Quesito

Caro Padre Angelo,
ecco la seconda questione dubbia: durante un convegno su fede e scienza, uno dei partecipanti, con un intervento che poco c’entrava col contenuto della discussione fra l’altro, ha detto che dopo il concilio vaticano secondo, e gli ultimi due pontefici, Giovanni Paolo secondo e Benedetto 16°, l’autentica religione cattolica non c’è più. Dalla portata della sua tesi posso ben dedurre che l’ha sparata un pò grossa, neanche ha accennato a delle argomentazioni.
Tuttavia visto che della questione del dopo concilio vaticano secondo ne avevo sentito parlare in generale, le volevo chiedere degli approfondimenti: che cosa è cambiato dal concilio vaticano secondo e perchè ci sono state e ancora ci sono così tante polemiche, si parla di rottura della chiesa col passato?
La ringrazio poi per il suo lavoro e per la consueta chiarezza delle sue risposte, che nel sito continuo a leggere molto volentieri.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. comincio subito col dire che il Concilio è stato un grande dono di Dio.
La Chiesa ha approfondito la coscienza su se stessa, come disse Paolo VI, e nello stesso tempo ha tracciato linee di comportamento nei confronti degli appartenenti ad altre confessioni o religioni e col mondo stesso.

2. Circa il primo punto il Concilio ha maturato quella che viene comunemente chiamata “ecclesiologia di comunione”.
Rispetto ad appartenenti ad altre confessioni o religioni e al mondo stesso il criterio di approccio è il “dialogo”.

3. In tutti e due gli approcci il Concilio rivela sempre più il suo carattere profetico.
Perché l’ecclesiologia di comunione è ordinata a suscitare maggiore consapevolezza del proprio compito (alias: della propria vocazione) in tutte  le membra del popolo di Dio.
I laici in molte parti hanno acquisito una maggiore responsabilità dei loro compiti all’interno della comunità e non solo per sopperire in non pochi casi alla carenza di sacerdoti, ma perché si tratta di loro incombenze.
Se si vuole, di riflesso, questo dovrebbe stimolare i sacerdoti a svolgere il loro proprio compito, che è soprattutto quello di predicare, di santificare e di governare le anime.

4. Il dialogo, poi, è una imprescindibile via per costruire la pace.
All’interno delle varie chiese cristiane, tanto ortodosse che protestanti, non è raro trovare alcuni gruppi che considerano la Chiesa cattolica come la longa manus di Satana, e considerano tanti fenomeni di grazia come Lourdes e le esperienze dei Santi come frutti dell’opera del demonio e manifestano un autentico livore verso la Chiesa.
Ora, da cristiani, siamo chiamati almeno a lasciar perdere pregiudizi, a rispettarci a vicenda e ad amarci vicendevolmente a motivo del comune Battesimo e del precetto datoci da Gesù Cristo.
Nei confronti delle religioni è necessario cooperare perché tutte si esprimano come straordinaria forza di pace all’interno di questo mondo: veniamo tutti dal medesimo Creatore e a Lui, sebbene in modi diversi, tutti tendiamo.

5. Qualcuno però è andato oltre affermando ad esempio che una religione vale l’altra o che all’interno della Chiesa i laici possono consacrare l’eucaristia al posto dei sacerdoti.
Secondo costoro il Concilio avrebbe segnato una rottura con la Chiesa precedente.
Un’affermazione del genere ha conseguenze enormi: significherebbe che la nostra fede non sarebbe più quella dei nostri padri o quella degli apostoli.

6. Altri, al contrario, dicono che la Chiesa ha tradito se stessa e che alcuni papi avrebbero deviato dalla retta fede.

7. Come vedi si tratta di due forme estremiste che vanno corrette.
Circa il primo estremismo va ricordata quella che Benedetto XVI ha chiamato “ermeneutica della continuità”: il Concilio Vaticano è uno sviluppo della dottrina e della vita precedente.
Circa il secondo estremismo va ricordato che Cristo non ha abbandonato la Chiesa, che Pietro e solo Pietro continua ad essere il vero garante della fede, proprio perché Cristo l’ha assicurato e immunizzato su questo punto (Lc 22,32).

8. Andiamo avanti dunque seguendo i criteri del Vangelo che sono quelli di una perfetta obbedienza ai pastori della Chiesa in comunione con il Papa: “Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me.
E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato” (Lc 10,16).

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo