io ti offro il Corpo il Sangue, l’anima e la Divinità, del tuo dilettissimo figlio e Signore nostro Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero”.

6. La sensazione di sentirti a mani vuote è abbastanza normale.
Anche quando offriamo tanto, ci sembra di donare niente, perché si tratta sempre di realtà che il Signore stesso ha provveduto a mettere nelle nostre mani perché ne facciamo dono e per ascriverle a nostro merito.

7. Circa l’ultima domanda: l’atto di dolore durante la confessione è prescritto dal Rito della Chiesa.
Ed è utile sia per ricordare che con i peccati ci siamo gravati da noi stessi di tanti mali (ecco i “suoi castighi”) sia per perfezionare il nostro dolore ed esprimere il proposito: “E molto più perché ho offeso te infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.
Propongo col tuo santo aiuto di non offenderti mai più…”.
Pertanto se il sacerdote non te lo fa dire, fai bene a dirlo poi per conto tuo. Non perdi nulla,  anzi ti fai dei meriti.

8. Questo atto di dolore lo si può dire anche al termine della giornata o anche in qualsiasi altro momento, soprattutto appena si riconosce di aver offeso il Signore col peccati grave e di aver perso la sua grazia.
Allora se viene recitato con devozione riporta in grazia, rende meritorie le nostre azioni, anche se fino a quando non ci si è confessati non si può fare la Santa Comunione.

Ti auguro di progredire così nella tua vita cristiana.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo