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Quesito

Carissimo padre Angelo,
le scrivo perché da qualche tempo mi pongo una questione: perché l’arcangelo Gabriele è apparso a Maria e si è presentato in sogno a Giuseppe? S. Giuseppe era esente dal peccato come la SS Vergine?
Fuori tema le volevo sottoporre anche un’altra domanda: ho letto vari scritti sul perdono dei peccati e della conseguente pena; Padre Giuseppe Tomaselli afferma che anche i peccati più veniali comportano pene severissime in Purgatorio e quand’anche fossero perdonati non ne cancellano la  pena; leggendo il diario di S. Faustina Kowalska mi pare di capire che la Misericordia di Dio non solo cancella il peccato e la relativa pena per grande che possa essere, ma Dio non se ne ricorda nemmeno! E questo mi ha rincuorato.
La ringrazio della risposta che vorrà darmi e del tempo che mi dedicherà.
P.S. La prego di ricordarsi della mia famiglia e di me nelle sue preghiere
Giulio

 


 

Risposta

Caro Giulio,
sono tre le domande che mi fai.

1. La prima: perché l’Angelo apparve in sogno a Giuseppe mentre a Maria apparve visibilmente.
Indubbiamente un’apparizione sensibile attraverso i sensi esterni è più certa e più grande che una rivelazione fatta direttamente all’interno della mente.
La prima è superiore alla seconda.
Scrive San Tommaso: “L’immaginazione è una potenza superiore ai sensi esterni; ma poiché la conoscenza umana ha il suo principio nei sensi, essi ci danno la massima certezza; è necessario infatti che nell’ordine della cognizione i principi siano più certi.
Quindi San Giuseppe, a cui l’angelo apparve in sogno, ebbe un’apparizione inferiore a quella della Beata Vergine” (Somma teologica, III, 30, 3, ad 2).

2. Per San Tommaso e per San Giovanni Crisostomo era conveniente che alla Madonna comparisse un angelo perché ciò che le veniva annunciato era un fatto straordinario, umanamente inconcepibile.
Mentre per San Giuseppe che dubitava su un fatto già avvenuto (il concepimento) si trattava di dare conferma ad un’intuizione alla quale egli stesso era pervenuto e per la quale si riteneva indegno di presentarsi al mondo come il padre del Messia senza averne ricevuto alcun incarico.
Scrive infatti San Tommaso: “Giuseppe voleva licenziarla non per prenderne un’altra o a motivo di sospetto (propter suspicionem), ma perché temeva a motivo della riverenza (umiltà) di stare insieme a tanta santità e perciò gli fu detto: non temere” (s. tommaso, IV Sent., d. 30, q. 2. 2 ad 5).

3. A proposito dell’apparizione in sogno a San Giuseppe San Tommaso scrive: “Apparve in sogno (…).
Ma allora si chiede perché a Maria fu fatta un’apparizione visibile, pur essendo ella fedelissima.
Bisogna dire che il mistero dell’incarnazione fu rivelato alla Vergine Maria fin dal principio, quando era più difficile crederlo; quindi era necessario che le fosse fatta un’apparizione visibile.
A Giuseppe invece esso non fu rivelato fin dal principio, ma piuttosto quando era stato in gran parte completato, quando già vedeva il di lei grembo gonfiarsi, per cui più facilmente poteva credere; quindi a lui bastava quell’apparizione che avviene nel sonno” (Commento al Vangelo di Matteo 1,20).

4. La seconda domanda chiede se San Giuseppe sia stato esente dal peccato come la SS. Vergine?
La risposta è no perché la Madonna per singolare privilegio è stata esentata fin dal primo istante della sua esistenza dal peccato originale e dal disordine delle inclinazioni (i teologi lo chiamano fomite della concupiscenza)
Di San Giuseppe non abbiamo fonti bibliche che possano far arguire un simile privilegio.
Per cui si dice che dopo aver contratto il peccato originale ricevette una grande santificazione che lo liberò dal peccato originale e rese di fatto inoperante e successivamente estinto il disordine delle inclinazioni.
Per questo la Chiesa lo considera il primo tra tutti i Santi, prima anche di San Giovanni Battista e gli conferisce il culto di protodulia (il primo tra tutti i santi).
Mentre alla Madonna viene dato il culto di iperdulia, e cioè al di sopra di tutti i santi a motivo del particolare ruolo che ha da svolgere, quello di essere Madre di Cristo e nuova Eva.

5. La terza domanda: l’apparente divergenza tra quanto dice Padre Tomaselli e Santa Faustina Kowalska.
Padre Tomaselli considera il peccato veniale in se stesso e allora, pur rimessa la colpa, rimane da scontare la pena.
Anche Santa Faustina Kowalska dice la stessa cosa quando parla di alcune sue consorelle che sono andate in purgatorio a motivo di alcune loro negligenze.
Quando Santa Faustina dice che Dio cancella tutto lo fa riferendosi ad alcune azioni compiute dai fedeli per possono applicare a se stessi o ai defunti una particolare indulgenza plenaria come è quella che si prende nella festa della Divina Misericordia.

Volentieri mi ricorderò di te e della tua famiglia nelle mie preghiere.
Ti auguro ogni bene e ti benedico.
Padre Angelo

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