Quesito

Caro Padre Angelo,
da qualche tempo ho scoperto la bellezza di celebrare per quanto mi è possibile la Liturgia delle ore.
Trovo sia un modo particolarmente proficuo per ricordarmi di santificare ogni giornata come in un unica grande celebrazione liturgica.
Mi ritrovo a chiederle dei chiarimenti in merito ad alcune particolarità che mi appaiono di più difficile comprensione, premesso che con l’avvento di internet è molto difficile sbagliare in merito alla composizione della liturgia (e alla scansione dei salmi nelle varie giornate).
In particolare ho notato la particolarità che nei giorni precedenti le solennità (es. domenica) le ore finiscono con “Primi vespri successivi” senza riportare compieta, e la solennità del giorno dopo inizia con “Primi vespri” e “Compieta I”, proseguendo come di consueto ma modificando la dicitura delle ore successive in “Secondi vespri” e “Compieta II”.
Le chiedo il motivo di tale particolarità e sopratutto i tempi nei quali celebrare queste particolari ore canoniche del giorno “aggiunte” (primi vespri e compieta I), dato che sino ad ora mi sono limitato ad anticipare i primi vespri e la compieta I nel giorno del sabato, ove avessi avuto la possibilità di celebrare tali ore.

Mi scuso anticipatamente della lunghezza e tortuosità della domanda, e la ringrazio anticipatamente per l’opera che presta.
Un caro saluto
Gianmarco


Risposta del sacerdote

Caro Gianmarco,
1. per le domeniche e le solennità la Chiesa computa il giorno alla maniera degli ebrei.
Per gli ebrei la giornata cominciava dopo il tramonto del sole.
Col sopravvenire del buio la giornata era già conclusa, e iniziava la nuova.
Non aspettavano la mezzanotte.

2. Per questo i vespri del sabato pomeriggio sono già vespri della domenica.
La quale pertanto ha due vespri: i primi e i secondi.
Lo stesso discorso si fa per la Compieta.

3. Il sabato non ha vespri propri e neanche una compieta propria.
Questo è il motivo per cui nel Breviario (Liturgia delle ore) non li trovi.

4. Quanto ti ho detto per le domenica viene applicato anche alle solennità.

5. Tuttavia si potrebbe avere l’impressione che nel pomeriggio precedente le solennità si debbano recitare i vespri e la compieta del giorno e aggiungere poi i primi vespri e la compieta della solennità.
Questo è un errore. Non si tratta di aggiunta, ma di sostituzione.
Pertanto nella vigilia delle solennità non si dicono due vespri: quelli del giorno e i primi vespri della solennità.
Ma i primi vespri della solennità prendono il posto dei vespri del giorno.
Lo stesso discorso vale anche per la compieta.

6. Ti incoraggio a pregare con la Liturgia delle ore: è la preghiera ufficiale della Chiesa.
Quando ti metti a pregare con questa preghiera preghi con tutta la Chiesa e per tutta la Chiesa.

Ti saluto cordialmente, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo