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Quesito

Caro padre.
Sono un ragazzo che si è rivolto a lei qualche paio di giorni fa e le ringrazio per i chiarimenti che mi ha dato.
Riflettendo su una cosa che avevo letto riguardo alla gelosia/invidia mi sono fatto delle domande e riflessione anche perché non avevo molto ben capitò quest’argomento.
Io sono innamorato di una bellissima ragazza da un cuore d’oro con cui vorrei fidanzarmi. Siccome è molto carina gli fanno la corte moltissimi ragazzi e alcune volte divento un po’ geloso ma non ho fatto nulla (o almeno che io ricordi) che abbia “sabotato” quei ragazzi anche perché poi penso non sia giusto, e non vorrei che facessero la stessa cosa a me, ma allora maturo come adesso e mi viene il timore di aver fatto qualcosa, comunque anche adesso provo un po’ di gelosia. Premetto che sono un ragazzo cui piace condividere le cose (es: cibo con gli altri). Questo mi rende felice.
Invece diventando geloso commetto peccato veniale/grave?
Se è no, quando la gelosia o l’invidia diventa peccato?
Mi scuso per il disturbo e per la lunghezza del messaggio.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. la parola gelosia è ambivalente, sebbene in genere venga usata con un significato negativo.
Per San Tommaso questa parola deriva da zelo, da cui zelosia e gelosia.
In senso positivo dunque sta a significare un amore fervente, intenso.
Può diventare un male quando gli altri vengono esclusi da una giusta partecipazione del bene posseduto.
In questo senso uno può essere geloso dei suoi oggetti anche più banali per cui non li impresta a nessuno.

2. La Sacra Scrittura stessa usa questo termine secondo i suoi due significati.
Nell’Antico Testamento Dio stesso si manifesta geloso chiedendo al suo popolo di amarlo in maniera esclusiva, perché Lui solo è la sorgente di ogni bene: “Tu non devi prostrarti ad altro dio, perché il Signore si chiama Geloso: egli è un Dio geloso” (Es 34,14).
Per questo chiede di non andare dietro ad altri dei perché non esistono. Sono demoni che si presentano come dei e pertanto intendono portare alla perdizione.
Anche San Paolo usa il termine di gelosia in senso positivo quando dice ai cristiani di Corinto: “Io provo infatti per voi una specie di gelosia divina: vi ho promessi infatti a un unico sposo, per presentarvi a Cristo come vergine casta” (2 Cor 11,2).
San Paolo in altre parole desidera che amino Gesù Cristo con tutto il cuore, nella persuasione che il peccato è sempre la stessa cosa che danneggiare se stessi.

3. Ma il termine gelosia è presente anche nel suo significato negativo.
San Paolo lo presenta come peccato grave quando scrive: “Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio” (Gal 5,19-21).
Qui la gelosia è intesa come tentativo di togliere qualche bene legittimo agli altri.
In senso negativo la presenta anche a San Giacomo quando dice: “Perché dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni” (Gc 3,16).

4. Anche nell’ordine umano c’è una legittima gelosia.
San Tommaso riporta non di rado un’affermazione di Dionigi, il quale asseriva che colui che ama una determinata persona non sopporta che un altro si intrometta (amans non patitur consortium in amato).
Giustamente, pertanto, un fidanzato non sopporta che ci siano altri ragazzi che cerchino l’affetto proprio del fidanzato nella sua ragazza.
Questa gelosia è giusta.
È giusta anche tra marito e moglie.

4. In senso negativo invece si parla di gelosia quando l’amore per una determinata persona è così possessivo da impedirle di avere una giusta relazione con altre persone che ad esempio le sono sempre state amiche e con le quali ha condiviso tante esperienze belle della propria vita umana e cristiana.
Ugualmente in senso negativo si parla di gelosia quando si impedisce ad altre persone di avvicinare la persona amata anche soltanto per un saluto, per una conversazione, per una condivisione, per un messaggio, per una telefonata.

5. Venendo al tuo caso, comprendo benissimo il tuo desiderio di esclusività nei confronti di quella ragazza. La vorresti solo tua.
Questo desiderio è legittimo, non è ancora un peccato.
Diventerebbe peccato solo nel caso in cui tu la voglia rubare all’affetto di qualcun altro.
Ma per ora questa ragazza non si è impegnata con nessuno. Per cui è legittimo che molti le facciano la corte.
Non sarebbe giusto invece farle la corte dal momento in cui lei si impegna qualcuno, proprio alla luce del principio sopra esposto, che un altro indebitamente si intromette negli affetti personali perché amans non patitur consortium in amato.

6. La tristezza che tu puoi provare quando la vedi stare volentieri insieme con altri e legittima perché temi che non possa diventare tua.
Questa tristezza potrebbe diventare più grande qualora tu la vedessi impegnarsi concretamente con qualcuno.
Ma questa tristezza è legittima, come è legittimo essere tristi quando si è perso una partita.

Mentre ti auguro di avere successo in questa tua impresa, perché certamente è importante e preziosa per la tua vita, ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo