Quesito
Caro Padre Angelo,
una domanda molto breve, non l’ho trovata una risposta sul motore di ricerca, e una privata.
Ho letto qualcosa di Margherita Maria Alacoque, e mi fa un po’ senso leggere alcune forme di penitenza a dir poco estrema, come immergere la lingua (per usare un eufemismo, non vorrei schifarla) in …
Ecco, è una bella santa, per carità, e le apparizioni del Sacro Cuore sono molto belle. Ma perché Gesù le ha permesso di darsi a penitenze così umanamente assurde?
Scusi se le sembra una domanda di poco conto. È che mi è davvero molto difficile trovare una risposta, e mi inquieta un po’.
La raccomando al suo angelo custode, che le è protettore e saprà provvederle magnificamente, e mi permetto di raccomandarmi alla sua preghiera.
Giacomo
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. talvolta si osservano nei santi alcuni atteggiamenti che umanamente non sono comprensibili.
Tuttavia, proprio perché sono santi, mostrano un comportamento sapiente in tutti gli ambiti della loro vita.
In altre parole, viene mostrato il grado eroico delle loro virtù.
2. Ci si chiede allora in quale maniera si possa conciliare quel comportamento strano e incomprensibile con l’esercizio della santità.
3. Anche in Santa Caterina da Siena, ad esempio, si trovano atteggiamenti incomprensibili e inimitabili, come quello in cui sentendo un fetore nauseabondo che emanava da una malata che stava assistendo, e avvertendo una reazione nelle sue viscere e nel suo stomaco, succhiò e ingoiò il pus della mammella.
4. Da un punto di vista umano diremo che si tratta di una pazzia.
Santa Caterina disse che lo fece per vincere se stessa e per dare un segno forte di amore al Signore.
La conseguenza fu che la notte seguente gli apparve Nostro Signore che le disse: “Tante battaglie hai combattuto per amor mio, e tutte con l’aiuto mio, fino a qui le hai vinte. Per questo mi sei divenuta grata e accetta. Ieri, mi piacesti in modo speciale”. Poi “ponendo la mano destra sul collo virgineo di lei e accostandosela alla piaga del proprio costato le sussurrò: “Bevi, o figliuola, una bevanda dal mio costato, con la quale l’anima tua si riempirà di una tale dolcezza, che ne risentirà mirabilmente anche il corpo, che per me disprezzasti”. E lei, a ritrovarsi vicino a quel modo alla sorgente della fonte della vita, mise sopra alla santissima ferita le labbra del corpo, ma molto più quella dell’anima, e bevve allungo con avidità e abbondanza una bevanda ineffabile e inesplicabile. (…).
Presa la bevanda dal costato del Salvatore, si diffuse nell’anima della santa vergine una tale abbondanza di grazie, che il corpo stesso ricevendone l’affluenza, non cercò da allora in poi più cibo, né avrebbe potuto prenderlo, come dimostreremo in seguito per filo e per segno” (Raimondo da Capua, Vita di Santa Caterina, 163-164).
5. I teologi collegano il gesto compiuto da Caterina alla virtù della gnome, che riconducono alla virtù morale della prudenza, di cui parlarono tanto l’antico filosofo Aristotele quanto San Tommaso d’Aquino.
6. Scrive San Tommaso in proposito: “Accade talora che bisogna agire al di fuori delle regole comuni” (Somma teologica, II-II, 51,4).
Infatti per giudicare rettamente nelle circostanze straordinarie non è sufficiente richiamarsi ai principi che abitualmente illuminano la mente, ma si è obbligati ad allontanarsene per invocare principi più alti ed applicarli secondo la gravità della circostanza.
La gnome indica una via di prudenza più larga e superiore, segno di maturità e lungimiranza.
7. Nella vita cristiana la gnome viene perfezionata dal dono dello Spirito Santo del consiglio, che fa agire prontamente con criteri straordinari avendo come riferimento Dio.
Capita quindi che talvolta ciò che da un punto di vista umano sembra stolto, da un punto di vista soprannaturale sia invece un’eccezione alla norma che conduce alla santità.
La gnome è per la prudenza quello che l’epicheia è per la giustizia.
Con questo criterio, dunque, vanno lette alcune azioni compiute dalla Santa menzionata.
Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera,
padre Angelo