Quesito

Caro Padre Angelo,
sono insegnante di Liceo Artistico, da anni seguo i mie alunni con particolare attenzione anche alle problematiche personali specie per quelle domande più delicate che spesso vengono a galla come una richiesta di aiuto. Insegno …. e questo mi permette di avere più facilmente accesso al loro cuore perché amano molto questa materia.
Ultimamente una mia alunna di quarta si è dichiarata bisex e mi ha detto che ama la sua amica quanto il suo ragazzo, lasciandomi intendere la sua spiccata tendenza omosessuale e anticlericale.
Ho provato a risponderle attraverso la ragione, ma non è semplice perché lei mi dice che se uno ama tutto è permesso…
Mi aiuti lei che sa mettere insieme così bene insieme mente e cuore. La saluto e aspetto risposta.
grazie


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. mi dici che questa ragazza è anticlericale e quindi presumo non credente.
Certo con una persona non credente ci troviamo di fronte ad una difficoltà maggiore perché quando nella vita si perde Dio come orizzonte e fine della nostra esistenza, allora, come dice san Paolo, ci conviene mangiare, bere e darci al divertimento: “Se i morti non risorgono, mangiamo e beviamo, perché domani moriremo” (1 Cor 15,32).

2. Tuttavia le cose si possono spiegare anche al di qua della fede.
La sessualità o meglio l’apparato genitale ha un suo preciso significato. È strutturato in ordine ad un determinato fine.
E allora anche con lo semplice sguardo della ragione e del buon senso si vede che alcuni rapporti sono secondo natura e altri contro natura.
Oggi alcuni sono allergici a questo linguaggio perché – dicono – la tendenza omosessuale sarebbe la natura di una persona.

3. Qui evidentemente è necessario fare una distinzione tra piano fisico e piano psicologico.
Che la ragazza abbia psicologicamente una tendenza o inclinazione omosessuale è un dato di fatto.
Ma rimane altrettanto vero che il dato fisico e biologico parla di un determinato sesso, che di sua natura viene completato e giunge al suo scopo procreativo solo nell’unione con una persona di sesso diverso.

4. Va anche detto che con un trattamento psicologico la prima inclinazione può essere modificata.
La seconda invece no. Anche qualora si ricorresse ad un intervento chirurgico, il sesso genetico rimane quello ed è inalterabile.

5. Inoltre al di là della soddisfazione sessuale immediata ed empirica che può essere raggiunta anche in una relazione omosessuale, c’è una soddisfazione di fondo che coinvolge il diventare marito e moglie, la paternità, la maternità, il diventare nonni che si attua in via ordinaria solo nel matrimonio.
Per quanto due persone omosessuali si promettano l’una all’altra non si tratterà mai di diventare marito e moglie, con un patto che trascende la volontà stessa dei contraenti e che porta due persone ad essere con vincolo indissolubile la cellula biologica e morale della società.
Anche nel caso che due sposi non riescano a procreare, ciò non di meno sposandosi intendono realizzare un’istituzione che li vincola in maniera indissolubile non solo a motivo del vicendevole esproprio, ma anche perché la missione di generare ed educare dei figli li impegna in un vincolo perenne, come lo esige il diventare padre, madre, nonno…

6. Va detto ancora che nel primo caso l’unione sessuale non fruttifica, rimane sterile.
Nel secondo caso fruttifica nella generazione dei figli, nella trasmissione della vita, nella conservazione della società, nel ricambio delle generazioni, nei vincoli parentali della paternità, della maternità, del diventare nonni …

7. Mi pare che anche solo stando a questo ce ne sia abbastanza per dire che un’inclinazione non vale l’altra.
La prima (quella omosessuale) è un’inclinazione in se stessa disordinata e correggibile.
La seconda invece è ordinata e incorreggibile.
La prima può dare una soddisfazione momentanea e chiusa in se stessa.
La seconda soddisfa le esigenze più profonde e durature di una persona proprio perché porta frutto ed è generatrice di vita in tutti i sensi.

8. Venendo alla domanda iniziale, io direi a quella ragazza di non cedere all’omosessualità ricordando che di fatto siamo inclinati al male.
Siamo  inclinati alla superbia, siamo inclinati all’ingordigia del possesso, e siamo inclinati a vivere anche la propria sessualità in maniera disordinata. Uno di questi disordini è l’omosessualità.
Non possiamo dire che l’ingordigia del possesso sia un’inclinazione buona perché si trova in tante persone.
Ugualmente non possiamo dire che la cleptomania sia un bene perché in alcuni è un’inclinazione naturale.
Possiamo dire che è un’inclinazione della natura segnata dal peccato.
È un’inclinazione di ordine psicologico, come l’omosessualità, non di ordine ontologico.

9. Infine le direi di non cedere all’omosessualità perché i cedimenti rafforzano un’inclinazione sessuale disordinata di  per se stessa caratterizzata dall’autocompiacimento.
Le direi anche di aprire gli occhi su quanto dice la Chiesa, che non ha nessun tornaconto personale da difendere quando insegna che “come accade per ogni altro disordine morale, l’attività omosessuale impedisce la propria realizzazione e felicità, perché è contraria alla sapienza creatrice di Dio.
Quando respinge le dottrine erronee riguardanti l’omosessualità, la Chiesa non limita ma piuttosto difende la libertà e la dignità della persona, intese in modo realistico e autentico” (Congregazione per la dottrina della fede, Homosexualitatis problema 7).

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo