Quesito

Caro Padre Angelo,
ho partecipato di recente ad un funerale ed ho notato come un errore sentir dire al presbitero: ricordati del nostro fratello NOME che oggi hai chiamato a te.
La mia misera osservazione è se il rito dell’esequie lo celebriamo oggi, il defunto mica è stato”chiamato oggi”.
Quindi cosa significa oggi visto e considerato che non è morto oggi?
La ringrazio di cuore e la ricordo in Cristo N.S. le chiedo di pregare per me e la mia famiglia ma in particolar modo per gli ammalati che spesso non sono solo quelli allettati ma quelli che pur avendo conosciuto Cristo lo hanno rifiutato.
Davide Z.


Risposta del sacerdote

Caro Davide,
1. l’oggi che viene usato nella liturgia eucaristia a proposito dei defunti ha il medesimo significato dell’oggi col quale Gesù ha promesso al buon ladrone di entrare in Paradiso: “In verità ti dico, oggi sarai con me in paradiso” (Lc 23,43)
Sappiamo molto bene che Gesù non è entrato in paradiso il venerdì santo e che dopo la sua morte discese agli inferi (At 2,31).
Gesù entra in Paradiso nel giorno della sua risurrezione.

2. “Oggi” nel vangelo di san Luca vuole indicare che è giunto il tempo della salvezza portata dal Messia. Questa salvezza si raggiunge dopo la morte in maniera definitiva.
Anche il nostro buon ladrone ha atteso che Gesù entrasse il paradiso, perché è Lui che lo ha riaperto per l’umanità.
Questa parola “oggi” non ha dunque solo un significato cronologico, ma teologico.

3. Questo significato è presente anche nell’oggi che viene ripetuto per tutti i giorni della settimana in albis (l’ottava di Pasqua) a proposito della risurrezione di Cristo.
Si tratta di un evento che viene vissuto per 8 giorni col medesimo gaudio, con la medesimo portata e con la medesima efficacia del primo giorno.
Si potrebbe dire che succede qualcosa di analogo anche per i nostri defunti: i primi giorni dopo la loro morte portano con sé tutto lo sconvolgimento e il dolore del primo momento, del primo giorno. È un oggi che perdura.

4. Senza dire che non è escluso che una Messa di suffragio possa essere celebrata lo stesso giorno della morte, prima ancora della sepoltura.
Inoltre elimina l’espressione che “Ricorda del nostro fratello che “ieri” o “l’altro ieri” o “tre giorni fa”… che decisamente stonerebbe.

Ti saluto cordialmente, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo