Quesito

Ieri pomeriggio, al lavoro ho seguito come di consueto la Santa Messa delle 17:00 sul canale YT del Santuario della Madonna dei boschi di Monghidoro (BO) con relativa comunione spirituale.
Ebbene, ieri sera mentre rincasavo dal lavoro ho sentito il bisogno di recarmi in una chiesa che si trova lungo il tragitto per casa per recitare l’ultima decina del rosario che abitualmente recito nel tragitto di ritorno (non è la prima volta che faccio tappa in una chiesa lungo i miei viaggi in macchina per recitare almeno una decina di rosario davanti alla Beata Vergine. È un qualcosa di incomparabile a mio parere: finisco spesso per piangere di gioia durante l’orazione). 
Sono entrato proprio nel momento del “Pater” ed il diacono stava per distribuire la SS. Eucarestia ed io ho sentito la necessità di riceverla, e di fatto mi sono messo in fila e l’ho accolta. Crede che, essendomi perso la prima parte della liturgia, ho peccato in qualche modo?
Come di consueto, condivido con lei una preghiera che stamane è fiorita a seguito del ripensare a quanto accaduto ieri.
Un abbraccio. La ricordo nella mia preghiera.
Cordiali Saluti
M.F.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. sono contento di quello che hai fatto durante il tragitto di ritorno dal lavoro.
Hai sentito l’ispirazione di entrare in Chiesa e l’hai assecondata. 
Con tua grande sorpresa stavano celebrando la liturgia della Parola ed erano giunti alla preghiera del Pater.
Trattandosi di un giorno feriale in cui non c’è il precetto di andare a Messa, hai fatto bene a fare la Santa Comunione.
È vero che non avevi partecipato alla liturgia precedente, però non era obbligatoria.

2. Inoltre, non è stata una Comunione senza preparazione, perché eri in comunione con il Signore e lo desideravi, tant’è che sei sceso di macchina per entrare in Chiesa.

3. Se si fosse trattato di domenica, sarebbe stato un altro paio di maniche perché la partecipazione alla Messa domenicale è obbligatoria ed è un precetto grave.
In tal caso, avresti dovuto astenertene perché la mancata partecipazione avrebbe macchiato la tua anima.

4. Tuttavia non sarebbe bello se nei giorni feriali, pur avendone la possibilità, si tralasciasse quasi tutta la Messa o la liturgia della Parola e ci si limitasse ad entrare in chiesa solo per la Comunione.
Tutta la liturgia, a partire dall’atto penitenziale, è come una specie di preparazione a ricevere in maniera salutare la Santa Comunione.
Per te, non si è trattato di un calcolo, ma di una opportunità che ti è stata offerta.

5. Nel Diario di Santa Faustina Kowalska si legge: “Una volta avevo un gran desiderio di accostarmi alla Santa Comunione, ma avevo un certo dubbio e non mi accostai. Per questo motivo soffrii tremendamente. Mi sembrava che il cuore si spezzasse dal dolore. Quando mi dedicai ai miei impegni col cuore pieno di amarezza, Gesù apparve improvvisamente accanto a me e mi disse: “Figlia mia, non tralasciare la Santa Comunione se non quando sei ben consapevole di essere caduta gravemente. All’infuori di ciò non ti trattenga alcun dubbio dall’unirti a Me nel mio mistero d’amore. I tuoi piccoli difetti spariranno nel mio amore, come una pagliuzza gettata in un grande incendio. Sappi questo, che mi rattristi molto quando ometti di ricevermi nella Santa Comunione” (Diario, n. 156). 

6. Il 19 novembre 1937 scrive: “Oggi, dopo la Santa Comunione, Gesù mi ha detto quanto desidera venire nel cuore degli uomini. “Desidero unirmi con le anime umane; la mia delizia è un unirmi con le anime. Sappi, figlia mia, che quando nella Santa Comunione vengo in un cuore umano, ho le mani piene di grazie di ogni genere e desidero donarle all’anima, ma le anime non mi prestano nemmeno attenzione, mi lasciano solo e si occupano d’altro. O quanto è triste per me che le anime non conoscano l’amore! Si comportano con me come con qualche cosa inerte” (Diario, n. 1385). 

7. Ti ringrazio della preghiera di cui mi hai reso partecipe.
Hai scritto: “Ti offro me stesso Signore, così come sono con la fede incrollabile nella tua infinita misericordia e paterna protezione e la speranza che Tu, ti degnerai di raddrizzarmi, di ricolmare i miei vuoti, di abbassare le ambiziose cime fino a spianarle in fertili pianure di umiltà, di rendermi uno dei tuoi piccoli, mostrandomi infine la salvezza che ad Essi hai promesso”.

Il Signore ti conservi sempre in questa disposizione d’animo.
Per questo ti benedico, ti auguro ogni bene e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo