Quesito

Caro Padre,
Se un Prete è a conoscenza di “irregolarità morali” di persone che vengono a fare la Santa Comunione gliela deve dare lo stesso? Ad esempio può essere che conosca gente divorziata; oppure magari ha ascoltato la Confessione di uno che però ad esempio non è pentito di aver commesso qualche peccato (e quindi non ha avuto l’assoluzione e potenzialmente magari si trova in peccato mortale).
Da una parte immagino che uno debba forse evitare le Comunioni sacrileghe, dall’altra la cosa mi lascia perplesso.v Cosa si deve fare?
Grazie del tempo dedicatomi


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. A proposito del tuo caso, ecco che cosa scrive San Tommaso: “Se i peccatori non sono notori ma occulti, non si può negare la santa comunione quando la chiedono. Infatti, dal momento che ogni cristiano è ammesso alla mensa del Signore in forza del Battesimo, non gli si può togliere il suo diritto se non per una ragione manifesta. Per questo, commentando le parole di S. Paolo ‘‘se uno tra voi, chiamandosi fratello, ecc.’ (1 Cor 5,11), la Glossa di S. Agostino afferma: “Noi non possiamo escludere nessuno dalla comunione, se non nel caso che abbia spontaneamente confessato la sua colpa, o sia stato processato e condannato da un tribunale ecclesiastico o civile” (S. Tommaso, Somma Teologica, III, 80, 6).

2. Perciò al peccatore occulto che chiede pubblicamente il ministro deve regolarmente amministrare i sacramenti. Il rifiuto infatti comporterebbe diffamazione per il soggetto e scandalo per la comunità cristiana che non è a conoscenza dei motivi del diniego.

3. Al peccatore occulto che chiede privatamente il ministro deve regolarmente rifiutare i sacramenti. In tal caso non vengono procurati né infamia né scandalo, e positivamente si provvede alla riverenza dovuta al sacramento e al bene del soggetto, al quale peraltro si impedisce un nuovo peccato.

4. Se il sacerdote ha negato l’assoluzione ad un fedele e ciò nonostante questi si reca per fare la S. Comunione, il sacerdote gliele deve dare.
Diversamente corre il rischio di svelare quanto ha sentito in confessione con gravame del penitente.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo