Quesito

Caro padre Angelo,
Sono di nuovo io…quel ragazzo di quindici anni che ha cominciato a recitare il Rosario.
Padre, questa volta non le parlo, non chiedo aiuto per me…ma per un mio amico e compagno di classe al liceo. Le racconto di questa "amicizia"..se così possiamo chiamarla…Ci siamo conosciuti al liceo…lui è ateo..e dice di essere un comunista..per la veritá è battezzato ,ed ha anche fatto la Santa comunione quando era fanciullo…anche se ha detto di averla fatta controvoglia….ora…io e lui nel corso dell’anno scolastico abbiamo affrontato varie dispute teologiche ..politiche e sociali…io sono cattolico….e lui ateo….ho voluto sin da subito  dimostrare di possedere io la veritá…dall’altra parte…crede di averla lui….mentre prima volevo che si convertisse al cattolicesimo probabilmente soltanto per far trionfare la Chiesa e la cristianità…ora invece..a fine di anno scolastico…..desidero che lui si converta affinché possa meritare la salvezza…e affinché possiamo un giorno contemplare Dio insieme..ora come sa ho cominciato a recitare il Rosario e durante la recita di esso prego anche per la sua conversione…..Oggi io lo contatto e gli chiedo se magari si sia convertito…così…sapendo di no…ma tenendo sempre un po di speranza….lui mi risponde che forse  ci crede….ma che se Dio esistesse sarebbe un cattivo…dicendo che Dio non ci vuole bene nel caso esista….veramente sta tesi la appoggiava anche durante l anno….ma  non aveva mai detto di crederci…..io adesso cosa devo dirgli….per fargli capire che Dio non è cattivo….ma è amore….cosa devo dirgli per fargli capire che il nostro dio è arrivato a morire per noi…per amore….cosa devo dirgli per fargli cambiare idea e favorire la sua conversione da ateo..o credente  sfiduciato..a cristiano …mio fratello in cristo? Padre mi ricordi nelle sue preghiere. Posti questa lettera…con la relativa risposta..sul sito amici domenicani…ma la prego di farmela avere anche in forma privata via e-mail.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
tre sono le vie per riportare a Cristo questo tuo compagno.

1. La prima è la preghiera. Gesù ha detto: “Senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5). È lui l’autore e il perfezionatore di ogni conversione.
Noi possiamo parlare alle orecchie del nostro prossimo finché vogliamo, ma se il Signore non muove dall’interno il suo cuore la nostra parola rimane inefficace.
Questa è la prima e insostituibile opera.
Alexis Carrel, premio nobel della medicina, ateo convinto e convertito a Lourdes in seguito ad uno strepitoso miracolo, ha detto che se conoscessimo la potenza della preghiera rimarremmo sempre in ginocchio.
Santa Teresina del Bambin Gesù ne ha illustrato l’efficacia con queste parole: “Come è grande la potenza della preghiera! La si direbbe una regina la quale abbia ad ogni istante libero àdito presso il re e possa ottenere tutto ciò che chiede” (Storia di un’anima 317).

2. La seconda via è quella del sacrificio.
Certo, anzitutto il Santo Sacrificio della Messa, che perpetua sui nostri altare il sacrificio di Cristo, con tutta la sua potenza salvifica di redenzione.
Ma anche i nostri sacrifici servono ad aprire la porta al sacrificio di Cristo e a permettergli di esprimere la sua potenza salvifica nelle anime.
Mi piace anche a questo proposito riportare un’altra testimonianza di Santa Teresina: “Ah, preghiera e sacrificio formano tutta la mia forza, sono le armi invincibili che Gesù mi ha date, toccano le anime ben più che i discorsi, ne ho fatto esperienza spesso” (Storia di un’anima 315).
Penso anche al Santo padre Domenico quando un giorno stava andando a predicare con alcuni frati. Non conoscendo la strada, ne fece richiesta ad un tale. Questi era un eretico. E disse a San Domenico: “Ve la indico io la strada; anzi, vi conduco io stesso”.
Fece passare quei frati, che erano a piedi nudi, in mezzo ai rovi e alle spine. Sicché i loro piedi erano tutti dolenti e insanguinati.
Allora San Domenico, pieno di speranza, disse ai frati: “Coraggio, la vittoria sarà nostra perché abbiamo espiato nel sangue i peccati”.
Avevano espiato i loro peccati e anche quelli di coloro presso i quali andavano a predicare.
Anche questa seconda strada è assolutamente necessaria.

3. C’è infine la terza strada, quella della predicazione.
San Paolo dice: “Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!” (Rm 10,14-15).
E la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo” (Rm 10,17).
Nella fattispecie i contenuti della tua predicazione riguardano l’amore di Dio.
Sarebbe sufficiente far notare al tuo amico che l’amore di Dio verso di lui si manifesta anzitutto tutto ciò che gli ha dato: il corpo, con il suo funzionamento, con la perfezione delle sue cellule differenziate e delle sue membra. Gli ha dato l’anima che gli permette di essere vivo, di pensare, di amare.
Ma gli ha dato anche attraverso tutte le creature che lo circondano, a cominciare dall’aria che respira, dal sole che lo illumina e riscalda, dai frutti della terra che gli permettono di sostenersi.
Come può non sentirsi circondato dall’amore del Signore?
“Dell’amore del Signore è piena la terra” (Sal 33,5).
Per questo Sant’Agostino diceva: “E cielo e terra e tutte le creature in essi d’ogni parte mi dicono di amarti e non cessano di dirlo a tutti affinché “siano senza scusa” (Rm 1,20)” (Confessioni, X,6,8).
“Senza scusa” perché dalla bontà delle creature non sono stati capaci di riconoscere la bontà del Creatore.
Ma prima di lui l’aveva detto san Paolo: “Essi sono dunque inescusabili” (Rm 1,21).

4. Mi piace ricordare San Francesco d’Assisi che rimaneva estasiato nel contemplare la bontà e la preziosità delle creature, dono purissimo del Signore:
“Laudato sie, mi Signore, con tutte le tue creature, spezialmente messer lo frate Sole, lo quale è iorno, e allumini noi per lui.
Ed ello è bello e radiante cun grande splendore: de te, Altissimo, porta significazione.
Laudato si, mi Signore, per sora Luna e le Stelle: in cielo l’hai formate clarite e preziose e belle.
Laudato si, mi Signore, per frate Vento, e per Aere e Nubilo e Sereno e onne tempo, per lo quale a le tue creature dai sustentamento.
Laudato si, mi Signore, per sora Aqua, la quale è molto utile e umile e preziosa e casta.
Laudato si, mi Signore, per frate Foco, per lo quale enn’allumunini la nocte: ed ello è bello e iocondo e robustoso e forte.
Laudato si, mi Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sostenta e governa, e produce diversi fructi con coloriti fiori ed erba”.

5. Per San Tommaso l’amore di Dio lo possiamo comprendere dalla bontà che Egli ha messo dentro le creature.
Ecco il suo ragionamento: “La volontà di Dio è causa di tutte le cose: e per conseguenza ogni ente ha tanto di essere e di qualsiasi bene nella misura che è oggetto della volontà di Dio. Dunque ad ogni essere esistente Dio vuole qualche bene.
Perciò, siccome amare vuol dire volere a uno del bene, è evidente che Dio ama tutte le cose esistenti.
Dio però non ama come noi. La nostra volontà, infatti, non causa il bene, che si trova nelle cose; al contrario è mossa da esso come dal proprio oggetto; e quindi il nostro amore con il quale vogliamo del bene a qualcuno, non è causa della bontà di costui, ma piuttosto la sua bontà, vera o supposta, provoca l’amore, che ci spinge a volere che gli sia mantenuto il bene che possiede e acquisti quello che non ha: e ci adoperiamo a tale scopo.
L’amore di Dio invece infonde e crea la bontà nelle cose” (Somma teologica, I, 20, 2).

5. Chissà se il tuo amico comprenderà queste cose?
Ma perché si disponga a comprendere senza preconcetti e con la mente pulita, prepara il terreno con la preghiera e il sacrificio.

Mi associo al tuo impegno, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo