Quesito

Caro Padre Angelo,
le volevo chiedere un chiarimento sulla mia vita spirituale.
Io sono una persona che nella vita di fede pensa e prega molto la Vergine Maria.
Ultimamente però sto vivendo lo scrupolo che questo pensare sempre a lei isoli in un certo qual modo Gesù, come se il relazionarmi tanto con Maria non mi permetta e di relazionarmi con Gesù, questo nella Messa, nella preghiera personale, nella vita quotidiana…
Volevo sapere cosa ne pensa, e se è un problema.
Grazie


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. il culto a Maria non ti isola da Cristo, ma ti porta a Lui con il cuore e con l’affetto di Maria.
Questo lo si vede molto bene nella preghiera del Santo Rosario: l’oggetto della contemplazione nei vari misteri e nel susseguirsi delle decine è sempre Gesù.
Al quale ci si avvicina dal punto di vista migliore: quello di Maria e insieme con Maria.

2. Giovanni Paolo II all’inizio della Lettera Rosarium Virginis Mariae scrive: “Il Rosario, infatti, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico.
Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità dell’intero messaggio evangelico, di cui è quasi un compendio.
Con esso il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all’esperienza della profondità del suo amore” (RVM 1)
E ancora: “Recitare il Rosario, infatti, non è altro che contemplare con Maria il volto di Cristo” (RVM 3).

3.  A questa scuola di Maria ci manda il Signore stesso quando dalla croce ha detto a Giovanni, che rappresentava ognuno di noi: “Figlio, ecco tua madre” (Gv 19,27).
I figli si fanno raccontare tante cose dalla madre.
Anche noi ci facciamo raccontare da Maria come ha vissuto gli eventi della vita di Gesù e che cosa ha provato nel suo cuore.
E mentre ascoltiamo tutto questo da parte di Maria, il nostro cuore senza accorgersene si conforma al suo e cominciamo a stare uniti al Signore col cuore di Maria.
Per questo Maria è la strada più breve e più fruttuosa che ci porta a Cristo.

4. Ancora: nella preghiera noi non sappiamo neanche come sia conveniente pregare. Lo ricorda San Paolo quando dice: “Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili” (Rm 8,26).
Ebbene “a sostegno della preghiera, che Cristo e lo Spirito fanno sgorgare nel nostro cuore, interviene Maria con la sua intercessione materna. «La preghiera della Chiesa è come sostenuta dalla preghiera di Maria»” RVM 16).

5. Pertanto non aver paura di andare dalla Madonna.
Ti direi quasi di non aver paura di esagerare perché Lei poi fa la sua parte.
La fa da madre impareggiabile.
Non ha bisogno che nessuno gliela insegni o che gliela raccomandi.
Non ha altro desiderio che quello di portarci a Gesù perché il Signore abiti in noi come ha abitato in Lei e che noi abitiamo in Lui come Lei vi ha abitato.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo