Quesito

Caro padre Angelo,
mi rivolgo a Lei per avere alcuni chiarimenti circa alcune riflessioni che ho fatto sulla Chiesa a seguito di una conferenza quaresimale sulla Fede e aver sentito dal Sacerdote relatore di condividere quanto molti “cattolici” affermano cioè di aver Fede, ma di non credere nella Chiesa. Non le sembra che affermando ciò si commette un grave errore, forse si proferisce addirittura una bestemmia perché si dichiara di non credere in Cristo, confondendo la Chiesa con gli uomini che la gestiscono?
Sono arrivato a questa considerazione perché secondo il mio modesto pensiero è riduttivo definire la Chiesa, come mi è stato insegnato da bambino (ho 72 anni) con il Catechismo di San Pio X, “La Chiesa è la società dei veri Cristiani, cioè dei battezzati che professano la Fede e la Dottrina di Gesù Cristo ecc ecc”.
Invece mi sembra molto appropriata la definizione riportata dalla Gaudium et spes:  Essa «è il progetto visibile dell’amore di Dio per l’umanità» In sintesi la Chiesa è Cristo e non gli uomini che la compongono. Infatti, sempre secondo il mio pensiero, quando Gesù consegna a Pietro la Chiesa, consegna se stesso, il suo amore e i suoi insegnamenti affidando a Pietro e agli apostoli il governo e la diffusione.
Non le sembra che alcuni sacerdoti invece di riportare sulla retta via il pensiero distorto dei fedeli aumenti in loro la confusione e il distacco dalla Chiesa? Gradirei conoscere il suo autorevole pensiero.
Nel ringraziarla la saluto cordialmente.
Giuseppe


Risposta del sacerdote

Caro Giuseppe,
1. certamente l’antica definizione di Chiesa (di carattere giuridico) aiuta a distinguere, anzi a separare la Chiesa da Cristo.
Tu al contrario vuoi metterne in risalto la profonda unione con Cristo al punto da identificarsi con Lui. Sicché toccare la Chiesa o non credere nella Chiesa è la stessa cosa che toccare Cristo e non credere a Cristo.

2. È vero che Cristo vuole stabilire tra noi e Lui un’unione così profonda da paragonarla alla sua unione col Padre.
Ma c’è in noi un aspetto che non può identificarsi con Cristo, ed è la nostra umanità peccatrice.
Inoltre la Chiesa, in quanto voluta e fondata da Cristo, è un’istituzione con tanto di gerarchia voluta direttamente dal suo Fondatore ed è dotata di tante  altre istituzioni volute e create dagli uomini.
In riferimento a queste ultime istituzioni (volute e create dagli uomini) possiamo dire che la Chiesa “est semper reformanda” (la Chiesa è sempre da riformare o rinnovare).
Ma certo non possiamo dire di Cristo che sia sempre da riformare o da rinnovare.

3. Nella Chiesa dobbiamo dunque distinguere due realtà: l’istituzione e la sua comunione con Cristo.
In quanto è unita Cristo (l’aspetto di comunione) è la Sposa che forma una sola realtà col suo Sposo.
Sicché toccare la Chiesa è la stessa cosa che toccare Cristo.
Non credere alla Chiesa è la stessa cosa che non credere in Gesù Cristo.
Su questo punto Gesù è stato molto esplicito: “Chi ascolta voi, ascolta me, chi disprezza coi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato” (Lc 10,16).

4. L’istituzione invece non s’identifica con Cristo, è da Lui voluta e ha carattere funzionale.
Di là l’istituzione, che è l’involucro visibile della Chiesa, cesserà nelle sue funzioni.
Mentre nella sua realtà di comunione e di corpo di mistico di Cristo continuerà.

5. Mi piace riportare le definizioni di Chiesa presentate dal Catechismo della Chiesa Cattolica, sulla linea di quanto aveva già fatto il Concilio Vaticano II nella Lumen gentium.
Dopo aver detto che nell’Antico Testamento le varie immagini sono “variazioni di un’idea di fondo, quella del «Popolo di Dio»” (CCC 753) e che nel Nuovo Testamento fanno tutte riferimento a Cristo e la presentano come il corpo (mistico) di Cristo, ne presenta alcune “desunte sia dalla vita pastorale o agricola, sia dalla costruzione di edifici o anche dalla famiglia e dagli sponsali” (Lumen gentium 9).

5. “Così la Chiesa è l’ovile, la cui porta unica e necessaria è Cristo.
E’ pure il gregge, di cui Dio stesso ha preannunziato che sarebbe il pastore e le cui pecore, anche se governate da pastori umani, sono però incessantemente condotte al pascolo e nutrite dallo stesso Cristo, il Pastore buono e il Principe dei pastori, il quale ha dato la sua vita per le pecore” (CCC 754).

6. “La Chiesa è il podere o campo di Dio.
In quel campo cresce l’antico olivo, la cui santa radice sono stati i patriarchi e nel quale è avvenuta e avverrà la riconciliazione dei Giudei e delle genti.
Essa è stata piantata dal celeste Agricoltore come vigna scelta. Cristo è la vera Vite, che dà vita e fecondità ai tralci, cioè a noi, che per mezzo della Chiesa rimaniamo in lui e senza di lui nulla possiamo fare” (CCC 755).

7. “Più spesso ancora la Chiesa è detta l’edificio di Dio. Il Signore stesso si è paragonato alla pietra che i costruttori hanno rigettata, ma che è divenuta la pietra angolare.
Sopra quel fondamento la Chiesa è stata costruita dagli Apostoli e da esso riceve stabilità e coesione.
Questa costruzione viene chiamata in varie maniere: casa di Dio, nella quale abita la sua famiglia, la dimora di Dio nello Spirito, "la dimora di Dio con gli uomini" (Ap 21,3), e soprattutto tempio santo, rappresentato da santuari di pietra, che è lodato dai santi Padri e che la Liturgia giustamente paragona alla Città santa, la nuova Gerusalemme. In essa, infatti, quali pietre viventi, veniamo a formare su questa terra un tempio spirituale.
E questa Città santa Giovanni la contempla mentre nel finale rinnovamento del mondo essa scende dal cielo, da presso Dio, "preparata come una sposa che si è ornata per il suo sposo" (Ap 21,1-2)” (CCC 756).

8. Le immagini stesse con cui viene presentata la Chiesa indicano la profonda comunione di vita con Cristo dal quale essa riceve tutta la sua consistenza ed è come un prolungamento della sua umanità visibile.
Nello stesso tempo rimandano sempre all’istituzione, all’involucro, che di qua si rinnova incessantemente e di là lascia il posto alla perfetta comunione tra lo Sposo e la Sposa.

Ti son grato per aver attirato l’attenzione sulla Chiesa, che è la nostra Madre.
Per mezzo di Lei siamo stati rigenerati a Cristo.
Ti ricordo nel Signore e ti benedico.
Padre Angelo