Quesito

Caro Padre Angelo,
una domanda di portata non indifferente: oggi dominano le diffusissime tecniche di indagine genetica pre-natale. Tantissime donne (anzi, coppie) ricorrono alla conosciutissima amniocentesi per praticare quello che io sono solito chiamare “accanimento diagnostico”. Molte lo fanno a scopo selettivo: premeditano più o meno apertamente di scartare con l’aborto la creatura che portano in grembo, qualora venissero a scoprire un bimbo “Down” con queste metodiche. Poi tutto procede come desiderato, nessuna “anomalia” alle analisi del bimbo, quindi per fortuna niente aborto.
Domanda: queste persone, sebbene non si siano macchiate di questo abominevole peccato, possono avvicinarsi al sacramento della Comunione?
Ho il presentimento che con molta disinvoltura continuino nel tempo a ricevere il corpo di Cristo senza dare peso a questa loro deplorevole intenzione.
Un caro saluto come sempre.
Vittorio


Risposta del sacerdote

Caro Vittorio,
1. se una donna chiede l’esame diagnostico per poter abortire nel caso di diagnosi infausta, non può fare la Santa Comunione finché non è pentita.
In Mt 5,28 Gesù ha ricordato la gravità dei peccati interni.
Tra i peccati interni c’è anche la determinazione di ricorrere all’aborto.

2. Come vedi, ho usato la parola determinazione: perché talvolta la donna può essere in stato confusionale a motivo della paura.
Finché è in stato confusionale e desidera fare la Santa Comunione perché il Signore le dia forza di perseguire la gravidanza, non direi che vi è peccato, almeno quello mortale.

3. Ma se vi è il deliberato consenso, e cioè la determinazione, allora non può accostarsi al Signore senza commettere un sacrilegio: la volontà di abortire contraddice la Santa Comunione. Da una parte infatti si va a ricevere il Signore, dall’altra lo vi vuol uccidere, perché il Signore ha detto: “Qualunque cosa avrete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).

4. Non incorre invece nella scomunica. Perché questa pena è legata non all’intenzione di abortire, ma all’aborto compiuto.

5. Sono contento di averti sentito di nuovo.
Ricambio il fraterno saluto, ricordandoti davanti al Signore.
Ti benedico.
Padre Angelo