Quesito

Carissimo Padre Angelo,
mi complimento ancora per il suo aureo lavoro, e senza dilungarmi troppo, le propongo di getto alcune questioni, l’una indipendente dall’altra, per le quali nutro una particolare curiosità negli ultimi tempi:
1) Il sacerdote, che qui sulla terra agisce "in persona christi" e rappresenta dunque il Cristo nella sua triplice funzione di re, sacerdote e profeta, conserverà tale status (conferitogli dal sacramento dell’ordine) quando sarà nell’aldilà?
2) Sappiamo che l’eucaristia domenicale è il fulcro della vita della Chiesa e di ogni singolo credente. Ma se qualcuno, per un qualsiasi motivo, non vi possa partecipare, prendendo però parte alla messa, ad esempio, ogni giovedì, ogni mercoledì oppure in qualsiasi altro giorno della settimana, agisce lecitamente o no? In verità so che la risposta è negativa, ma vorrei conoscerne più approfonditamente le motivazioni.
La ringrazio, ed attendo volentieri la sua risposta.
Enrico


Risposta del sacerdote

Caro Enrico,
1. mi chiedi se il sacerdote che in forza dell’ordine sacro agisce in persona Christi conservi la sua triplice funzione anche nella vita futura.
Se per funzione intendi l’esercizio, allora dovrei dire di no, perché di là saremo tutti perfettamente conformati a Cristo.
San Tommaso, parlando della perfezione di vita che avremo in paradiso, osserva che lì godremo di ogni bene e di ogni onore e scrive: “Se si cercano onori, lì vi sarà ogni onore.
Gli uomini, se si tratta di laici, desiderano principalmente diventare re; i chierici invece desiderano diventare vescovi.
Ma lì si diventerà e re e vescovi. Si legge infatti: “Li hai costituiti per il nostro Dio un regno di sacerdoti e regneranno sulla terra” (Ap 5,10)” (In Symbolum Apostolorum expositio, cap. XV).

2. Se invece per “funzione” intendi il carattere sacerdotale, allora questo, sì, rimane in eterno.
Durante l’ordinazione sacerdotale il candidato viene conformato nella sua anima a Cristo capo e gli viene conferito il potere di agire in persona Christi.
Scrive San Tommaso: “il carattere sacramentale è una partecipazione del sacerdozio di Cristo” (Somma teologica, III, 63, 5).

3. Tutti i fedeli lo ricevono nel Battesimo e questo carattere conferisce loro l’incarico di offrire sacrifici spirituali a Dio graditi attraverso la preghiera e l’offerta della propria vita.
Nell’Ordine sacro alcuni fedeli ricevono il potere e l’incarico di perpetuare quanto Cristo ha compiuto nell’ultima cena e sulla croce, di renderlo presente sacramentalmente e di rimettere i peccati.
È una nuova e specifica partecipazione al sacerdozio di Cristo, diversa da quella ricevuta nel Battesimo.

4. Sulla sua perpetuità scrive San Tommaso: “Il sacerdozio di Cristo è eterno, secondo le parole del Salmista: "Tu sei sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedech" (Sal 109,4). Ecco perché ogni consacrazione che viene fatta in virtù del suo sacerdozio, finché dura la cosa consacrata. (…). Ora, poiché soggetto del carattere è la parte intellettiva dell’anima in cui risiede la fede, è evidente che essendo l’intelletto perpetuo e incorruttibile, anche il carattere rimane nell’anima in maniera indelebile” (Somma teologica, III, 63, 5).

5. Vengo adesso alla seconda domanda: la partecipazione all’eucaristia domenicale è un atto importante per la vita dei cristiani.
La partecipazione alla domenica ha un significato particolare: è il memoriale della risurrezione di Cristo.
Memoriale non è la stessa cosa che ricordo, ma la perpetuazione e l’attualizzazione di quanto si ricorda.
È vero che in tutte le Messe ci celebra il memoriale della morte e della risurrezione del Signore. Ma la la domenica lo si celebra cnn un’enfasi particolare. È il giorno che Dio ha consacrato per saziare la nostra anima di Dio.
E il giorno del riposo collettivo.
È il giorno in cui si visibilizza la Chiesa e si ravviva la fraternità con la comunità cristiana.
È il giorno in cui che segna una tappa nel nostro itinerario verso il Cielo.

6. Domandi poi  “se qualcuno, per un qualsiasi motivo, non vi possa partecipare” possa sostituire tale obbligo con l’andare a Messa in un  giorno feriale.
Tu scrivi: “se per qualunque motivo”.
Non basta qualunque motivo per non partecipare alla Messa domenicale.
Poiché l’obbligo è grave, anche il motivo per non parteciparvi deve essere grave. Tale è ad esempio la malattia o il non poter distaccarsi da un malato grave, la cura dei bambini piccoli…
Solo in questi casi si è dispensati dalla partecipazione alla Messa domenicale e si può supplire andandovi durante la settimana.
Pur essendo identica nella sua sostanza alla Messa celebrata la domenica, tuttavia nei giorni di festa c’è un contorno di beni molto preziosi che non sono presenti nell’Eucaristia che si celebra nei giorni feriali.

Ti auguro un Santo Natale, ricco di grazia e di pace.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo