Quesito

Egr. padre Angelo,
tempo fa le ho scritto sul problema dell’autorità del Papa e del tradizionalismo alcune mail molto lunghe a cui lei si è pregiato di rispondere con molta cortesia e dandomi alcuni elementi di riflessioni che stanno portando molto frutto. Ora ho intrapreso un cammino di approfondimento molto più prudente e attento alla complessità della nostra religione, quindi volevo innanzitutto ringraziarla per questo.
Ora le scrivo a proposito della pagina di Vangelo di questa domenica.
In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà”. – Mt 5,18.
Lei ha dato una risposta, questa:
2. Gesù ha confermato la legge morale: “Se vuoi entrare nella vita eterna, osserva i comandamenti” (Mt 19,17) e “Non sono venuto per abolire la legge ma per portarla a compimento” (Mt 5,17). Anzi, dove erano concesse deroghe come nel caso del divorzio (Mt 19,8), riporta il primitivo splendore.
3. Le leggi cultuali e giudiziali, invece, vengono superate dalla “legge nuova”, che è la grazia dello Spirito Santo, che ci rende partecipi del culto di Gesù Cristo e uniti nei vincoli della carità.
Ora io ho notato una cosa strana: Gesù dice:
"Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli»."
"uno solo di questi minimi precetti"
Domanda: la legge morale è solo il decalogo o ci sono anche altri precetti minimi?
Come lei sa Gesù crea un’iperbole usando come esempio la più piccola lettera dell’alfabeto e perfino un ornamento di lettera, un trattino, ciò che di fatto non significa assolutamente nulla! 
Qui non sembra parlare tanto del decalogo di cui nessun precetto può considerarsi minimo né tanto lungo ed articolato da poter individuare dei fronzoli.
Come si spiega?
La ringrazio
Cordiali saluti
Emanuele


Risposta del sacerdote

Caro Emanuele,
ti ringrazio anzitutto di avermi reso partecipe del tuo continuo progresso nell’intelligenza della fede grazie anche al servizio che stiamo svolgendo attraverso questo sito.
Ne sia lodato Dio.
Siamo contenti che il nostro servizio a Cristo non sia vano.

1. Il versetto di Mt 5,18 che tu riporti: “Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli…”  è inserito all’interno del discorso della Montagna.
Pertanto non tocca direttamente la legge morale, vale a dire il decalogo.
Il decalogo, nel discorso della Montagna, è presupposto. Anzi è la premessa per poter andare oltre.

2. Qui Gesù presenta i dettami della Legge Nuova, che è costituita dalla presenza dello Spirito Santo dentro di noi tramite la carità.
Tu stesso hai avuto l’accortezza di riportare questa affermazione di san Tommaso che io ho trascritto in sintesi nella su riferita risposta.
La carità, che è il modo proprio di amare di Dio ed è nello stesso tempo il modo proprio di amare di coloro che hanno ricevuto questo dono da parte di Dio, si esprime operativamente attraverso questi dettami nuovi.

3. Questi dettami o precetti nuovi sono quelli di cui il Signore ha appena parlato, e cioè le beatitudini.
Ma poi ne enuncia anche altri e occupano la restante parte del capitolo 5 e tutti interi i capitoli 6 e 7 del Vangelo di Matteo.
A modo di esempio, per evitare l’incomprensione ai nostri visitatori che non hanno sottomano il Vangelo di Matteo, eccone alcuni: “Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle.
Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5,38-48).

4. Questi insegnamenti del Signore non sono un optional, ma il distintivo esterno della vita cristiana.
Qualcuno ha detto che in questi tre capitoli (5-6-7 del vangelo di Matteo) c’è più di tutto quello che si può trovare in tutti i testi di teologia, di filosofia e  di psicologia messi insieme. Qui c’è il condensato di tutta la Verità.
In questi tre capitoli, come dice Sant’Agostino, troviamo la magna carta della vita dei cristiani.
E san Tommaso: qui troviamo tutta l’informazione (in senso scolastico-medievale) e cioè tutti gli elementi specifici della vita cristiana.

5. Se al termine della nostra vita saremo giudicati sulla carità, come diceva San Giovanni della croce, comprendiamo allora come mai il Signore abbia detto che non perirà neanche uno di questi minimi precetti.
Saremo interrogati su tutti.
Se saremo trovati solo imperfetti è previsto il Purgatorio.
Ma se saremo sprovvisti dell’habitus della carità saremo esclusi dal Regno dei cieli.

Ti ringrazio ancora, ti assicuro il mio ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo