Quesito

Caro padre Angelo,
un sacerdote una volta sul perdono ha detto: Si può perdonare ma il male fatto deve essere riparato, scontato. Il rapporto non potrà più rinascere, è spezzato per sempre. dice che il perdono non è un cerotto su un graffio, se fai il male te ne devi assumere le responsabilità e quel male ti tornerà indietro. Certamente non dalla persona che hai ferito. Il male comporta ..un assunzione di responsabilità. Bisogna perdonare, E DI CUORE, ogni offesa. Mettere pace dove c’è inimicizia. Il perdono è il dono più grande che si possa fare a una persona che ci ha offeso.
I PUNTO …….Una volta ottenuto il perdono però non è finita. Bisogna riparare. Se offendiamo un nostro fratello offendiamo anche Dio, ed è questa offesa che vuole riparazione.
II PUNTO ………Il legame tra chi è stato offeso e chi ha offeso è spezzato, ma niente potrà più essere come prima. Dio ci chiederà conto di quanto è stato fatto. E’ Dio che reclama questo atto di riparazione, non la persona offesa. Potrebbe anche essere successo l’irreparabile: ho ucciso. Non posso riparare. Quell’atto irreparabile mi condanna comunque, anche se mi pento e mi dolgo. Dovrò rispondere di quella vita spezzata. Dovrò rispondere anche di un perdono non chiesto, oppure non concesso.
III PUNTO ……..Infine, perdonare è spezzare un legame insano tra chi riceve e chi opera il male. Perdonando ci si libera. Ma il fatto di essere perdonati non cancella la pendenza tra me e DIO. Il male nei confronti dei fratelli ci mette in debito nei confronti di Dio, non solo nei confronti dei fratelli.
FINE… mi scusi padre, ma in tutta questa spiegazione, mi sfugge il concetto di misericordia..
È poi non capisco, perché a parte la pendenza tra me e Dio, io non possa perdonare mio fratello di cuore, ed amarlo ancora di più iIn un modo nuovo..
Cioè dov’è la carità di Dio in tutto questo? Ed anche la mia carità… se non riesco a perdonare ..
Se può mi aiuti a capire….
Grazie di cuore!!
Annarosa


Risposta del sacerdote

Cara Annarosa,
non intendo fare l’esegesi di quanto ha detto il sacerdote che hai ascoltato. Intendo commentare la sostanza del suo discorso.

1. Proprio come dice quel sacerdote, per usare una sua immagine, la misericordia non è un cerotto che si mette sopra la ferita.
La vera misericordia, dà il perdono, e cioè non conserva il risentimento nell’animo, ma mira a rendere giusto il cuore di chi ha sbagliato.
E lo rende giusto portandolo a riparare il male fatto.
Diversamente l’ingiuria, l’insulto, l’insolenza rimangono per sempre.

2. Per avere il vero concetto di misericordia dobbiamo guardare a Dio che le Sacre Scritture, da Lui stesso ispirate, celebrano come “ricco di misericordia” (Ef 2,4).
Dio ha usato misericordia al mondo.
Infatti nonostante il peccato e il rifiuto degli uomini, non conserva risentimento e continua a chiamarli alla Comunione con sé.

3. Quando parlo di Comunione con Sé penso in particolare alla Comunione eucaristica, perché in quel momento, uniti a Lui, il Signore ci dona di esercitare uno straordinario potere sul mondo.
Non dobbiamo dimenticare che presso gli antichi essere invitati alla mensa da parte del re significava ricevere in qualche modo i suoi stessi poteri.
Pensa dunque quale potere immenso il Signore dà a noi in ogni Comunione.

4. Ebbene, Dio, pur sapendo in anticipo che quel potere non lo esercitiamo come meriterebbe perché, ricevutolo nel nostro cuore, ci dedichiamo subito ad altro, ce lo consegna intatto in continuazione.
Lo da a noi che lo tradiamo mille volte col peccato, che non ascoltiamo le sue ispirazioni, che ce ne stiamo inquieti e quasi malcontenti quando stiamo in adorazione, in  colloquio silenzioso con Lui, in effusione di atti di amore e di perdono, in richiesta di grazie per noi e per tutto il mondo.
La sua misericordia manifesta la potenza del suo amore, che non  si arresta di fronte all’ingratitudine e all’ingiuria, ma continua a gettare ponti verso l’umanità e vero i peccatori, prevalendo sul peccato e sull’infedeltà.

5. Tuttavia Dio in Cristo ha voluto la riparazione fino in fondo.
Diversamente, come ho detto, l’insolenza sarebbe rimasta per sempre.
La sua misericordia pertanto non nasconde l’iniquità, ma la vuole cancellare.
“Misericordia e verità s’incontreranno” (Sal 85,11).
Il che equivale a dire anche “misericordia e santità”, misericordia ed espiazione, misericordia e giustizia s’incontreranno.

6. Ecco come ha tolto e distrutto il peccato, perché non rimanesse in eterno come offesa della sua santità e come motivo di confusione e di tristezza per noi.
“Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore”  scrive san Paolo (2 Cor 5,21).
In queste brevi parole è riassunta tutta la profondità del mistero della croce e della redenzione.

7. La redenzione, scrive Giovanni Paolo II in Dives in misericordia,  è l’ultima e definitiva rivelazione della santità di Dio, che è la pienezza assoluta della perfezione: pienezza della giustizia e dell’amore, poiché la giustizia si fonda sull’amore, da esso promana e ad esso tende.
Nella passione e morte di Cristo – nel fatto che il Padre non risparmiò il suo Figlio, ma «lo trattò da peccato in nostro favore» – si esprime la giustizia assoluta, perché Cristo subisce la passione e la croce a causa dei peccati dell’umanità.
Ciò è addirittura una «sovrabbondanza» della giustizia, perché i peccati dell’uomo vengono «compensati» dal sacrificio dell’Uomo-Dio. Tuttavia, tale giustizia, che è propriamente giustizia «su misura» di Dio, nasce tutta dall’amore: dall’amore del Padre e del Figlio, e fruttifica tutta nell’amore” (DM 7).
“Ed ecco, proprio in lui, in Cristo, viene fatta giustizia del peccato a prezzo del suo sacrificio, della sua obbedienza «fino alla morte” (DM 8).

8. L’autentica misericordia mira non solo a riparare e ad espiare le ingiustizie, ma ad un obiettivo ancor più profondo: vuole rendere giusto il cuore di chi ha sbagliato.
Quando questi è stato reso giusto con la potenza dell’amore sente da se stesso l’esigenza della riparazione e dell’espiazione.
E non potendo attuarla da solo, trova la possibilità di attuarla in modo perfetto nel sacrificio di Cristo, offerto a benedizione e riparazione per coloro che sono stati oggetto delle sue ingiustizie.

Spero di aver chiarito come misericordia e giustizia s’intrecciano intimamente.
Ti ricordo al Signore nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo